martedì 10 giugno 2008

NO TRESPASSING: the (endlessly) continuance

Continuo dopo un'interruzione (forzata) di qualche giorno No trespassing. Del resto tempo o non tempo, lavoro o non lavoro (per tacere delle tante altre cose che possono impedirmi di stare qui a scrivere) l'ho detto tante volte: Marginalia è un blog "anomalo", non ha nulla del "diario" nè tanto meno della testata giornalistica seppur "alternativa" (quella per intenderci che ti rifila le stesse identiche notizie girate sui "grandi" media con un cosiddetto "taglio critico"). Raramente sto "sulla notizia" (come si dice in gergo): non ho detto nulla sul Pride romano (e forse avrei dovuto dopo il mio Italo da rottamare), nulla delle piccole miserie di "movimento" - anche "femminista", purtroppo - degli ultimi mesi, nonostante il mio archivio privato si sia ingrossato a dismisura (ma presto ne scriverò), nulla della bella manifestazione auto organizzata di Rom e Sinti che si è tenuta ieri a Roma ( e neanche della giovane rom incinta presa a calci da un cittadino italiano), niente della mia rabbia nel leggere i giornali dopo l'ennesima tragedia generata dalla "fortezza Europa": quei corpi senza vita che riemergono lungo le coste della Sicilia, sono "cadaveri di "immigrati clandestini". Neanche da morti sono uomini, donne, bambini/e ... Esseri umani. E qui vorrei già interrompere la scrittura, ma avevo concluso No trespassing con un To be continued e allora ve lo devo.
Già la mattina dopo - il 6 giugno, dunque -, come sempre in ritardo e di corsa, avevo visto di sfuggita il "richiamo" de Il Resto del Carlino in edicola, con la notizia dello stupro in caratteri cubitali, "bambina marocchina stuprata da italiano", o qualcosa del genere. Perché infine lo storico quotidiano bolognese - che ha tra l'altro attivato un ignobile sondaggio razzista - sarà uno dei pochi che non riuscirò a leggere (in genere, quando ho tempo, lo recupero nel baretto sotto casa ... ). Ma ne leggerò molti altri. E tutti (anche quelli "più corretti") mi danno la conferma di come oramai l'informazione è impastata (in alcuni casi anche "inconsapevolmente" o in "buona fede") di beceri e consunti stereotipi sessisti e razzisti.
Da Il Bologna (Tredicenne marocchina violentata da un italiano, p. 14) apprendo che "la bambina era ancora vergine" e che la madre è "di fede musulmana". Senza soffermarmi sul fatto che ovviamente a nessuno è venuto in mente di sottolineare che lo stupratore è di "religione cattolica" e che "vergine" o "non vergine" resta uno stupro, l'accenno alla "verginità" e alla confessione religiosa della madre (e quindi della "famiglia", elemento ripreso in quasi tutti gli articoli che ho letto), è funzionale alla "razzializzazione" della vittima che cessa di essere una bambina che ha subito uno stupro per divenire una "marocchina di religione musulmana che ha perso la verginità". L'Unità riporta le dichiarazioni del capo della squadra mobile di Milano dove questo processo di razzializzazione emerge con una violenza (per me estrema) nei toni paternalistici permeati di sottile, ma non per questo meno pericoloso, razzismo: "voglio sottolineare la grande cultura e l'attenzione di questa donna, la sua capacità di capire ed essere vicina alla figlia. Parliamo di una donna di formazione culturale islamica, molto religiosa, ma ben integrata in Italia. Spesso ci possono essere dei problemi in famiglie di questo tipo ad affrontare la violenza sessuale. Invece ci siamo trovati di fronte ad una donna forte e molto "moderna"...". La Stampa invece relega la notizia nelle "brevi" delle pagine di cronaca (p. 22) poiché la "prima" è tutta dedicata all'appoggio europeo al "pacchetto sicurezza" e alla nuova proposta del Pdl, un emendamento contro le prostitute, soggetti "socialmente e moralmente pericolosi". Ma c'è anche spazio per l'"aggressione" subita da Augusta Montarulli, dirigente torinese di An- Azione Giovani alla quale una protesta per i fatti della Sapienza organizzata all'Università impedisce di sostenere un'esame ... Nell'intervista ci illumina sul fatto che lei non è fascista, oggi sarebbe ridicolo. E' di destra. E ovviamente ha tanti amici di sinistra (non "estremisti", eh!). La storia si ripete: ogni antisemita ha il suo amico ebreo, ogni razzista il suo zio Tom e ogni maschio una donna al suo fianco ... (ma forse quest'ultima è un'altra storia).
Anche La Padania dedica la prima al benestare europeo al pacchetto sicurezza: "Non passa il clandestino" è il titolo trionfale. E poi c'è spazio per tutto: dall'invito della Lega a scendere in piazza a Mestre contro "il campo nomadi", all'appello "dei milanesi" a chiudere la moschea di viale Jenner. La notizia dello stupro è a p. 21, il titolo mi fa sobbalzare: "Adesca, stupra e ingravida una 13enne". Ingravida. Inutile dire che se la vittima fosse stata una bambina (o donna) italiana (le "nostre" donne) gli inviti ad organizzate fiaccolate e cacce al "mostro"si sarebbero sprecate. Qui invece è il caso di sottolineare che è : "Una vicenda tutta da raccontare che insegna come le adolescenti, non solo i bambini, meritino più attenzione quando sono fuori dalla scuola".
