giovedì 29 maggio 2008

Un Italo da rottamare


L'Italo qui sopra, che "odia i froci" ma "ama il suo camerata" è uno dei tanti supereroi della vita quotidiana , ideati da Lorenzo "Q" Griffi e Michele Soma, al centro della campagna comunicativa del Gay Pride bolognese del 28 giugno. Soprannominati puraido [1], "trasudano cultura manga ma ritraggono persone in carne e ossa, sono figure molteplici che abbattono ogni stereotipo, portando in pubblico ciascuna il proprio nome, età, esperienza".
Sarà, ma il camerata Italo credo proprio che vada rottamato [2], e cercherò di spiegare (dal mio punto di vista), perché. Non è semplice ovviamente, tant'è che questo post è stato in "quarantena" per giorni [3], volevo evitare un "commento a caldo", ma neanche mi sembrava eticamente corretto cavarmela con un freddo (ma sicuramente più elegante) "no comment". E purtroppo questi tempi bui ci costringono continuamente a sporcarci le mani.
A scanso di equivoci dico subito che non sono un'anima bella: ho sempre avuto ben chiaro che l' innocenza degli oppressi è poco più di una favola e che essere soggetti storicamente "dominati" e "inferiorizzati" (donne, gay/lesbiche, "neri/nere"...) non garantisce un "innato" (o "naturale" e "spontaneo") antifascismo, antirazzismo e antisessismo.
So benissimo che ci sono sempre stati gay di destra (e oggi GayLib ne è solo la faccia più presentabile), come anche gay nazisti, antisemiti, razzisti ... Per non parlare di quelli "islamofobi" [4]. Per inciso penso che questo sia vero anche per le lesbiche (e infatti non capisco, se si volevano rompere gli "stereotipi", perché Italo e non Itala ...) [5].
Quindi l'esistenza e la miseria dei gay di destra mi/ci sono note. Non è questo il punto. Le questioni sono altre. E secondo me piuttosto gravi.
In molt* [6] hanno preso le distanze da lettere e inviti di note organizzazioni lgbt ad Alemanno e ad altri esponenti della destra di governo, rifiutando l'ingiunzione "
al pragmatismo, alla ricerca del dialogo, anche con rappresentanti delle istituzioni che si ispirano ad ideologie fasciste". E' questo un "problema" che non riguarda solo il movimento lgbt: sappiamo che il "superamento" di destra e sinistra è uno dei leitmotiv della nuova destra, da tempo abbracciato anche da esponenti di sinistra, istituzionali e non.
Ma se è vero che questo paese sta accelerando la corsa verso una compiuta forma di fascismo (e credo che sia vero[7]), abbiamo la responsabilità - tutti e tutte - di vigilare e prestare maggiore attenzione critica (e autocritica).
E in questo scenario che il "camerata Italo" è tutt'altro che "
simpatico, sereno e tranquillizante" e non capisco quale sia, nel caso di questo puraido specifico, la capacità di "veicolare dei messaggi che, in questi giorni, trovo veramente fondamentali", come scrive qualcun*.
Per quanto mi riguarda - molto pragmaticamente -, i messaggi che veicola sono quelli che possiamo leggere di fianco alla (simpatica, beninteso) immagine:
"Essere maschio significa picchiare, soprattutto i froci, meglio se in tanti contro uno, perché l'onore virile deve essere difeso. Se poi ti accorgi che il sabato sera, a CasaPound, al concerto del tuo gruppo nazirock preferito la vista del tuo camerata a torso nudo ti eccita, ti racconti che non importa, perchè tanto tu e lui siete camerati, e poi non puoi essere frocio, perché non ti senti "sensibile", non vesti alla moda, non ascolti Madonna"[8].
Effettivamente CasaPound è
sbarcata a Bologna il 18 maggio con l'apertura di un "centro sociale" (CasaPound Italia Bologna) in via Toscana, alla periferia sud-est della città, in uno stabile in affitto dalla Fiamma Tricolore, tra manifesti di Iannone (creatore di CasaPound a Roma) e Radio Bandiera Nera.
Dal Corriere di Bologna: "si definiscono 'antimperialisti, anticlericali, fascisti e fieri di esserlo'. Revisionisti se - spiegano - per revisionismo si intende raccontare la verità sulle foibe [9]. 'A Bologna siamo all'inizio, nonostante sia una città a noi ostile, siamo convinti di poter fare molto', spiega Carlo Marconcini, ideatore del centro sociale e voce della radio insieme ad Alex Vignali, che aggiunge: 'CasaPound nasce anche per occupare, ma per farlo ci vogliono i numeri e noi, a Bologna, forse non siamo ancora abbastanza. Ci sono i transfughi di Azione Giovani, ragazzi che frequentano Forza Nuova, gli oramai ex Fiamma come noi, ci sono le ragazze di Donne Azione e quelli del Blocco studentesco'. In tutto, per ora, una trentina di camerati 'duri e puri', che rifiutano di avvicinarsi alla Destra di Storace, che definiscono 'amici con percorsi diversi' i militanti di Forza Nuova e che di Alleanza Nazionale sentenziano: 'sono nulli'".
Non so quant* hanno voglia di ritrovarseli vicini al Gay Pride. Dico così per dire, ovviamente. Perché - per intanto - i segnali di "dialogo" da parte di costoro mi sembrano veramente poco incoraggianti: alcuni manifesti con i puraido in bella mostra sono stati imbrattati con svastiche e scritte affatto dialoganti [10].



