Online il nuovo sito di Archivio Queer Italia (AQI), la prima piattaforma di arte, teoria e attivismo queer in Italia, un archivio che "sovverte e ridefinisce il concetto tradizionale di archivio, conferendogli una forma aperta, fluida, performativa e in perenne espansione e aggiornamento". Un sito/archivio da esplorare partendo da questo link: AQI
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martedì 31 marzo 2015
lunedì 17 febbraio 2014
Comment S'en Sortir / Cfp: Conversions: religions, transmutations et politiques
Mentre sono in uscita i primi numeri (Du côté obscur : Féminismes Noirs e Transféminismes : politiques des transitions féministes) nuova call della rivista internazionale di filosofia femminista e teoria queer Comment s'en sortir.Ssul sito di Css la call in francese, inglese e spagnolo), e tutte le informazioni utili per l'invio delle proposte di contributo (la deadline è il 15 marzo), buon lavoro!
lunedì 21 ottobre 2013
Elsa Dorlin : Pour un féminisme révolutionnaire
Elsa Dorlin in un estratto del film Notre Monde (2013, Agat/LBP/Sister,118’) di Thomas Lacoste (per maggiori info sul film rinviamo al sito Notre Monde). Per un femminismo rivoluzionario sarà anche il titolo della lectio magistralis che Elsa terrà a Bologna il prossimo 28 ottobre nell'ambito della rassegna Soggettiva (qui il programma completo). Poiché il suo lavoro (complice la mancanza di traduzioni) è poco conosciuto in Italia mi permetto di rinviare alla mia recensione al volume La matrice de la race, pubblicata qualche anno fa in Zapruder. E qui altri articoli correlati. Buona visione e lettura
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sabato 19 ottobre 2013
Introduzione agli studi di genere e queer
Scrivere e continuare a fare ricerca precariamente e ai margini (o al di fuori) dei circuiti (accademici e non) di produzione dei saperi non è facile, come ben sappiamo in molte/i. Parimenti quello che, con molta fatica, riusciamo a produrre resta spesso poco visibile, fuori dai grandi circuiti della distribuzione e quindi letto e discusso da poche/i. Anche per questo ci ha fatto un piacere enorme trovare, insieme ad altri volumi, il "nostro" Non si nasce donna (Alegre, 2013) nella bibliografia del Laboratorio di introduzione agli studi di genere e queer di Marco Pustianaz al Dipartimento di Studi Umanistici di Vercelli (qui il programma). Approfittiamo di questo post per segnalare a quante/i hanno difficoltà a reperire il libro che questo può essere acquistato direttamente dall'editore, presso il quale tra l'altro in questi giorni, e fino al 27 ottobre, è possibile usufruire dello sconto del 40%. Per info cliccare qui.
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venerdì 11 ottobre 2013
Terrorist Assemblages
La copertina dell'edizione francese (Editions Amsterdam, 2012) di Terrorist Assemblages. Homonationalism in Queer Times (2007) di Jasbir K. Puar
mercoledì 25 settembre 2013
Judith Butler / Coabitazione? Solo quando finirà il dominio coloniale
Con un’intervista a Judith Butler (già pubblicata in italiano su L'Indice, maggio 2013), si apre una nuova rubrica del sito del Cirsde, Dialogues/Dialoguen/Diálogos/Dialoghi, che ospiterà interviste e dialoghi rilevanti per la storia e la teoria del genere. I dialoghi saranno presentati in varie lingue, rispettandone l’espressione originaria, con l’intento di continuare ed estendere la pratica multiculturale e multilinguistica del Cirsde. L’intervista a Judith Butler è il frutto della collaborazione di Anna Chiarloni e Luisa Passerini. Judith Butler, dalle sue prime riflessioni sulla filosofia hegeliana attraverso le sue analisi sul femminismo, il movimento e il pensiero queer e la sessualità, ha contribuito in modo determinante a costituire una teoria politica del genere e a mantenerne aperta la problematicità. L’intervista si riferisce alla recente polemica seguita alla attribuzione a Butler del premio Adorno. Per consultare la rubrica clicca sul seguente link: http://www.cirsde.unito.it/PUBBLICAZI/Dialoghi/default.aspx
martedì 23 luglio 2013
Transformations without revolution? Come femminismi e movimenti lgbtqi hanno cambiato il mondo
Come avevamo già anticipato tempo fa giovedì 25 luglio si apre il Nono SIMposio estivo di storia della conflittualità sociale (il programma completo sul sito di Storie in Movimento) con un dialogo coordinato dalla sottoscritta e da Elena Petricola dal titolo Transformations without revolution? Come femminismi e movimenti lgbtqi hanno cambiato il mondo. Dialogheranno Valeria Ribeiro Corossacz, Elisabetta Donini, Sara Garbagnoli e Cesare Di Feliceantonio. Vi aspettiamo numerose/i!
