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giovedì 11 maggio 2017
Colette Guillaumin
Rileggo, ancora una volta ... http://marginaliavincenzaperilli.blogspot.it/2009/11/colette-guillaumin-la-colere-des.html
giovedì 30 aprile 2015
Je ne suis pas féministe, mais ...
Mi è arrivato da qualche giorno via posta il dvd con i due ultimi film di Florence e Sylvie Tissot, Je ne sui pas féministe, mais ... e L'Abécédarie de Christine Delphy, corredati da un delizioso piccolo libretto con foto bellisisme ,tra le quali una Delphy bambina che si accende la pipa ... Terribile, ma ancora non ho trovato il tempo per vedere i video ma in attesa condivido qui il sito di Je ne suis pas féministe, mais ... con alcuni estratti, rassegna stampa, testi ...
lunedì 17 novembre 2014
Femminismo e femministe in Italia negli anni Settanta
Narrare e rappresentare una storia: femminismo e femministe in Italia negli anni Settanta. Immagini, racconti, storie, è il titolo del seminario che si terrà sabato prossimo (22 novembre 2014, dalle 10 alle 18) presso il Centro di Documentazione delle Donne (via del Piombo, 5 - Bologna). Dalla presentazione delle organizzatrici: " Sono passati più di dieci anni da quando in seminari o riviste ci interrogavamo sulle ragioni della assenza di una storia del femminismo recente, sul nodo del rapporto tra storia e memoria, sulle difficoltà di dare forma nel linguaggio storiografico ad un'esperienza così intensa. Da allora molto è cambiato: sono stati scritti saggi, memorie, romanzi, prodotti film e documentari. Sullo sfondo di questo nuovo paesaggio abbiamo voluto organizzare una giornata di riflessione per uno scambio sul tanto lavoro fatto e per creare uno spazio di confronto tra i diversi modi di narrare e rappresentare questa vicenda". Programma: Ore 10.00 Il progetto di un seminario: Annamaria Tagliavini // Ore 10.15 Interventi di: Anna Rossi-Doria, Roberta Mazzanti e Serena Sapegno, Maddalena Vianello, Marzia Vaccari, Maria Luisa Boccia, Paola di Cori // Buffet // Ore 14.00 Interventi di: Emma Baeri, Antonia Cosentino, Cristina Zanetti, Graziella Gaballo e Paola De Ferrari, Alessandra Allegrini, Serena Simone, Vincenza Perilli // Ore 17.15 Suggestioni e riflessioni: Lea Melandri ed Elda Guerra
martedì 9 settembre 2014
Non si nasce donna a Bologna
Presentazione del n. 5 dei Quaderni Viola Non si nasce donna. Testi, percorsi e contesti del femminismo materialista in Francia (Venerdì 12 settembre, alle ore 18.30, Palazzina in Via Del Piombo, 5 - Bologna) a cura dell'Associazione Orlando e del collettivo Mujeres Libres. Raffaella Lamberti e Paola Guazzo ne discutono con le curatrici Sara Garbagnoli e Vincenza Perilli // Sull'incontro rinvio al sito del Server donne, mentre sul volume si vedano le recensioni di Paola Guazzo sul Guazzington Post, di Silvia Nugara su Iaph Italia, di Clotilde Barbarulli su Letterate Magazine e Alessandra Pigliaru sul Manifesto.
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domenica 9 marzo 2014
Un otto marzo tra Rivolta e Audre Lorde
Sabato una messe di graditissimi doni su Il Manifesto: l'articolo di Giovanna Zapperi Un autoritratto tutto per sé - sul rapporto politico e amicale tra Carla Lonzi e Carla Accardi da Rivolta femminile fino alla rottura, che porterà quest'ultima a fondare con altre artiste la Cooperativa di via del Beato Angelico - e un articolo/recensione di Alessandra Pigliaru dedicato ad Audre Lorde in occasione dell'imminente uscita italiana di due volumi: la traduzione italiana di Zami. A New Spelling of My Name (di Grazia Dicanio, a cura di Liana Borghi per le edizioni ETS) e la raccolta Sorella Outsider. I saggi politici di Audre Lorde, per le edizioni Il Dito e la Luna, di cui vi avevo già segnalato il fund-raising in corso. Grazie a tutte-tutte per questo così importante, necessario e splendido lavoro di diffusione, traduzione, scrittura e condivisione ...