[1] Qui e qui trovate la spiegazione del termine puraido, se ho ben capito la translitterazione della parola katakana ovvero orgoglio (pride).
[2] Il concetto di "rottamazione" applicato al camerata Italo mi viene da Paola Guazzo, che ringrazio.
[3] E tra l'altro è stato scritto "a tappe" (cerco di chiuderlo oggi, venerdì 30): il solito poco - anzi pochissimo - tempo e tante altre spiacevolissime urgenze verso le quali ho cercato di convogliare le mie energie in esaurimento. L'ultima notizia è che i testimoni della morte di Hassan Nejl sono stati prontamente "rimpatriati" in Marocco con un volo dall'aeroporto di Malpensa.
[4] Ho sempre avuto delle grosse perplessità circa il termine islamofobia. Lo uso per semplicità, perché oramai è entrato nel dibattito corrente e tutt* ne capiscono il senso.
[5] Tutt'al più posso immaginare che le lesbiche, pur di destra, rifiutino il ruolo di madre, moglie, angelo del focolare con scopa e ramazza rivendicato, anche pubblicamente, da altre appartenenti al genere femminile. Se è una mia pia illusione non esitate a comunicarmelo.
[6] Ad esempio qui.
[7] Basti pensare all'omicidio di un ragazzo a calci e pugni ad opera di un gruppo di fascisti vicini a Forza Nuova fatto passare per atto di bullismo, al quasi linciaggio di alcune trans romane ad opera di una folla inferocita sotto lo sguardo compiacente della polizia, ad Almirante (antisemita, fucilatore di partigiani/e e terrorista) che diventa un "esempio da seguire", agli attacchi con bombe molotov ai cosiddetti "campi nomadi" in diverse parti d'Italia in seguito alla falsa notizia (strombazzata dalla maggioranza dei media) dell'ennesimo rapimento di un bambino da parte di una zingara, e infine alla morte di Hassan nel Cpt di Torino (che è solo l'ultima di una lunga serie) e al "rimpatrio" degli unici testimoni ...
[8] Probabilmente chi ha schizzato questo ritratto del "camerata Italo" non ha letto George L. Mosse, Sessualità e nazionalismo (1982).
[9] Peccato che la verità sulle fobie sia già stata raccontata. E bene. Vi invito a leggere l'articolo di Claudia Cernigoi, Il pozzo artificiale, pubblicato sull'ultimo numero di Zapruder (che ho segnalato
qui) e il sito La Nuova Alabarda, che trovate qui di fianco in Segnaletica.
[10] Qualcun* ovviamente potrebbe obiettarmi che non si tratta del manifesto con il camerata Italo. Content* voi ...
.

19 commenti:

Anonimo ha detto...

Ti sembrerà strano ma non ci interessa assolutamente il Gay pride. Ritengo che ognuno sia libero di vivere la propria sessualità liberamente, visto che il corpo è anche un vincolo per provare piacere e non solo per riprodursi e quindi ognuno deve essere libero di poter fare ciò che vuole se l'altro è consenziente.
Per il resto, sì, sono contrario al Gaypride invece perché vi è un modo grottesco, secondo me, di impersonare una lotta contro i vari pregiudizi della chiesa.
Punti di vista eh.
Ah, il mio cognome è Vigliani non Vignali ;)
saluti

il Russo ha detto...

Ma il mio è uno scambio di persona o tale iannone non era un fascista romano (da qualche parte in rete ho letto picchiatore ma questo é tutto da verificare)intervistato da Lucignolo bella fascetta e fatto passare per un filantropo de destra che si batte per il mutuo sociale, che s'è poi pure candidato per la Destra di Storace/Santanchè? Prego dare delucidazioni, perchè se così fosse ci sarebbe qualcosa che non torna...

vincenza perilli ha detto...

