mercoledì 8 ottobre 2025
7 ottobre 2023 - 7 ottobre 2025: Alcune riflessioni sul concetto di resistenza
mercoledì 25 febbraio 2015
Da/per Gabriella Ghermandi e Atse Tewodros Project
giovedì 13 novembre 2014
sabato 15 giugno 2013
Bella Ciao direngezi Taksim Square
giovedì 25 aprile 2013
martedì 23 aprile 2013
Donne contro. Ribelli, sovversive, antifasciste nel Casellario Politico Centrale
domenica 21 aprile 2013
Cirenaica : le vie dell'oblio?
lunedì 7 novembre 2011
A Nori, staffetta e partigiana
mercoledì 25 maggio 2011
Le forme del dominio
giovedì 21 aprile 2011
150 anni contro: contro-corsi sulla storia d'Italia
domenica 11 luglio 2010
Resistenti a Parigi (e altrove)

domenica 25 aprile 2010
Bandite in resistenza
Qualche articolo correlato in Marginalia:
Una partigiana di nome Edera
Una svastica per Tosca, staffetta partigiana
Resistenze di qui e di altrove
Per Gabriella Degli Esposti, partigiana
Eredità partigiane
Staffetta antifascista
La Battaglia della Bolognina sessantatrè anni dopo
giovedì 1 aprile 2010
Una partigiana di nome Edera
Alcuni articoli correlati in Marginalia:
Una svastica per Tosca, staffetta partigiana
Resistenze di qui e di altrove
Per Gabriella Degli Esposti, partigiana
R-esistenze femministe
Eredità partigiane
Staffetta antifascista
La Battaglia della Bolognina sessantatrè anni dopo
giovedì 25 marzo 2010
R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista
Un'anticipazione: tra qualche giorno sarà in libreria R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista (a cura di Paola Guazzo, Ines Rieder e Vincenza Scuderi, Ombre Corte 2010). Il volume presenta contributi, alcuni ancora inediti, di note studiose del lesbismo e delle esistenze e resistenze lesbiche durante/al nazifascismo (oltre ai saggi delle curatrici, possiamo leggere quelli di Claudia Schoppmann, Ilse Kokula, Marie Jo-Bonnet, Raquel Osborne), contributi che offrono un quadro variegato delle diverse forme in cui si espresse la r/esistenza lesbica, durante il nazifascismo, tentando anche di colmare certi vuoti ancora presenti nella storiografia, come ad esempio la questione della partecipazione di lesbiche alla Resistenza. Scrivono infatti le curatrici "Restiamo tuttora convinte che, sebbene niente sia stato “trovato” e/o “scritto”, ciò non significa che non siano esistite lesbiche combattenti in varie unità partigiane europee". In un contesto in cui "la ricerca storica europea appare ancora fortemente condizionata da istanze maschili-bianche e le reti accademiche non sembrano certo distinguersi nell'investire sensibilità ed energie sulla storia dei soggetti 'altri' quali le lesbiche sono indubbiamente", i saggi presentati in questo volume assumono una rilevanza particolare nel panorama storiografico attuale e, soprattutto, contribuiranno sicuramente a modificarne e arricchirne orientamenti e approcci, offrendo anche stimoli per nuove e future ricerche(Alcuni) articoli correlati in Marginalia:
La prostituzione forzata nei lager nazisti in mostra
Donne e lesbiche negli anni del nazifascismo
R-esistenze femministe
Femminismi e nazismo
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venerdì 19 febbraio 2010
19 febbraio 1937: crimini del colonialismo italiano e resistenze delle/dei colonizzate/i
lunedì 23 novembre 2009
Joyce Salvadori Lussu. Vita e opera di una donna antifascista

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sabato 25 aprile 2009
Resistenze di qui e di altrove
25 aprile: un giorno per ricordare anzitutto. Per ricordare uomini e donne che hanno lottato per la loro/nostra libertà, soprattutto le donne, perché spesso la loro resistenza è stata taciuta. Partigiane come Gabriella degli Esposti o Irma Bandiera (che non videro mai la liberazione dell'Italia dal nazifascismo perché trucidate prima dai fascisti), o donne "comuni" come Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta MariaIzzi, Arialda Pistolesi, Silvia Loggreolo fucilate a Roma perché chiedevano pane. Ma il 25 aprile è (deve essere) anche un giorno per ribadire, forte e chiaro, il nostro rifiuto delle "pacificazioni", che per noi il 25 aprile non è (e non potrà mai essere) di tutt*, che partigiani/e e repubblichini/e non sono uguali. Una giornata per dire no al revisionismo ormai dilagante, magari rileggendo una poesia di Piero Calamandrei o disotterrando la lucida analisi a caldo dell'affermarsi del fascismo e degli errori delle varie componenti del movimento operaio del comunista anarchico Luigi Fabbri. Tante iniziative (e rinvio al sito di Zeroviolenzadonne che ne segnalano tante di significative) che testimoniano la consapevolezza di molti e molte di affermare oggi l'importanza e l'urgenza di resistere. Resistere anche appoggiando le attuali resistenze, vicine e lontane, come la resistenza delle donne afghane, prese a sassate da gruppi di fondamentalisti qualche giorno fa, durante una manifestazione a Kabul, sotto agli occhi dei loro presunti "liberatori" nordamericani ed europei.