martedì 3 settembre 2013
La violenza femminile nella letteratura italiana degli anni settanta
Dalla newsletter del CIRSDe: è stato da poco pubblicato il nuovo Quaderno di Donne e Ricerca, scritto da Elena Fammartino e con prefazione di Beatrice Manetti, dal titolo: La violenza femminile nella letteratura degli anni settanta. Dacia Maraini e Angela Carter. Il Quaderno è consultabile sul sito web del CIRSDe cliccando sul seguente link: http://www.cirsde.unito.it/PUBBLICAZI/Pubblicazione-donne-e-ricerca/2009/default.aspx
martedì 11 giugno 2013
Una donna di troppo
A sei mesi dalla pubblicazione del libro di Daniela Pellegrini, Una donna di troppo, molte hanno scritto commenti, molte hanno chiesto un incontro per entrare nel merito ... Se ne parleràgiovedì 13 giugno ore 19.00 al Cicip&Ciciap (via Col di Lana 8, Milano). Sul sito de Il paese delle donne il programma completo della serata
lunedì 10 giugno 2013
Pinar Selek / Devenir un homme en rampant
E' di imminente pubblicazione per L'Harmattan il volume di Pinar Selek Devenir un homme en rampant, sul servizio militare in Turchia. Ne scrive l'introduzione - dal titolo Au-delà des larmes des hommes - Jules Falquet, tra l'altro docente all'università di Paris Diderot- Paris 7 di Parigi, redattrice delle riviste Nouvelles Questions Féministes e Cahiers du Genre e autrice di numerosi saggi e articoli sull'imbricazione di genere/classe/razza (alcuni dei quali trovate nel suo blog: http://julesfalquet.wordpress.com/), questione sulla quale ha anche co-curato alcuni anni fa un numero monografico dei Cahiers du Cedref - (Ré)articulation des rapports sociaux de sexe, classe et "race" - alla quale ho avuto il piacere enorme di essere stata invitata a collaborare con un articolo sulle categorie di "sesso" e "razza" nel femminismo italiano, in un periodo in cui mi sembrava che in Italia non ci fosse alcun spazio per la mia ricerca. Oggi ringrazio Jules per avermi fatto leggere in anteprima questa sua introduzione al volume di Pinar Selek e averne autorizzato la pubblicazione online per lettrici/lettori di Marginalia. Potete quindi leggere/scaricare il pdf dell'articolo direttamente dalla mia biblioteca in Scribd cliccando qui: Au-delà des larmes des hommes
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giovedì 23 maggio 2013
Autoritratti / Iscrizioni del femminile nell'arte italiana contemporanea
Tra gli incontri paralleli alla mostra Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell'arte italiana contemporanea, sabato 25 maggio al MAMbo incontro con Giovanna Zapperi curatrice, tra l'altro, della recente traduzione francese del celebre Autoritratto di Carla Lonzi. Colgo l'occasione per segnalare che la versione in italiano della relazione introduttiva di Giovanna Zapperi al convegno Carla Lonzi : critique d’art et féministe, organizzato da Travelling Féministe, è ora disponibile sul sito di UniNomade. Buona lettura! // La fotografia è un'opera di Francesca Woodman, Untitled, Providence/Rhode Island, 1975 - 1978.
Femminismo materialista / Non si nasce donna a Roma
Sabato 25 maggio alle ore 19 presso la libreria Alegre (via Circonvallazione Casilina 72-74), prima presentazione del volume Non si nasce donna. Percorsi, testi e contesti del femminismo materialista in Francia, a cura di Sara Garbagnoli e Vincenza Perilli e con saggi di Christine Delphy, Maria Gabriella Da Re, Paola Di Cori, Sara R. Farris, Sara Garbagnoli, Colette Guillaumin, Nicole-Claude Mathieu, Vincenza Perilli, Redazione Quaderni Viola, Valeria Ribeiro Corossacz, Joan W. Scott, Renate Siebert, Paola Tabet e Monique Wittig. A seguire aperitivo. Non mancate ;-) // Su Non si nasce donna vedi anche 1, 2, 3 ...