Per il signor Vignali/Vignani: prendo atto della rettifica del cognome. Quanto al resto, non ho mai nutrito dubbi sul vostro essere contro il Gay Pride. Né del resto auspico una partecipazione di CasaPound e del suo entourage... Personalmente sono contro ogni forma di dialogo con la "destra".

Per il russo: interessante... ma temo che non avremo delucidazioni ;-)

Anonimo ha detto...

Cara Vincenza!
sottoscrivo ogni riga della rottamazione di Italo. Grazie di aver scritto con precisione la sua storia e gli intrecci che apre.
Ho visto su Flat che qualcosa è cambiato nell'appello iniziale..!
;-)
forse c'è il tuo zampino!? :-)

ti abbraccio,
martina

vincenza perilli ha detto...

Grazie Martina della sintonia
Per quanto riguarda Flat, come ben sai, la questione antifascismo/antirazzismo/antisessismo è piuttosto complessa. Complessità che la prima formulazione di questo nodo nella proposta iniziale dell'incontro bolognese rischiava di schiacciare ... La discussione del 27 ha contribuito a un "aggiustamento di tiro", che non risolte pero' del tutto il problema. Forse un tuo contributo per la due giorni potrebbe veramente essere prezioso ...
un abbraccio anch'io
v.

Anonimo ha detto...

cara,
lo so, mi piacerebbe essere presente, magari con uno scritto, alla due giorni. Purtroppo in questo periodo mi sono capitate un sacco di cose, tra cui mio nonno all'ospedale e sto facendo un faticosissimo ping pong da casa mia a casa dei miei... sono stanchissima e demoralizzata, se scrivessi qualcosa adesso sarebbe probabilmente una cosa decostruzionista: meglio evitare.
:-((((
spero che le vacanze calmino la mia testa, ne ho davvero tanto bisogno.
un bacio
martina

vincenza perilli ha detto...

Buone vacanze cara Martina e non sentirti in colpa!... cercheremo di cavarcela anche senza di te ;-)
baci anch'io
v.

Anonimo ha detto...

Anch'io sono contraria ad ogni forma di dialogo con la destra.
strana storia, la mia. dimostra che le "differenze" alla Alain de Benoist non sono ereditarie, quantomeno.
e anche che si può non appartenere alla "famiglia come destino", nemmeno se donna. eh sì, qualcuno parla di casa Pound e io so che Pound era internato dopo la guerra in un campo americano in Italia- e lo so perché in quel luogo c'era anche mio nonno paterno, un fascista della marcia su roma che fu iscritto al fascio di salò.
ma la biologia non è un destino.
e men che mai il fascismo.

vincenza perilli ha detto...

La chiusa del tuo commento ("ma la biologia non è un destino. E men che mai il fascismo) mi piace molto e la condivido. Mi piacerebbe anche tanto sapere chi sei cara anonima, ma di questi tempi... e visto con chi abbiamo a che fare ... capisco (e parlo per la cosiddetta "esperienza").
Ma se vuoi scrivimi anche privatamente. La tua storia mi interessa tantissimo
un abbraccio antifascista
v.

Anonimo ha detto...

La storia è la mia, cara Vincenza.Pound era "il poeta americano pazzo mio vicino di baracca" e Ardengo Soffici là a Coltano dipingeva madonne. Canti Pisani, sì. Per me un trauma della memoria ben diverso da quelle sconcezze che si trovano sui libri di Pansa. Certo per me trauma inenarrabile vedere mio padre salutato con "onore" per strada da qualche camerata della Fiamma con "so che anche voi avete sofferto tanto". Mi vergogno ancora al solo pensiero.
E per fortuna, senza scomodare il femminismo della differenza, gli affetti sono stati tutti nella famiglia di mia madre.
No, fasci, né la biologia né il retaggio sono destini. MAI.
Paola
( vorrei mettere anche il cognome, ma è quello di lui; e comunque sono disponibile a raccontare questa storia e a dire chi sono anche pubblicamente, se sarà utile a rovesciare l'ondata marcia del revisionismo e del familismo differenziale )

le vertigini ha detto...

ciao mi piacerebbe avere informazioni sul progetto MUVI potresti inviarle a
levertigini@gmail.com ? grazie mille ciao a presto

Alessandro Paesano ha detto...

Leggo solo adesso il tuo post e non posso che essere d'accordo. Anzi la tua attenzione sul caso mi consola e mi rinfranca.

Oggi, 28 giugno, metterò un link al tuo post sul mio blog...
Ciao!

v. ha detto...

Anche la tua attenzione mi consola e rinfranca! Anche perché la vicenda del "camerata Italo" è stata sepolta sotto quintali di silenzio ...