martedì 25 giugno 2013
Pinkwashing, omonazionalismo e normalizzazione
Pinkwashing, omonazionalismo e normalizzazione. Le contraddizioni dei Pride è un testo pubblicato qualche giorno fa su Un altro genere di comunicazione, e che, a partire dal Pride palermitano, offre ulteriori spunti di riflessione sull'attualità di temi quali pinkwashing, omonazionalismo e normalizzazione. Prima di lasciarvi alla lettura vi segnaliamo, oltre ai materiali di approfondimento già segnalati in coda all'articolo di Un altro genere di comunicazione, l' intervento di Jamila Mascat pubblicato qui (e violentemente contestato) in occasione della manifestazione organizzata a Parigi dall'Inter-lgbt il 27 gennaio scorso. Buona lettura e riflessioni! // "Oggi è il giorno del Pride di Palermo, il Pride nazionale. Questo Pride e tutti gli altri che si sono svolti e si svolgeranno nelle diverse città italiane sono carichi di contraddizioni politiche. Contraddizioni tra le legittime richieste di diritti, tra cui matrimonio e adozioni, e la necessaria istituzionalizzazione attraverso la quale si dovrebbe passare per veder riconosciuti tali diritti. Contraddizioni tra la partecipazione della segretaria Boldrini e della Ministra delle Pari Opportunità e dello Sport Idem, il patrocinio di comuni e regioni, e pure degli Stati Uniti, e la necessità di non farsi inglobare in un processo di normalizzazione, che il riconoscimento e i diritti te li fa pagare cari.
Molti collettivi e associazioni Gltbiq si sono dissociati o hanno previsto la presenza di spezzoni alternativi per la partecipazione ai Pride. È successo a Torino dove, un Pride fortemente incentrato sul tema della famiglia, è stato messo in discussione da diverse associazioni che hanno dato vita al Famolo-Pride proprio per la paura che, con il rapporto matrimoniale diventato norma, continuerebbero a essere escluse tutte quelle “marginalità” che non si riconoscono in quella istituzione. Che scenario per loro? I gay, le lesbiche, i/le trans single, i non monogami, coloro che non si vogliono sposare, quali diritti per loro? Il riconoscimento dei diritti non può passare solo attraverso il riconoscimento dell’istituzione matrimoniale. Appiattite le contraddizioni, fatte rientrare le “marginalità” nella norma, inglobate nel sistema di produzione e ri-produzione. Questo è il prezzo da pagare. Dentro se ti normalizzi, fuori se non ti sottoponi a questo processo di istituzionalizzazione della tua differenza che, inglobata nella massa, non sarà più tale. Il Palermo Pride, oltre a questa, vive anche un’altra contraddizione, alla prima comunque collegata. Il patrocinio degli Stati Uniti d’America ha portato molti collettivi e associazioni locali a declinare l’invito al Pride nazionale perché il patrocinio americano è stato avvertito, su un territorio che sta combattendo contro il Muos e altre devastazioni del territorio per scopi militari, come una delegittimazione delle lotte. Confindustria, Croce Rossa, Stati Uniti d’America finanziano il Pride per ripulirsi faccia e coscienza, in quell’operazione che prende il nome di pinkwashing. Il termine Pinkwashing è nato per definire il comportamento dello stato di Israele nei confronti delle comunità Gltbq. Tel Aviv capitale del turismo gay, spot e campagne genderfriendly, finanziamenti a festival gay/lesbo/queer internazionali, tutto questo per ripulirsi la faccia e nascondere sotto il lenzuolo gltbiq friendly i crimini di guerra nei confronti dei palestinesi. Palestinesi e mondo arabo che verranno fatti apparire come omofobi e incivili da un governo nazionalista che ha strumentalizzato le conquiste delle comunità gltbiq locali trasformandole in omonazionalismo razzista.