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lunedì 29 aprile 2013
Christine Delphy: prefazione a Refuser d’être un homme. Pour en finir avec la virilité
Grazie a Entre les lignes entre les mots, il blog di Didier Epsztajn, la prefazione di Christine Delphy al libro di John Stoltenberg : Refuser d’être un homme. Pour en finir avec la virilité (Syllepse, 2013)
Carla Lonzi, critique d’art et féministe on line
Vi avevamo già segnalato la giornata di studi Carla Lonzi, critique d’art et féministe, che si è tenuta a Parigi a gennaio con, tra le/o altre/i, Giovanna Zapperi, Griselda Pollock e Elisabeth Lebovici. Ora tutti gli interventi sono online su Travelling Féministe, un sito che nel giro di pochi mesi è diventato uno dei miei preferiti ... (Non ingelositevi)
sabato 9 marzo 2013
Carla Lonzi al Centre Pompidou
Per tutte/i le appassionate/i di arte e femminismo attualmente a Parigi segnalo l'incontro che si terrà questo pomeriggio al Beaubourg, Carla Lonzi: réinventer la critique, défaire l'autorité (Petite Salle - Centre Pompidou, dalle ore 14.30) con Giovanna Zapperi e Fulvia Carnevale (Claire Fontaine). Dalla presentazione dell'incontro (organizzato da DDC / Parole, Jean-Pierre Criqui): "En 1969, la critique d’art Carla Lonzi publie Autoritratto (Autoportrait), un livre expérimental, entièrement composé d’entretiens qu’elle avait enregistrés avec des artistes. Lonzi leur donne la parole afin de réinventer la critique d'art à partir d'un récit non-linéaire et d’une subjectivité fragmentée. La publication du livre marque également une rupture: l’année suivante, Lonzi abandonne la critique d’art et co-fonde Rivolta Femminile, collectif parmi les plus actifs du féminisme italien, dont elle devient très vite une figure centrale". Io spero almeno in una registrazione ...
sabato 23 febbraio 2013
Carla Lonzi all'Hobo
Discussione intorno a Carla Lonzi con Giovanna Zapperi, curatrice della recente traduzione francese di Autoritratto: l'appuntamento è per domani, domenica, alle ore 17 all' Hobo, il nuovo Laboratorio del saperi comuninei Giardini di via Filippo Re a Bologna. A meno che febbre, neve e freddo non me lo impediscano dovrei esserci anch'io ...
martedì 15 gennaio 2013
Il femminismo degli anni 70 a Genova / Un commento
Ricevo da Paola De Ferrari, che ringrazio ancora, un commento "collettivo" alla mia breve nota sul video-documentario Donne in movimento.Il femminismo a Genova negli anni 70. Un commento che a me ha offerto ulteriori spunti di riflessione su quanto sia sempre prezioso il confronto di fronte alla difficoltà - determinata anche da diversi posizionamenti e diverse collocazioni, anche geografiche e/o generazionali - di trasmettere "memoria" e "recepirla". Tornerò probabilmente, con più calma, su alcuni punti di questo lungo commento, ma intanto grazie ancora a Paola e a tutte/i coloro che hanno contribuito alla scrittura di questo commento collettivo. Buona lettura e riflessioni a tutte/i, e se ne avete il tempo ... condividete! // Cara Vi, grazie della recensione. Sempre preziosa anche nella critica, che ci da il modo di chiarire meglio il nostro intento. Ho provato a postare sul tuo blog, ma probabilmente il testo è troppo lungo e non è stato accettato, quindi te lo mando via mail, se riesci a farglielo "digerire" tu... Poiché il video è stato un lavoro di un collettivo di produzione cercherò di dare una risposta che dia conto dei pensieri di alcuni altr* coinvolti, ognuno con le sue sfumature differenti. Continuità e discontinuità, la manifestazione indetta da SNOQ del 13 febbraio. Come premessa direi, e diciamo nel video che il pensiero e la pratica femminista, dai Settanta in poi, continuano in modalità diverse, attraverso ben tre decenni e fino ad oggi Di tutti i pensieri e parole, e di tante manifestazioni importanti che hanno segnato il percorso, non è stato possibile dare conto con questo video ( sarebbe stato un altro anzi vari altri video! ). Inoltre, abbiamo messo in scena soprattutto degli elementi per una storia locale. Solo facendo approfondimenti locali si potrà poi scrivere la storia "generale" di questi anni...e vedere ciò che effettivamente è stato un evento condiviso, non necessariamente privo di ombre o ambiguità. Tu citi la