Giacomo Brunoro ha detto...

Scusate se mi intrometto nella discussione, ma essere contrari ad ogni forma di dialogo con determinati gruppi politici non è una forma di razzismo? sinceramente mi sembra una posizione molto debole da difendere, al di là dei limiti oggettivi delle varie destre estreme (ma attenzione che anche le sinistre estreme non scherzano).

v. ha detto...

No, non è una forma di razzismo. Il razzismo è un rapporto di tipo sociale, economico e politico ben specifico che presuppone il dominio di un gruppo sull'altro. E' un fenomeno in cui non c'è nulla di "spontaneo" o "naturale", ma che è il frutto di una lunga e complessa storia in cui la "destra" ha giocato un ruolo di primo piano nella creazione di barriere tra "noi" (gli umani)e gli "altri"(di subumani). Se anche le sinistre estreme hanno i loro limiti, hanno questo che le differenzia profondamente dalle ideologie di destra. E questa per me è una differenza non da poco. Che mi permette anche di dire che con chi fomenta odio, razzismo, sessismo, xenofobia, trans-omo-lesbofobia, non ho voglia di "dialogare"

Giacomo Brunoro ha detto...

Non sono d'accordo. Il razzismo, inteso come paura dell'altro causata da pregiudizi, è un fenomeno assolutamente naturale: perfino gli animali sono estremamente diffidenti nei confronti di chi non appartiene al loro branco. Possiamo chiamarlo etnocentrismo, per giustificare i comportamenti di popoli come gli eschimesi o gli apache, che nella loro lingua quando parlavano di uomini estranei alla loro tribù usavano la stessa parola utilizzata per indicare gli animali, ma di fondo sempre razzismo si tratta.
Soltanto la cultura e la conoscenza dell'altro può sconfiggere il razzismo, che comunque non sarà mai sconfitto proprio perché il pregiudizio e l'ignoranza sono insite nella natura dell'uomo. Che poi la destra abbia fatto di questi temi un punto di forza da sempre è un altro discorso, chiaro, ma se non ci si sforza di dialogare le distanze aumentano in maniera esponenziale. Certo, è anche molto difficile (se non impossibile) dialogare con chi rifiuta a priori il dialogo, ed è per questo che alla fine ci si ritrova ad urlare a muso duro gli uni contro gli altri...

v. ha detto...

Puoi essere non d'accordo sul "non dialogo" con la destra (in questo caso specifico "estrema"), ma non puoi non essere d'accordo sul fatto che il razzismo non è (solo) paura dell'altro e pregiudizio, ma un fatto sociale, basato su rapporti diseguale e gerarchici di tipo economico e politico. Non è la paura dell'altro che ha portato allo sterminio nazista di milioni di esseri umani giudicati inferiori ... nè è la paura delll'altro che arma le mani degli odierni neorazzisti ... Qui forse il parziale fallimento di molte pratiche esclusivamente "multiculturali" ...

Giacomo Brunoro ha detto...

Hai ragione: il razzismo (uso il termine nel senso più ampio possibile) nel corso dei secoli si è strutturato culturalmente, ma prendendo sempre spunto da paure e sentimenti "naturali" e, giusto per fare un po' di polemica che non fa mai male (:D), attenzione che nella "sinistrissima" Cuba i gay stanno in galera, quindi farei molta attenzione a parlare di destra e sinistra quando si parla di razzismo. Ripeto, da sempre è uno strumento utilizzato da qualsiasi regime o forza al potere per deviare l'attenzione sui problemi reali. Vado un po' di fretta e non riesco ad articolare bene il mio discorso ma spero che ora sia più chiaro...

v. ha detto...

Ma Giacomo! Io adoro le polemiche ;-)
non quelle sterili ovviamente
Non nego assolutamente che anche in esperienze "di sinistra" ci possano essere episodi razzisti, ma resta il fatto che il razzismo non è costitutivo dell'ideoloia di sinistra, come invece lo è di quella di destra (detto un po' con l'accetta, anch'io di fretta ...)
Inoltre nello specifico dei problemi che poni per Cuba e l'omosesualità, questo non è, propriamente parlando razzismo ma omofobia/lesbofobia, che è altra cosa anche se segue dei meccanismi (devalorizzazione, dominazione ...) per certi aspetti simili.
Rispetto ai pretesi sentimenti "naturali" no, proprio no, continuo a non esssere d'accordo. un esempio può esserti offerto di Paola Tabet e dal suo libro La pelle giusta, tra l'altro bellissimo. Ne parlo qui:
http://marginaliavincenzaperilli.blogspot.com/2007/03/la-pelle-giusta.html
ciao
v.