Il termine pinkwashing si è poi allargato a comprendere tutte quelle operazioni che con una “spruzzata di rosa” intendono lavare via i propri “crimini” usando in maniera strumentale le rivendicazioni e le richieste dei soggetti gltbiq.
A questo proposito lo spot del Palermo Pride mi sembra abbastanza evocativo. Riporto la parte conclusiva di questo articolo del collettivo Le Ribellule, perché questo post ne condivide gli scopi. Pur riconoscendo l’importanza e la necessità di manifestazioni come i gaypride è necessario far emergere e far conoscere tutte le contraddizioni. Abbiamo deciso di informare chi sta attraversando il Pride su quali sono i processi che si stanno verificando sui nostri corpi e di ripulire il Pride dal Pink Market che controlla i corpi e omologa i desideri e per spazzare via l’immagine gay-friendly che Confindustria, Ambasciata USA e anche la Croce Rossa utilizzano per distrarre dalle violazioni, violenze e i crimini che compiono" //Link per approfondire su pinkwashing e omonazionalismo: Pinkwashing: un incontro-dibattito, Omonazionalismo, Il pinkwashing del governo israeliano ai tempi dell'omonazionalismo,
domenica 9 giugno 2013
Transfemminismi / Transféminismes
Dopo Du côté obscur: Féminismes Noirs - la cui uscita è prevista per il prossimo ottobre -, la rivista internazionale di filosofia femminista e teoria queer Comment S'en Sortir, lancia il cfp per il numero successivo, Transféminismes : politiques des transitions féministes, numero che intende cartografare le alleanze, le lotte comuni e le traduzioni di concetti tra movimenti e teorie trans, femministe, anti-razziste e queer
mercoledì 15 maggio 2013
SFamily Day : oltre i modelli normativi, per altre forme di intimità e affettività
A cura di Kespazio! Per una ricerca queer e postcoloniale si terrà a Roma, il prossimo 25 maggio, la SFamily Day, un'occasione per condividere esperienze e sperimentazioni, relazioni e educazioni, fatti e diritti che coinvolgono le forme di intimità e di affettività, oltre i modelli normativi della famiglia e della coppia come unici luoghi di investimento emotivo e materiale. Sul tumblr di Kespazio! il programma completo della giornata alla quale parteciperanno, tra le altre Sara Garbagnoli, Gianfranco Rebucini, Gaia Guliani, Laura Corradi, il Laboratorio Smaschieramenti e tante altre favolosità ...