manifestazione del 2007. Io non vi ho partecipato, solo seguita in parte via web, ma non la posso annoverare come un evento che a livello locale abbia significato un "prima" e un "dopo". Sicuramente altre donne genovesi vi avranno preso parte, ma non emerge dalle interviste fatte che sono tante, ma certo non "tutte". Non è un campione rappresentativo di alcunché. Sono donne che raccontano e si raccontano. Quindi, perché citare la manifestazione del 13 febbraio? Secondo me la manifestazione del 13 febbraio ha rappresentato, per Genova e dintorni, un evento, una scansione nell'immaginario di tantissime e tantissimi. Non solo donne con percorsi femministi e/o politicizzati, ma un vero evento di popolo, dove c'erano decine di migliaia di persone come non era più successo da molti anni, anche gente che per la prima volta metteva piede in una manifestazione. Nel video se ne vede un piccolo scorcio... Questo "è " un fatto, di cui tenere conto. Una grossa crepa, o forse un coperchio saltato, nell'affabulazione mediatica del regime patriarcal/capitalistico, il quale però ha riscosso vasti consensi per due decenni. Un evento che metteva a tema, con un effetto di ribaltamento, soprattutto, "il femminile", le donne in corpi e anime, uno dei pilastri del tragico incantamento fin dai primi tempi del regime berlusconiano. E perciò c'erano tante cose anche in contraddizione tra loro. L'obnubilamento durato venti anni, l'inquinamento molecolare non si scioglie in chiarezza e rigore in un momento... Sicuramente c'era un aspetto di ambivalenza anche in alcuni testi di convocazione (anche se io non mi ricordo una accentuazione così destroide di parole come religione e nazione!) ma forse valgono anche delle differenze locali. Dice Francesca Dagnino, del collettivo di redazione: "Dentro la manifestazione dell13 febbraio (a Genova bella, festosa con la modalità un po' incasinata delle nostre manifestazioni femministe dei nostri anni) c'erano molte cose, ma, mi pare, soprattutto, la voglia di esserci, ancora, di nuovo. Ho discusso animatamente con un gruppo di giovani donne che inalberavano il cartello "Non si tratta di femminismo, ma di dignità" sostenendo che era la stessa cosa. Ho sorriso complice al gruppo che urlava contro il patriarcato, ho guardato incuriosita e partecipe quello che mi circondava. Dico io: C'erano anche gruppi di ragazze più organizzati, che gridavano "le donne del passato...ce l'hanno insegnato...la nostra è una lotta contro il patriarcato" e altri slogano più tosti. Al che, rivedendoli, abbiamo riso, un riso un po' amarognolo...eccoci sistemate, noi "donne del passato"! ma anche questo è un "fatto" di cui tenere conto... c'è un segno di discontinuità, una voglia di dirsi in prima persona, per queste giovani. Non è ovvio? e poi, si discute, e si è discusso per mesi e mesi. E tutt'ora. Dice Gianfranco Pangrazio, regista: "Le sfumature presenti in quella manifestazione andavano ben aldilà del bigottismo anti-mignotte che, personalmente aborro, come la stragrande maggioranza delle protagoniste del video. Tuttavia è vero che il prosieguo di quel movimento è stato assai deludente. Ma forse questo è oggi un problema di qualsiasi movimento e non solo quello di SNOQ. E qui il discorso si fa lungo e complesso. Tornando al video non mi sembra che si sia voluto dare a quelle immagini un particolare significato simbolico rispetto al resto. Tant'è che il video non si conclude affatto con quelle immagini. Ma con i volti delle protagoniste, incluso quello della giovane autrice del testo che ha liberamente ispirato la sceneggiatura. Tutte in campo nel ricercare una strada per ridare dignità alla politica e alle loro rivendicazioni. E resistere agli anni di piombo che il pensiero unico ha imposto".C'entra quell'evento con il femminismo dei Settanta? penso di sì. Proprio ritornando a quegli anni, leggendo una marea di documenti, riguardando le foto, si sono squadernate sotto i nostri occhi le mille e mille facce e differenze che aveva il movimento - E sarebbe troppo lungo citarle. I tanti anni passati hanno offuscato le asperrime discussioni di una volta, autocoscienza, intervento esterno, legge sull'aborto, depenalizzazione, legge sulla violenza, si, no, rapporti con i partiti e/o