A questa frase sembra quasi fare eco l'articolo di Gaia Passi su Libero (a p. 18) che parlando della bambina vittima dello stupro scrive: "Era rimasta affascinata da quel trentenne conosciuto fuori da scuola. Per questo, nell'incoscienza dei suoi tredici anni, si è fidata di lui e l'ha seguito fino a casa". Devo (dobbiamo) dedurne che meglio sarebbe stato per questa madre "musulmana" essere meno "moderna" e tenere più a bada la figlia adolescente/incosciente, tanto più che era ancora "vergine" ... Nella stessa pagina un breve commento dal titolo "Linea dura contro i nostri orchi", dove si afferma tra l'altro: "Tolleranza zero invochiamo quando sono i delinquenti stranieri ad abusare di donne italiane, tolleranza zero pretendiamo verso quegli italiani che abusano delle straniere". Veramente "democratico". Peccato che non si faccia cenno al fatto che oramai in Italia tutti gli stranieri sono delinquenti, e questi delinquenti sono - per legge - più delinquenti di altri ...
Ma l'articolo che letteralmente mi manda in bestia su Libero è quello sulla vicenda del neonato di due mesi morto il giorno prima, che di fatto diviene il luogo dove far emerge tutto il razzismo che non aveva potuto trovare sfogo nell'altra notizia (in fondo si tratta "pur sempre" dello stupro di una bambina) . Nonostante il motivo della morte non sia ancora chiaro (è stata disposta l'autopsia), quasi tutti i quotidiani collegano il decesso alla circoncisione subita dal bimbo (figlio di una coppia di nazionalità nigeriana) qualche giorno prima. Ma Libero va oltre. Nell'articolo di Daniele Pajar "Circonciso in casa, bimbo di due mesi muore (p. 19) si parla della morte del bambino "i cui genitori seguono le tradizioni dell'Africa nera". Nella stessa pagina un "approfondimento" (La pratica nella storia) a firma Andrea Morigi : "Una tradizione imposta dalla religione ebraica. Ma diventa un rito tribale": "... quel che si è evoluto, da cinque millenni o giù di lì, tra gli ebrei, sono le tecniche [...]. In circa 1.400 anni, anche nel mondo islamico, le precauzioni sono andate di pari passo con lo sviluppo culturale e scientifico delle popolazioni che seguono il Corano. Cioè con tutte le disparità che dividono i musulmani dai correligionari meno progrediti. Per entrambe le categorie si tratta di evitare di presentarsi "impuri", cioè sporchi, al momento della preghiera. Poiché non sempre è a disposizione un bidet, nemmeno nei pressi dei luoghi di culto, e comunque non se ne fa largo uso tra i musulmani, si risolve il problema alla radice [...] I fedeli andrebbero informati che non si trovano più nel deserto". Credo che sia un articolo che più che una lettera di protesta meriti una denuncia all'Ordine dei giornalisti o qualcosa del genere. Ci penserò. Avevamo auspicato - proponendo un gruppo di lavoro sul razzismo allo scorso Flat romano di febbraio -, un lavoro di monitoraggio sui media, uno degli elementi centrali per una pratica femminista interessata a scardinare i meccanismi di produzione/riproduzione del sessismo e del razzismo (non mi stancherò mai di ripeterlo: nelle sue diverse e molteplici forme). Continuo ad auspicarlo.
Liberazione è stata l'unico quotidiano (tra quelli che ho letto quel giorno) a dire qualcosa di perlomeno corretto su questa vicenda, sottolineando come "questa drammatica storia ha qualcosa di diverso dai fatti di cronaca che quotidianamente leggiamo sui giornali [...]. Casi del genere non sono isolati. Italiani che stuprano ed uccidono donne immigrate. Come qualche settimana fa a Roma quando una giovane donna romena è stata aggredita e stuprata da un 39enne italiano [...] o quando il 6 maggio scorso a La Spezia un italiano di 32 anni, incensurato e sposato, è stato arrestato dai carabinieri mentre tentava di violentare, per la seconda volta, una prostituta straniera". Ma anche qui emerge l'inadeguatezza del linguaggio usato per trattare vicende simili, una spia di quanto ancora poco abbiamo "pensato" ed "elaborato" (anche "a sinistra") su queste questioni.
Sull'altra vicenda che segnalavo in No Trespassing (ovvero il prete che pretendeva "favori sessuali" da due donne migranti in cambio di un "aiutino" per ottenere il permesso di soggiorno) non ne ho trovato nessuna traccia sui giornali letti quel giorno. Allora forse si rivelerà molto vicino al vero quanto scrivevo: "La notizia del prete che ha preteso "favori sessuali" da due donne migranti "clandestine" in cambio di un aiuto per ottenere il permesso di soggiorno, probabilmente sarà sepolta con ancora maggiore cura. O, se salta fuori, sarà per dirci in seguito che il povero prete è un santo ..."