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sabato 27 aprile 2013
Distopie
"Distopie vuole essere un luogo di analisi della cultura popolare distopica (dalla fantascienza all’horror e a tutti i loro sottogeneri) attraverso una serie di strumenti interpretativi che ci vengono forniti dagli studi coloniali e postcoloniali, dagli studi culturali, dalla letteratura comparativa, dalla filosofia politica, dai gender e queer studies e dagli studi critici sulla razza e sulla bianchezza. Distopie fa proprio un approccio intersezionale, ossia attento alla costruzione e all’intersecarsi delle linee di divisione di classe, genere, colore, cultura, e alla fissazione dei relativi privilegi" (da Distopie, il nuovo sito a cura di Gaia Giuliani e Gabriele Proglio)
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domenica 17 marzo 2013
Comment S'en Sortir ? / Rivista internazionale di filosofia femminista e teoria queer
È con vera gioia che annuncio la nascita di Comment S'en Sortir?, una rivista internazionale di filosofia femminista e teoria queer di cui sono molto felice di essere stata invitata a far parte del comitato di lettura. Di seguito la presentazione della rivista - che sono certa aprirà un nuovo spazio di discussione sui saperi disciplinari e indisciplinati - a cura della redazione di CSS (in italiano, francese, inglese e spagnolo). Buona lettura! // Abbiamo il piacere di annunciarvi il lancio della rivista Comment S'en Sortir ? (CSS). CSS è una rivista internazionale di filosofia femminista e teoria queer avente sede in Francia. Oltre al comitato di redazione, essa è composta da un comitato di lettura, incaricato della valutazione anonima dei contributi, e da un comitato scientifico. La rivista ha l’ambizione di sviluppare una doppia prospettiva femminista e queer sui e nei campi – disciplinari e indisciplinati – della filosofia, della teoria politica e degli studi di genere, così come degli studi marxisti, studi gay, lesbici e trans, studi postcoloniali e culturali. CSS pubblicherà, in versione multilingua, due numeri tematici all’anno. Il numero inaugurale – “Dal lato oscuro” – è previsto per l’autunno 2013 ed è oggetto di un call for abstracts disponibile sul sito. Troverete una presentazione più dettagliata della rivista sul nostro sito // Le comité de rédaction de la revue Comment S’en Sortir ? (CSS) a le plaisir de vous informer du lancement de cette nouvelle revue. CSS est une revue internationale de philosophie féministe et de théorie queer basée en France. Elle est composée d’un comité de lecture qui évaluera les contributions à l'aveugle et d'un comité scientifique. La revue a pour ambition de développer une double perspective féministe et queer sur et dans les champs – disciplinaires ou indisciplinés – de la philosophie, de la théorie politique et des études de genre, mais aussi des études marxistes, des études gaies, lesbiennes et trans, comme des études postcoloniales et culturelles. CSS publiera, en version multilingue, deux numéros thématiques par an. Le numéro inaugural - "Du côté obscur" - est prévu pour l'automne 2013 et fait l’objet d’un appel à propositions d’articles disponible sur le site dans la rubrique CfP. Vous trouverez une présentation plus détaillée de la revue sur notre site internet // It is with great pleasure that we announce you the launching of the journal Comment S'en Sortir ? (CSS). CSS is an international-oriented French peer-reviewed scientific journal. The journal is managed by an Editorial Board, a Review Board in charge of blind peer-reviews, and an international Scientific Committee. It aims to generate a perspective both feminist and queer on and within Philosophy, Political Theory and Gender Studies, as well as Marxist Studies, Gay, Lesbian and Trans Studies, Postcolonial and Cultural Studies. The journal is published in several languages two times a year. The inaugural issue of CSS - "From The Dark Side" - is set for Autumn 2013. You can find the Call for Abstracts on the website under the CfP section. For further information about the journal, please visit our website //Tenemos el placer de anunciarles el lanzamiento de la revista “Comment s’en sortir ?” (CSS) . CSS es una revista internacional de filosofía y teoría queer afincada en Francia. Además del comité de redacción, esta compuesta por un comité de lectura que evaluara las contribuciones a ciegas y de un comité científico. La revista tiene como ambición desarrollar una doble perspectiva feminista y queer sobre y dentro de los campos – disciplinarios e indisciplinados – de la filosofía, de la teoría política y de los estudios de género, así como de los estudios marxistas, estudios gays, lesbianas y trans, o estudios postcoloniales y culturales. CSS publicara, en versión multilingüe, dos números temáticos al año. El numero inaugural – "Del lado oscuro" – esta previsto para el otoño 2013 y es objeto de una presentación de propuestas disponible en la pagina internet de la revista, en el apartado “CfP”. Encontraran una presentación más detallada de la revista en nuestra pagina internet
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domenica 10 marzo 2013
Femministe a parole / Una recensione di Graziella Gaballo
Sull'ultimo numero, il cinquantaduesimo, di Quaderno di storia contemporanea, è stata pubblicata una recensione di Graziella Gaballo, che ringraziamo , al nostro Femministe a parole. Grovigli da districare. Con il consenso dell'autrice la pubblichiamo, buona lettura! " Femministe a parole è un volume sulle questioni controverse (i “grovigli”) che hanno attraversato il dibattito femminista nel corso degli ultimi anni. Anticolonialismo, biomedicina, femminismo islamico, globalizzazione, prostituzione, relativismo culturale, veline, welfare sono solo alcuni dei temi intorno ai quali quarantaquattro autrici - tutte femministe, ma con percorsi ed esperienze diverse - cercano di costruire un “dizionario ragionato”, facendo i conti, appunto, con le parole e invitando a continuare la discussione.