gruppi politici e così via.Ma poi, come ritorna più volte nel ricordo delle intervistate, c'erano le "maree di donne nelle strade" e" ci sembrava di conoscerci tutte...", e la forza che esprimevano "quelle grandi manifestazioni..."questo ha segnato in modo indelebile l'immaginario sul femminismo dei Settanta. Si riusciva a parlare con e tra donne di provenienze ed esperienze assolutamente diverse, non solo tra chi era già in qualche modo consapevole di sé. Un segno di quel tempo, certamente il movimento femminista nasce e vive nei Settanta in un contesto storico mondiale che non è quello di questi anni. Era anche la forza dilagante di ciò che è nuovo, che si scopre per la prima volta... Me lo hanno ricordato, come emozione, anche le facce delle donne -e stavolta anche uomini - così diverse e così intente, scese a manifestare il 13 febbraio 2011. Questa non è la stessa lettura che hanno fatto altre, con altri video usciti negli ultimi anni. Ma sono ancora convinta che il "caso italiano " del movimento dei Settanta, la sua differenza rispetto ad altri paesi, sia stato proprio l'avere coinvolto e mobilitato in tanti modi diversi vere e proprie moltitudini di donne. Concludo ringraziandoti ancora, e aspettando di leggere il seguito di commenti... Un caro saluto Paola
giovedì 10 gennaio 2013
Carla Lonzi a Parigi
Per chi ha la fortuna di essere a Parigi domani - 11 gennaio 2013 -, segnalo la giornata di studio Carla Lonzi, critique d’art et féministe, che si terrà alla Maison Rouge in occasione della pubblicazione dell' edizione francese del celeberrimo Autoritratto lonziano. Per maggiori dettagli rinvio a Travelling feministe, il nuovo blog del laboratorio di ricerca e sperimentazione sugli usi femministi, queer e postcoloniali degli archivi audiovisuali che lavora intorno alle risorse del Centro audiovisual Simone de Beauvoir, fondato nel 1982 da Carole Roussopoulos, Delphine Seyrig et Ioana Wieder. Come sempre sarò eternamente grata - dalle nebbie bolognesi in cui sono mio malgrado costretta - a chi vorrà raccontarmi qualcosa della giornata // La foto di Carla Lonzi che apre il post e che avevamo già utilizzato in Carla Lonzi e i suoi miracoli (sembra proprio una santa con l'aureola), è stata scattata nel 1968 in Texas.
giovedì 20 dicembre 2012
Zapruder / Una rivista sotto l'albero
Come già con Autoportrait di Carla Lonzi - ma potrei estendere a tante delle cose segnalate qui negli ultimi mesi, ad esempio 1, 2, 3 ... -, rilancio una sorta di rubrica dei buoni consigli per utili regali di Natale/fine anno (sempre che ovviamente siate di quelle/i che non riescono per un motivo o per l'altro a rinunciarci e che abbiate ancora qualche euro superstite per farlo ...). Un'idea carina, diversa dal solito ed anche economica potrebbe essere quella di regalare un abbonamento a Zapruder, la rivista di storia della conflittualità sociale edita dall'associazione Storie in movimento. Su richiesta è possibile anche allegare, alla prima copia spedita, un biglietto d'auguri fornito da chi regala. Oppure potete farvi un auto-regalo diventando socia/o di Sim, contribuendo in questo modo a sostenere un progetto interamente autofinanziato dal quale coloro che ci lavorano non traggono alcun profitto se non uno spazio di espressione autonoma. Per ulteriori info potete visitare il sito di Sim /Zapruder o scrivere a info at storieinmovimento.org (dove "at" sta ovviamente per "@", che dovete sostituire nell'indirizzo quando inviate. Usiamo la formula con "at" quando pubblichiamo un indirizzo mail qui nel blog, onde rendere la vita più difficile a chi invia spam in automatico. Ci scusiamo con chi ritiene questa spiegazione superflua ma ci è capitato spesso di ricevere mail da parte di "utenti" che lamentavano che indirizzi mail segnalati in Marginalia non funzionavano ... )
mercoledì 19 dicembre 2012
Donne in movimento / Il femminismo a Genova negli anni 70