Spero non suoni retorico se rinvio allo slogan che in alcune avevamo portato alla manifestazione nazionale a Roma contro la violenza maschile sulle donne e poi in altre manifestazioni, in tutte le lingue in cui ci era stato possibile tradurlo:
Contro la violenza sessista e razzista
contro vecchi e nuovi fascismi
tutte unite rivolta
ضد العنف الجنسي و العنصرية
ضد الفاشية الجديدة و القديمة
لنتحد جميعا : انتفاظة
Impotriva violentei sexiste si rasiste
impotriva fascismului vechi dar si a celui nou
toate unite: revolta!
contre les vieux et les nouveaux fascismes
toutes unies : révoltons-nous!
contra los viejos y los nuevos fascismos
unàmosnos todas: revuelta!
protiv starih i novih fasizama
Sve zajedno:pobuna!
TODAS UNIDAS: REBELIÃO
contro vecchi e nuovi fascismi
tutte unite: rivolta
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Nella foto una partigiana francese.
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martedì 21 aprile 2009
Abruzzo resistente

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Per gli aiuti ai/alle terremotat* rinvio ancora a Epicentro solidale.
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mercoledì 17 dicembre 2008
Per Gabriella degli Esposti, partigiana
Sul greto del Panaro, in località Ca’nova di San Cesario, in provincia di Modena, c'è un monumento. Qui, il 17 dicembre del 1944, furono ritrovati i corpi di nove uomini e una donna. Quest'ultima era Gabriella degli Esposti, partigiana combattente, attiva nei primi Gruppi di difesa della donna, tra le organizzatrici delle manifestazioni di luglio che avevano visto a Castelfranco Emilia scendere in piazza centinaia di donne contro la guerra, madre di due bambine piccole, Savina e Liduina, e incinta di una terza.La ricordo oggi, nell'anniversario della morte, insieme a tutte le altre partigiane uccise dai nazifascisti. Scavo nella memoria e nella storia, questa memoria e questa storia che continuamente si tenta di ricacciare nell'oblio, di mistificare, stravolgere, cancellare ... Non a caso ci penso oggi, mentre, tra le cosiddette "notizie del giorno" c'è Gianfranco Fini, osannato (anche da certa sinistra) dopo il suo discorso inaugurale al convegno “Settant’anni dalle leggi antiebraiche e razziste, per non dimenticare”, nella sala della Regina a Montecitorio. Addirittura c'è chi ha visto nel suo discorso una radicale messa in discussione del mito degli italiani brava gente ... ma l'operazione di Fini è un'altra, proprio un'altra. Peccato che la maggiornaza degli/delle italian* non se ne accorgerà ... A meno che, continuando così, non siano costrett* ad accorgersene. Ma forse troppo tardi (e sulla pelle di tutt*).
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venerdì 7 novembre 2008
Donne e lesbiche negli anni del nazifascismo tra resistenze, sopravvivenze e complesse complicità
Nel Quaderno abbiamo raccolto alcuni materiali relativi alla serata, delle brevi bio-biblio-videografie delle partecipanti (Paola Guazzo, Lidia Martin, Graziella Bertozzo e Alessia Proietti), gli abstract dei loro interventi , oltre che una presentazione della mostra fotografica Le SS ci guardavano: per loro eravamo come degli scarafaggi e una scheda del documentario Bandite. Per quant* non potranno esserci, posterò man mano qui i materiali di questo primo Quaderno. Per intanto ecco la presentazione del Laboratorio che abbiamo preparato per questa occasione.
Laboratorio Kebedeck Seyoum: una presentazione
Il Laboratorio è una rete translocale antifascista, antisessista e antirazzista, costituita da donne e lesbiche provenienti da pratiche, percorsi e “mondi” diversi, accomunate dalla consapevolezza che è quanto mai necessario oggi porre al centro della pratica teorica e politica le interrelazioni delle categorie (e dei rapporti) di classe, genere, “razza” e sessualità. Abbiamo cominciato a confrontarci da tempo attraversando spazi, momenti, luoghi ed esperienze molteplici: dalle riflessioni nate intorno al numero monografico Donne di mondo. Percorsi transnazionali dei femminismi (Zapruder, n. 13 2007) all'imponente manifestazione dello scorso novembre a Roma contro la violenza sulle donne, dalle discussioni all'interno del Sommovimento antirazzista e antisessista nato dal Tavolo razzismo del Flat romano nel febbraio di quest'anno all'adesione e partecipazione al grande corteo dei/delle migranti del 5 luglio qui a Bologna.