L’obiettivo è sostanzialmente quello di fare luce su alcuni concetti chiave intorno ai quali si sono generati approcci teorico-femministi, di matrice prevalentemente anglosassone, quali l’intersezionalità, il pensiero post-coloniale, le teorie queer e l’etica del posizionamento, con la consapevolezza da una parte che il linguaggio non è affatto neutro, ma riflette e veicola rapporti di dominazione e che le parole sono sempre state imbevute di ideologie sessiste, razziste e classiste e dall’altra che non si è qui di fronte a questioni puramente lessicali, perché ogni parola “fa problema” - “groviglio”, appunto - all’interno di un recupero del pensiero della complessità.
Nella lettura del libro ognuno può ritagliarsi – volendo - un proprio percorso, privilegiando alcune piste rispetto ad altre: ad esempio, il tema del post colonialismo può essere affrontato attraverso le voci Anticolonialismo. Tradite e traditrici (Anna Vinzan); Bianchezza. Il colore del privilegio (Gaia Giuliani); Colonizzatrici. Itinerari femminili nell’età dell’imperialismo (Catia Papa); Femminismo postcoloniale (Caterina Romeo); Neo-orientalismo. Il ritorno di Shahrazad (Jamila M.H. Mascat); Razza. Come liberarsene? (Valeria Ribeiro Corossacz); Relativismo culturale. Contro etnocentrismo e universalismo particolare (Annamaria Rivera); Subalterna. Ai margini del femminismo (Angela D’Ottavio); Velate e svelate. Gli imbrogli del colonialismo (Chiara Bonfiglioli). E tutto questo attraversando, per esemplificare in modo più concreto, le questioni relative al carattere plurisemico del velo islamico, che si pone all’intersezione tra identità di genere, religiosa e culturale, con le sue diverse interpretazioni a seconda dei contesti storici: simbolo di arretratezza e di barbarie, se visto con gli occhi dei colonizzatori europei; simbolo di resistenza al colonialismo e di opposizione all’imperialismo occidentale, se visto nel contesto dei movimenti di decolonizzazione; e ancora simbolo di agency - autonoma capacità di agire – se visto con gli occhi delle giovani donne di seconda generazione che si servono del velo anche per marcare la propria duplice appartenenza, ma anche con gli occhi di femministe e attiviste orientali che rispondono all’accusa per le donne islamiche di tradimento dei valori nazionali, religiosi e culturali autoctoni rigettando, attraverso una argomentata rilettura delle fonti sacre dell’islam, l’apparente contraddizione tra fede e femminismo. Oppure esplorando il rapporto troppo a lungo poco studiato tra donne europee e cultura coloniale, attraverso le numerose figure di donne che hanno popolato tra Ottocento e Novecento lo spazio coloniale, come mogli di coloni o amministratori, ma anche come viaggiatrici, geografe, missionarie, riformatrici sociali o percorrendo la riscrittura della grande narrazione del femminismo bianco, eterosessuale, di classe media e mettendo in discussione il concetto di sorellanza globale, esaminando le disuguaglianze tra donne che provengono da contesti geopolitici differenti. Perché, se dal relativismo culturale (inteso non come posizione dottrinale, ma come disposizione epistemica e postura metodologica) ha preso le mosse le critica femminista dell’ideologia universalista (nata da un frammento della filosofia europea e fondata su una sola cultura, per cui la vera umanità è bianca, maschile, europea), un orientamento in tal senso è però riemerso in ambienti femministi - ad esempio proprio a proposito dell’affaire del velo, ma non solo - ed è riconducibile al “fardello della donna bianca”, cioè alla presunta missione civilizzatrice che imporrebbe di emancipare anche contro la loro volontà le altre donne, ritenute vittime passive di oppressione.