Oramai quasi un anno fa avevo segnalato il video-documentario Donne in movimento. Il femminismo degli anni 70 a Genova, girato da Gianfranco Pancrazio e sceneggiato a partire dalle ricerche storiche di Anna Frisone. Solo qualche settimana dopo la mia segnalazione avevo ricevuto copia del video da Paola De Ferrari di Archivagando (grazie ancora!) e mi ero dunque ripromessa di tornare a parlarne, dopo averlo visto. Lo faccio solo ora, dopo mesi (non tento giustificazioni, posso solo dire che il tempo per me passa sempre troppo velocemente per riuscire a farci stare tutto quello che vorrei ...) e lo faccio con qualche riflessione sparsa e un (grande) punto interrogativo finale. Sicuramente di questo video - costruito alternando materiali d'epoca con interviste ad alcune delle femministe attive nel movimento genovese degli anni 70 -, c'era bisogno, in un contesto come quello italiano dove il femminismo di quegli anni è ancora "un tema marginale della ricerca storica, il luogo di un vuoto storiografico", come ricordavano qualche anno fa Teresa Bertilotti e Anna Scattigno nel volume Il femminismo degli anni 70. Dunque Donne in movimento è un documento prezioso, poiché racconta qualcosa di quegli anni attraverso la viva voce di alcune delle sue protagoniste che, come si legge nella quarta di copertina del dvd, "raccontano, in testimonianze individuali e di gruppo, idee, scoperte, conflitti, conquiste, discontinuità e legami con il passato e con il presente". Certo una storia parziale, che non può essere (e non mira ad essere) rappresentativa di tutte le espressioni (e passioni) femministe che si sono espresse a Genova in quegli anni. Ma piuttosto l'aspetto che mi pone qualche problema (o dove mi sembra di intravedere un grosso, e pericoloso, limite) è laddove si tenta di mettere in luce quelle "discontinuità e legami con il passato e con il presente", evocate più in alto. Tentativo a mio avviso non riuscito. Ad esempio la scelta di inserire nel finale del documentario alcune immagini della manifestazione del 13 febbraio 2011 promossa dal comitato Se non ora quando - come a suggerire una "continuità" ideale - mi sembra (quanto meno) una forzatura. Anche ignorando il fatto che la manifestazione del 13 febbraio 2011 è stata variamente (e decisamente) contestata - personalmente ho già espresso all'epoca, come tante altre, la mia lontananza da un appello che invitava le "donne italiane" a mobilitarsi in nome della loro "dignità", della "decenza", della "religione" e della "nazione" - chiudere un video sul femminismo degli anni 70 con immagini della manifestazione di Snoq, suggerisce implicitamente che "nel mezzo" non c'è stato nulla, facendo tabula rasa di esperienze importanti della pratica femminista italiana degli ultimi anni, come la grande manifestazione del novembre 2007, che ha posto nodi centrali. Perché dunque questo salto a piè pari?
lunedì 17 dicembre 2012
Carla Lonzi / Autoportrait
Di imminente uscita per JRP / Ringier, la traduzione francese di Autoritratto di Carla Lonzi (1969), con un'introduzione di Giovanna Zapperi di cui potete leggere un estratto qui: Entre critique d'art et féminisme radical. Se siete di quelle/i che non riescono a rinunciare ai regali natalizi questa può essere un'idea ...
lunedì 15 ottobre 2012
Il femminismo sul crinale della crisi
Indubbiamente il post-Paestum è alquanto vivace, perlomeno a vedere il gran numero di interventi, testimonianze, interviste pubblicate in riviste, quotidiani e diversi siti femminili/femministi. Nonostante la mia proverbiale curiosità, confesso che purtroppo di tutto questo sono riuscita a leggere pochissimo (ho sempre meno tempo), nonostante l'invio, da parte di qualche insostituibile amica, di "brani scelti" e link. E di quel che ho letto devo dire che moltissimo non mi è piaciuto affatto - in primis certi toni che mi son parsi tristemente trionfalistici - e di questa tre giorni, (non essendoci stata, tra l'altro), non sono ancora riuscita a farmi un'idea, seppur vaga. Tra il grande spazio dato alla questione della rappresentanza, un gruppo di discussione sul lavoro con Luisa Muraro (?) e slogan tipo "siamo tutte femministe storiche", mi perdo. Comunque di quel che ho letto ho trovato piuttosto sensato l'articolo di Lidia Cirillo pubblicato su ZeroViolenzaDonne, Il femminismo sul crinale della crisi. Mi sembra che problematizzi questioni cruciali che sono, invece, un po' assenti nel dibattito, quindi ve lo segnalo (ps: l'articolo di Dominijanni citato da Cirillo è questo, La politica è qui)
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