venerdì 19 ottobre 2007

Sessismo e razzismo: informazione e deformazione

Il sessismo e il razzismo - nelle loro diverse forme: razzismo anti-migranti, lesbofobia, omofobia, transfobia, antisemitismo, razzismo anti-rom, violenza sulle donne ... - sono tra le più spietate modalità di dominio all'opera nelle società contemporanee con conseguenze drammatiche e talvolta micidiali sulla vita delle persone che ne subiscono gli effetti.
Affrontare questi fenomeni in termini di "emergenza securitaria" - anziché esplorarne le cause reali che sono attinenti ad un rapporto di potere di tipo sociale, economico e politico, nonchè culturale - si rivela utile solo a chi questo potere lo detiene come hanno dimostrato, dolorosamente, recenti fatti dall'omicidio di una donna nell'aula di tribunale che doveva sancire il suo divorzio da un marito violento agli ultimi suicidi di migranti nei Centri di permanenza temporanea.
In questo contesto, un ruolo determinante è svolto dall'informazione che spesso - volutamente o "spontaneamente" - riproduce moduli e criteri che non intaccano ma anzi rafforzano questi rapporti. E' sullo sfondo di queste (ed altre ...) riflessioni che ieri, leggendo su un quotidiano bolognese un articolo nelle pagine di cronaca, ho deciso di scrivere una lettera che ho inviato, oltre che allo stesso quotidiano, ad altri organi di informazione, amiche ed amici impegnati nella lotta contro il sessismo e il razzismo, gruppi ed associazioni femministe ed anti-razziste, operatrici/tori della comunicazione, studiose e studiosi del razzismo e/o del sessismo.
Quella che segue è una sorta di "cronaca nella cronaca" che pubblico sperando di sollecitare ed estendere una riflessione e una maggiore attenzione critica ed autocritica.
Ringrazio quant* hanno risposto al mio mail - offrendo ulteriori spunti di riflessione che invito a riproporre anche qui - e in particolare a Cristina Papa de Il Paese delle Donne che ha ripreso la notizia. Infine un grazie anche alla redazione de Il Bologna che ha pubblicato oggi la mia lettera: spesso lettere di questo tipo, ad altri quotidiani, vengono cestinate.


Lettera via mail a Il Bologna 18 ottobre 2007

Leggo sul giornale (Il Bologna) dell'ennessimo stupro avvenuto ieri in città. Una giovane migrante è stata stuprata da tre uomini che si erano introdotti per rapina in una villa dove la donna lavorava (sembra non in regola) come "colf". Rileggo più volte l'articolo, non riesco quasi a crederci. Il titolo in prima pagina è "Assalto in villa con stupro, ritorna l'incubo dei banditi". A pagina 20 l'articolo con un occhiello: "Ritorna la paura. Dopo diversi mesi di calma apparente, l'episodio di ieri mattina ha destato preoccupazione nella comunità: riecco i banditi".
Quindi questo non è l'ennesimo stupro, è l'ennesima rapina. Nonostante (come si evince dall'articolo) i rapinatori "non hanno portato via nulla", sono rapinatori non stupratori.
Quello che preoccupa ed importa è il tentativo di rapina, l'attentato alla "proprietà" e alla "sicurezza" dei proprietari (meglio se "autoctoni"). Lo stupro in questo caso è "un incidente di percorso".
Dopo "diversi mesi di calma apparente?"
Sono anni che si parla di "emergenza stupro" , ma quando "tra le pareti domestiche" viene stuprata una colf migrante l'accento è posto sull'"emergenza rapine".
Vincenza Perilli


Lettera via mail di un redattore de Il Bologna

Il riferimento ai mesi di calma apparente era alle rapine in villa, considerato che le ultime risalgono all'anno scorso e non agli stupri, numerosi in questi ultimi mesi e anche da noi documentati. La pagina 21 ripercorre infatti tutti i precedenti per rapina in zona. Il fatto che lei insinui che per noi la violenza sessuale su una straniera sia di minor conto, non può far altro che dispiacerci e indignarci
Distinti saluti
xy


Lettera via mail a xy, redattore de Il Bologna

Gentile xy,
io non "insinuo", mi limito a constatare che, in questo caso, l'episodio viene inserito nella serie "rapine" da cui l'accenno alla "calma apparente" che quest'atto avrebbe interrotto, e non nella serie "stupri".
L'occhiello al quale mi riferivo ( "Ritorna la paura") è a pagina 20, quella in cui, sotto il titolo di "Stuprata da banda di rapinatori colf sotto shock lancia l'allarme" vi è l'articolo annunciato in prima pagina con il titolo "Assalto in villa con stupro, ritorna l'incubo dei banditi".
Il fatto che nella pagina seguente all'articolo, vi sia un'altro articolo che ripercorre le precedenti rapine messe a segno in Emilia negli ultimi sette anni non fa che confermare la mia impressione.
Perché questa violenza diventa un capitolo della storia delle rapine e non della storia degli stupri?
Perché non cogliere l'occasione per un approfondimento sulla questione stupro? O lo stupro passa naturalmente in secondo piano rispetto ad altre "emergenze"?
Più precisamente: visto che spesso lo stupro viene mediatizzato e usato in chiave "anti-immigrati" perché non cogliere l'occasione per sottolineare che le donne migranti - non meno e forse più di altre - sono vittime di violenza, per strada, nelle proprie case ma anche sui luoghi di lavoro che molto spesso (come nel caso delle cosiddette "colf" e "badanti") sono le case di altri?
Più che il suo dispiacere e la sua indignazione io volevo provocare una riflessione (e tra l'altro avevo inviato questa lettera alla rubrica lettere sperando in una pubblicazione per sollecitare una discussione pubblica, non certo per ricevere una risposta in forma privata).
Ci tengo a sottolineare inoltre che il problema che pongo, non è specifico del vostro giornale (stamattina ho letto il vostro), ma riguarda in generale i criteri con i quali si fa informazione.
Auspicherei tra l'altro una maggiore riflessione sul linguaggio (termini quali ad esempio "banda di slavi" autori delle rapine nell'articolo a pagina 21) e sulle forme di stigmatizzazione etnica o razziale che rischia di riprodurre.
Distinti saluti
Vincenza Perilli