Credo possano bastare questi pochi rimandi a dare la misura dell’interesse e della complessità di questo lavoro a più mani intorno ai nodi tematici che maggiormente caratterizzano i saperi e le pratiche del femminismo" (Graziella Gaballo in Quaderno di storia contemporanea, n. 52, 2013)
giovedì 7 marzo 2013
Femministe a parole in tournée / Le prossime date del tour
Mentre Femministe a parole si appresta a festeggiare il suo primo "compleanno" - la prima presentazione del volume, fresco di stampa, risale infatti al 27 aprile dello scorso anno alla Casa internazionale delle donne di Roma -, continua la nostra aggrovigliata tournée. Ecco le prossime date del tour (per le precedenti vedi qui, quo e qua): anzitutto domani pomeriggio Femministe a parole sarà ospite della trasmissione che il laboratorio Sguardi sui Generis curerà all'interno della maratona radio in occasione dell'8 marzo durante la quale diverse realtà (dal collettivo Me-deA a Zeroviolenzadonne) si daranno il cambio ai microfoni di Radio Onda Rossa e Radio Blackout, grazie alle redattrici di Mfla e Interferenze che su entrambe le emittenti curano spazi radio autogestiti. Sempre nella giornata di domani saremo in serata al Circolo Maurice di Torino per una presentazione organizzata dalle compagne dell'AltraMartedì. Infine (per ora!) il 19 marzo alle ore 17.30, saremo a Firenze (in via dell'Agnolo, 5), ospiti de Il giardino dei ciliegi, per un'altra presentazione, di cui vi daremo prestissimo maggiori info. Ringraziamo tutte/i per il supporto alla diffusione e discussione collettiva del volume!
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venerdì 1 marzo 2013
Femminista a chi?
Le Atlantidee sono liete di presentare Femminista a chi? Dialogo polifonico sullo stato dell'arte dei femminismi e della loro rappresentazione in Italia, qui(r) ed ora, con Alessandra Gribaldo e Giovanna Zapperi, le autore di Lo schermo del potere, Vincenza Perilli, una delle curatore di Femministe a parole e il Laboratorio Smaschieramenti. Vi aspettiamo numerosu venerdì 1 marzo, dalle 19.30 ad Atlantide (piazza di porta Santo Stefano 6 - Bologna), c’è anche l’aperitivo r-esistente. Perché Atlantide resta dov’è e noi con lei! // La foto che abbiamo usato per illustrare questo post è indicata come Suffragette (sic!), 1913 circa (Paul Thompson/Topical Press Agency/Getty Images) nel sito di Vogue Italia per illustrare un articolo su Valore D, l'associazione per la "leadership femminile in azienda", dal titolo Donne al potere...
