martedì 5 ottobre 2010

Matrimoni combinati tra sessismo e razzismo

Relegato generalmente in scarni trafiletti, il quotidiano bollettino di guerra di femminicidi e varie violenze che si consumano in Italia ai danni di donne e bambine, scatena l'attenzione dei media e i commenti del politico di turno, quando la nazionalità dell'omicida e/o stupratore si presta ad essere usata strumentalmente per legittimare la politica securitaria e xenofoba che oramai caratterizza questo paese. Nonostante la nostra scarsa propensione alla "cronaca" abbiamo denunciato tante (troppe) volte questo meccanismo negli ultimi anni (e per non crivellare queste poche righe di link rinviamo agli articoli correlati in coda), e non avremmo voluto scrivere dell'ennesimo omicidio di una donna, presto immortalata sull'altare del sistema sessismo / razzismo. Lei, come si legge in svariati quotidiani, si chiamava Begm Shnez, quarantasei anni, pakistana, viveva a Modena. E' stata uccisa a sassate dal marito, Hamad Khan Butt, mentre difendeva la figlia ventenne - presa a sprangate dal fratello - che non voleva cedere al ditakt paterno del "matrimonio combinato". Abbiamo letto ieri con sgomento un articolo di Giuliana Sgrena su questa vicenda, articolo pubblicato su il manifesto, nella sua rubrica La maschera dell'islamismo. Perché collegare questo orrendo femminicidio (frutto come tantissimi altri della violenta autorità paterna/patriarcale) a l'Islam (o con la sua versione "islamista") quando in realtà la pratica dei "matrimoni combinati" è frutto di un retaggio culturale (violentemente riattivato dal processo di sradicamento migratorio) non immediatamente riconducibile ad una religione o un'altra? Perché "etnicizzarlo" collegandolo agli omicidi di Hina Saleem e Sanaa Dafani (e solo a quelli)? Perché scrivere che anche il suicidio avvenuto qualche settimana fa in provincia di Cremona di una ragazza di origini indiane era dovuto al timore di un "matrimonio combinato", quando invece sembra che quello che questa ragazza temeva era di essere espulsa grazie alla Bossi-Fini perché senza lavoro? E perché infine la ministra delle cosiddette Pari Opportunità, Mara Carfagna, chiede di costituirsi parte civile nel processo contro Hamad Khan Butt mentre è restata muta in tante altre occasioni, quando i massacratori erano uomini di nazionalità italiana, magari mariti di donne che il "matrimonio per amore" non ha ugualmente risparmiato?

(Alcuni) articoli correlati in Marginalia:

Hina Saleem e la religione dei padri
Per Sanaa Dafani
Ricordando Hina Saleem. E le altre
L'uomo bianco stupra, lo stato bianco assolve
Economia politică a violului
Interruzioni involontarie di gravidanza
Economia politica dello stupro
No Trespassing
Sessismo e razzismo: informazione e deformazione
Violenza sulle donne e razzismo

3 commenti:

Angie ha detto...

sì, sono veramente strane queste donne (ministre, giornaliste) che si credono "occidentalmente superiori"!

marginalia ha detto...

Ciao Angie, il punto è che io trovo piuttosto preoccupante che molte di queste donne si collocano "a sinistra" o addirittura si riconoscono (o vengono riconosciute) in ambito femminista. Il loro ritenersi "occidentalmente superiori" come scrivi, si manifesta nel paternalismo dell'aiutare "le altre", "liberarle", "emanciparle",finendo invece per oggettivizzarle e etnicizzare tutto ciò che le riguarda.
Stavo rileggendo un bel saggio di Chandra Talpade Mohanty sullo "sguardo dell'Occidente", bisognerebbe invitare alcune di queste signore a leggerlo ...

Rosetta ha detto...

Non se ne può più di tutte queste mistificazioni, vorrei proprio sapere come la mettono queste con l'omicidio di Sarah, uccisa dallo zio italianissimo!!!
Non ho letto il saggio che dici tu ma condivido le tue riflessioni e secondo me non dobbiamo stancarci mai di lottare contro questa società sessista e razzista, ciao