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10 commenti:

Zillah ha detto...

Non vedo cosa me ne cale, se la ragazza era vergine o no, quando ha subito uno stupro. Non oso immaginare come ne avrebbero parlato se vergine non fosse stata. T'immagini: "Tredicenne marocchina violentata da un italiano", e sotto il trafiletto "Ma la ragazza non era vergine". Oddio...

vincenza perilli ha detto...

Cara Zillah (mi fa piacere che ogni tanto mi segui non da lurker), purtroppo le vie del sessismo (e del razzismo) sono contorte. E infinite

Anonimo ha detto...

Sarà un commento banale ma credo profondamente vero: te lo immagini che sarebbe successo sulla stampa se lo stupratore fosse stato marocchino e la ragazzina un'italiana?
Ciao

Paolo Borrello

vincenza perilli ha detto...

Ti riferisci a fiaccolate, "cacce all'immigrato", leggi di emergenza, espulsioni di massa e via discorrendo... immagino.

Clash77 ha detto...

Grazie di tutto il lavoro di controinformazione che fai, ma ricordati le promesse ...

ventodamare ha detto...

Una delle cose che più mi scombussola dentro è immaginare cosa prova una donna violentata.
Ho sempre pensato a cosa farei io se violentassero la mia donna. Ed ho paura di darmi una risposta. Un abbraccio resistente. Enzo.

vincenza perilli ha detto...

Enzo, veramente il problema che ponevo non era precisamente quello di cosa faresti tu se violentassero "la tua donna" :-(

khadi ha detto...

"Parliamo di una donna di formazione culturale islamica, molto religiosa, ma ben integrata in Italia. Spesso ci possono essere dei problemi in famiglie di questo tipo ad affrontare la violenza sessuale. Invece ci siamo trovati di fronte ad una donna forte e molto "moderna"...".
Ehm... Probabilmente è il giornalista che non si è evoluto oltre il neolitico!
Un saluto. Khadi

ventodamare ha detto...

Chiedo scusa, mi dispiace. Ovviamente il senso di "mia donna" non era possessivo, ma relazionale. Scusami tanto.

vincenza perilli ha detto...

Per Clash77: l'altro giorno avevo così fretta di rispondere a Enzo che non ti ho neanche detto grazie ;-)
E certo che ricordo le promesse! ... e solo una volgare questione di tempo

Per Khadi: dici neolitico? ... mmm, cert* giornalist* li colloco addirittura nel giurassico insieme ai dinosauri. Poi questi ultimi si sono estinti, invece per un certo tipo di giornalismo la vedo un po' più dura

Per Enzo: capisco. E non scusarti. Stiamo facendo tutt* (in maniera diversa, su cose diverse) un certo percorso per "disimparare" certi schemi mentali. Un saluto resistente anche a te