mercoledì 27 febbraio 2013
Femministe a parole / Una recensione di Barbara Romagnoli
Segnaliamo con piacere la recensione di Barbara Romagnoli, che ringraziamo, al volume Femministe a parole. Grovigli da districare, appena pubblicata sull'ultimo numero del trimestrale Marea. Prima di lasciarvi alla lettura della recensione, vi ricordiamo che oggi è prevista una delle date del tour di Femministe a parole: saremo infatti a Perugia per una presentazione congiunta con il volume Lo specchio del potere di Alessandra Gribaldo e Giovanna Zapperi. Sperando di vedervi numerose/i vi lasciamo alla recensione di Barbara Romagnoli, buona lettura! // Scorri velocemente l’indice delle voci e quella che cerchi magari non la trovi. Ma questo non è un vero vocabolario, né un dizionario enciclopedico, piuttosto una guida ragionata ad alcuni concetti chiave del femminismo, un lessico scelto con molta cura che, inevitabilmente, ha potuto tenere dentro molto, ma non tutto. Parliamo di Femministe a parole. Grovigli da districare, volume scritto a tantissime mani perché l’idea è stata quella di coinvolgere donne con esperienze, età, provenienze, competenze e vedute diverse, invitandole a misurarsi con parole e argomenti complessi, molto noti per le addette ai lavori, un po’ meno a chi non frequenta pratiche e teorie femministe. Molte delle autrici si sono formate all’estero: “Una generazione di giovani studiose, tra i 30 e i 40 anni, andate via, tornate e poi magari partite di nuovo (oppure rimaste), che sono state in grado di creare un’osmosi tra quello che accade fuori e dentro l’Italia” – spiega una delle curatrici, Sabrina Marchetti. Leggendo il libro si percepisce questa contaminazione fra storie e culture diverse, fra storiche e più giovani, fra approcci classici e multidisciplinari, fra stili narrativi più divulgativi e altri più accademici. Uno dei pregi del volume è certamente l’incontro fra differenze che restituisce una ricchezza di punti di vista insieme a tantissimi spunti di riflessione. Dalla questione del colore della pelle al multiculturalismo, dai rapporti di potere alle donne colonizzatrici, dalle generazioni alla riproduzione assistita, dalla bioetica al welfare, dalla politica agli spazi pubblici, da una possibile liberazione della ‘razza’ ad un ragionamento sull’uomo, per comprendere meglio il maschile che abbiamo dinanzi. Non mancano ovviamente voci sulle donne migranti, le veline e le velate, le prostitute e una veloce storia del termine/soggetto queer. Qua e là si notano alcuni vuoti, come la mancanza della voce ‘corpo’ o, ad esempio, la voce ‘sessismo’. Il secondo caso è meno lampante perché di critica al sessismo è intriso l’intero volume, forse potrebbe esserne anche il sottile filo rosso che unisce le parole scelte. Eppure, un capitoletto a parte lo avrebbe meritato, sempre nell’ottica di offrire un ausilio a chi fatica a leggere il mondo a partire dal binomio sessismo/razzismo. Doveroso è un appunto sulla scrittura: alcuni contributi sono prigionieri di una scrittura troppo tecnica, fredda, a rischio autoreferenzialità, ed è un peccato perché il volume si presta ad essere un ottimo strumento di conoscenza e consultazione. Ma la sfida era grande ed è stata assolutamente ben raccolta. Volumi come questi sono preziosi per continuare a confrontarsi su esperienze, pratiche e teorie del variegato mondo dei femminismi, per prendere confidenza con parole difficili, come intersezionalità, per mettere a nudo le contraddizioni presenti nel pensiero delle donne e cercare di confrontarsi, sempre, con l’altra da sé (Barbara Romagnoli, Marea, febbraio 2013).
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martedì 19 febbraio 2013
Troubling Gender / CfP
Troubling Gender, Interactive Feminist Conference (Friday 24th May 2013 - ICOSS, University of Sheffield). Call for Papers: We invite feminist academics and activists to join us in a one-day interactive conference. The conference aims to provide a friendly, safe environment for academics and non-academics from a wide range of disciplines and backgrounds to share ideas and research with like-minded people. We welcome submissions in a range of formats including presentations, posters, performance, art or other visual forms. Innovative and unusual submissions are encouraged.Suggested themes include :Age, generation and gender //Gender, ethnicity and nationality //Conflicts of embodiment // Gendering disability/ableism // Trans and queer identities // Women’s liberation and class struggle politics // Power, discrimination and gender inequality // Gender, posthumanism and animal studies. This is not an exhaustive list and we welcome submissions from a range of areas addressing issues of gender and overlapping identities, oppressions or intersectionalities. Please submit abstracts or outlines of your plans (250 words) for slots/papers of 20 minutes. Send abstracts to troubling-gender@sheffield.ac.uk by Sunday 24th February, including your name and phone number. Conference organisers: Jennifer Kettle and Charlotte Jones, convenors of the Postgraduate Gender Research Network, University of Sheffield. Hosted by the University of Sheffield Postgraduate Gender Research Network and the Centre for Gender Research
venerdì 15 febbraio 2013
Femministe a parole in tournée / To be continued ...