Il nostro confronto si si è anche nutrito (e si nutre) delle lotte passate di donne e lesbiche contro il fascismo, il sessismo, il razzismo coloniale e post-coloniale, delle relazioni con donne impegnate attivamente su queste questioni in Italia e altrove e soprattutto delle elaborazioni ed esperienze concrete sviluppatesi anche in altri contesti nazionali, grazie alla presa di parola di donne migranti o appartenenti alle cosiddette seconde e terze generazioni. Di qui, la convinzione che l'interrogarci sull'interrelazione tra sessismo e razzismo (nelle loro differenti forme e manifestazioni: dal femminicidio alla violenza omo-lesbo-transfobica, dalla deriva securitaria contro prostitute e altr* soggetti “fuori della norma”, dalla persistenza dell'antisemitismo e del razzismo antimeridionale fino all'attuale virulenza razzista contro rom e migranti) sia oggi condizione imprescindibile per instaurare uno scambio ed un rapporto tra donne “autoctone” e “migranti”, “bianche” e “non-bianche”, europee e non europee, postcoloniali e diasporiche, per agire insieme una reale pratica antisessista e antirazzista.
L'iniziativa che presentiamo stasera è un'ulteriore tappa – per noi fondamentale – di questo percorso. Riteniamo infatti che la privazione della memoria delle lotte passate e contemporanee sia una forma di dominazione che ha investito (ed investe) soprattutto le lotte delle donne, come dimostra la partecipazione delle donne italiane alla Resistenza, per lungo tempo disconosciuta o ridotta in termini di "aiuto" e di "contributo" al movimento di liberazione (“maschile”).
Noi vorremmo invece restituire l'importanza, la ricchezza e la specificità della lotta delle donne nella Resistenza e durante gli anni del nazifascismo, e del prezzo che esse hanno pagato: da quelle che hanno combattuto, anche armi in pugno, a quelle che sono state perseguitate, imprigionate, torturate, massacrate, violentate, deportate. Ma vorremmo farlo rifiutando sia le letture in termini meramente agiografici della Resistenza (che spesso si concentrano su alcune figure “esemplari” in termini fortemente retorici), sia il mito del “siamo (state) tutte resistenti”, ricordando invece anche le “zone d'ombra”, il consenso o la partecipazione di altre donne a gruppi e organizzazioni fasciste durante il ventennio. Ci sembra questa l'unica maniera per dare veramente valore a quante hanno pagato in prima persona il loro impegno militante e, più in generale, il loro anelito di libertà, e anche smarcarci con forza da quant* oggi propongono (nel quadro di un più vasto progetto di “pacificazione nazionale”) l'equiparazione tra chi ha resistito e chi no e, in ultima analisi, tra partigiani/e e fascisti/e. Questa chiave di lettura ci sembra inoltre proficua per affrontare – come ci proponiamo per il futuro – altre forme, passate e contemporanee, di lotta delle donne: lotte che hanno subito (e subiscono) un vero e proprio processo di rimozione, soprattutto quando mettono in crisi un certo immaginario sessista e razzista con il quale non si è ancora riuscit* a fare completamente i conti. In questo senso, la figura di Kebedech Seyoum – una delle tante indomite resistenti all'invasione coloniale italiana degli anni 30 – ci è sembrata emblematica.
La conoscenza della storia, di queste ed altre “resistenze”, di un passato e un presente di lotte, che come donne ci ha viste e ci vede protagoniste o comunque coinvolte è essenziale per mettere a punto nuove pratiche di resistenza e combattere il razzismo e il sessismo, fattori strutturali dei vecchi e nuovi fascismi.
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Durante la giornata (in piazza dell'Unità) e nel corso della serata a( XM24) sarà allestito un book shop a cura del Laboratorio con pubblicazioni su antisessismo, antirazzismo, antifascismo nonchè sull'interrelazione di classe, "razza", genere e sessualità (da Zapruder a Controstorie e oltre ...). Lo spazio è disponibile per l'esposizione/diffusione di materiali sul tema proposti da chi partecipa. Contattateci. Al book shop sarà anche possibile acquistare i biglietti per la manifestazione romana del 22/11 contro la violenza sulle donne ed aderire alla campagna Manette? No grazie, sto con Graziella.