Dopo una pausa/non pausa (vedi ad esempio qui, qua e quo) riprende la tournée di Femministe a parole, il volume pubblicato nella collana sessismoerazzismo dalla casa editrice Ediesse (a cura di Jamila M.H. Mascat, Sabrina Marchetti e Vincenza Perilli). Nuove occasioni per dibattere e confrontarsi sulle questioni controverse che hanno attraversato il dibattito femminista nel corso degli ultimi anni: il multiculturalismo e i diritti delle donne, l’Islam in Europa e l’affaire du voile, la condizione postcoloniale e l’impatto delle migrazioni, il rapporto tra universalismo e relativismo culturale, il ruolo dei corpi e la performance dei generi, e tante altre ancora. Si parte domani - sabato 16 febbraio 2013 - con un doppio appuntamento radiofonico: alle 13.20 una delle curatrici sarà ospite di Radiouno_Rai per parlare del volume all'interno del programma Doppio Femminile, mentre un'altra intervista andrà in onda su Radio Città Fujiko, nella trasmissione women-only Frequenze di genere (ogni sabato dalle 13 alle 14). Il 27 febbraio Femministe a parole sarà invece a Perugia per una presentazione congiunta con il volume Lo schermo del potere, di Alessandra Gribaldo e Giovanna Zapperi, organizzata dalla Sezione Antropologica Uomo&Territorio dell'Università di Perugia e dal collettivo Bella Queer. Infine l'8 marzo saremo a Torino, ospiti de L'altramartedì al Circolo Maurice lgbtq. Vi aspettiamo!
giovedì 14 febbraio 2013
San Valentino Queer
Ricomincia oggi, con Renato Busarello e Elisa Arfini, il seminario di autoformazione Dal femminismo agli "altri femminismi", a cura del Laboratorio Autoformazione e del Bartleby Spazio Autogestito. Tema di questo settimo incontro la Critica Queer, una valida alternativa per chi purtroppo oggi non può essere al Congresso della Sis a Padova e rifugge dal balletto in piazza di Snoq&Co
mercoledì 23 gennaio 2013
Made in Italy. identità in migrazione a Kespazio
Una serata di discussioni postocoloniali intorno a Made in Italy: identità in migrazione - il numero della rivista Zapruder curato da Andrea Brazzoduro, Enrica Capussotti e Sabrina Marchetti -, è l'iniziativa proposta per venerdì 25 gennaio 2013 da Kespazio! Per una ricerca queer e post-coloniale (a partire dalle 18 - Caffè Letterario @ Casa Internazionale Delle Donne - Via San Francesco di Sales 1a - Roma). Dall'introduzione del numero: «In che senso parlare di “made in Italy”?
Sappiamo che l’italianità è una costruzione storica. È il risultato di processi che hanno concorso a “fabbricare” gli italiani, uomini e donne. […] Guarderemo all’identità come a qualcosa di fluido, costitutivamente in movimento, superficie porosa a contatto con identità altre, le identità di un altrove in cui si arriva. In sostanza, la prospettiva non sarà quella di chi “sta”, ma di chi è in movimento e, in questo movimento, modifica le costruzioni identitarie che porta con sé e quelle che incontra. Un’identità in migrazione, quindi.» Presenteranno il proprio contributo al numero: Andrea Brazzoduro (redazione Zapruder), Michele Colucci (Cnr - Napoli), Sabrina Marchetti (EUI - Fiesole/Zapruder/kespazio), Daniele Malajoli (fotografo). Introduce Renata Pepicelli (Università di Bologna/kespazio). Proiezioni fotografiche e testimonianze audio-documentarie accompagneranno la presentazione
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