Lettera via mail di xy, redattore de Il Bologna

Non voglio innescare un botta e risposta infinito, ma:
1) la notizia di ieri era che tre persone, non certo per una visita di cortesia, si introducono in una casa e violentano una ragazza. Se poi non hanno trovato nulla da portar via, sempre un tentato furto o rapina rimane. Ergo: rapinatori e stupratori.
2) Se i rapinatori che hanno agito nel 2005, e arrestati poi dalle forze dell'ordine, sono di origine slava, come li dobbiamo chiamare?
Io come lei auspico che si inneschi un dibattito sulla sicurezza in generale in città, che si faccia luce sui casi di violenza domestica, violenza in strada e violenza al patrimonio


Lettera via mail a xy, redattore de Il Bologna

Neanch'io voglio innescare un botta e risposta.
Le scrivo solo per dirle che mi accorgo ora che ho inviato la lettera all'indirizzo della redazione (bologna@ilbologna.com e non a quello della rubrica Lettere ovvero lettori@ilbologna.com, provvederò subito), da qui forse le sue risposte private.
Comunque visto che lei mi chiede "come li dobbiamo chiamare" a proposito della "banda di slavi", le rispondo che potreste semplicemente chiamarli "banda di rapinatori".
Ancora distinti saluti
Vincenza Perilli


Lettera via mail, pubblicata oggi, alla rubrica Lettere de Il Bologna

Leggo sul giornale (Il Bologna) dell'ennessimo stupro avvenuto ieri in città. Una giovane migrante è stata stuprata da tre uomini che si erano introdotti per rapina in una villa dove la donna lavorava (sembra non in regola) come "colf". Rileggo più volte l'articolo, non riesco quasi a crederci. Il titolo in prima pagina è "Assalto in villa con stupro, ritorna l'incubo dei banditi". A pagina 20 l'articolo con un occhiello: "Ritorna la paura. Dopo diversi mesi di calma apparente, l'episodio di ieri mattina ha destato preoccupazione nella comunità: riecco i banditi".
Quindi questo non è l'ennesimo stupro, è l'ennesima rapina. Nonostante (come si evince dall'articolo) i rapinatori "non hanno portato via nulla", sono rapinatori non stupratori.
Quello che preoccupa ed importa è il tentativo di rapina, l'attentato alla "proprietà" e alla "sicurezza" dei proprietari (meglio se "autoctoni"). Lo stupro in questo caso è "un incidente di percorso".
Dopo "diversi mesi di calma apparente?"
Sono anni che si parla di "emergenza stupro" , ma quando "tra le pareti domestiche" viene stuprata una colf migrante l'accento è posto sull'"emergenza rapine".
Vincenza Perilli

[La "cronaca della cronaca" continua nei commenti ... ]

*Solo ora, alle 23.37 e a post pubblicato scopro che la mia lettera è stata ripresa nel suo sito anche da Franco Cilenti, giornalista pubblicista, che ringrazio.
________________________________________

* Stamani, 20 ottobre, ho appreso dai quotidiani che la giovane donna - di fronte agli accertamenti degli inquirenti -, ha ammesso di essersi inventata tutto. Sembra che (come riporta Il Resto del Carlino) lo abbia fatto per giustificare una gravidanza che la famiglia "musulmana come lei" (stralcio ancora da Il Resto del Carlino) non avrebbe accettato e tollerato perché fuori dal matrimonio. Il ritardo nella denuncia non sarebbe stato dunque motivato solo dalla paura della ragazza - non in regola con il permesso di soggiorno - ma dal timore che le indagini potessero portare a galla la verità.
Queste ed altri elementi emersoi dalla cronaca di oggi meriterebbero delle riflessioni ulteriori, ma mi limito semplicemente a sottolineare che la smentita del fatto non toglie nulla al senso e alla necessità delle mie critiche.
Nell'edizione odierna de Il Bologna sono state pubblicate due lettere che si riferivano alla mia di ieri. Francesca (che ringrazio e che ringrazierò a nome di tutt* inviando mail alla rubrica lettere del giornale) scrive:

Ale ieri chiedevi dove sono le femministe? La lettera di oggi sullo stupro di una giovane straniera mi sembra che risponda alla tua domanda. Piuttosto tu dov'eri quando le femministe si mobilitavano in città? Lo stupro non è colpa delle femministe!

Nell'altra lettera un certo ( o una certa) Via Lame scrive:

Cara Vincenza Perilli, ti ricordo che il 90% degli stupri è compiuto da extracomunitari su donne italiane. Ma per te è più importante il "politically correct" che il terrore e il degrado che hanno portato questi gentili "ospiti".

Non credo che Via Lame frequenti questo blog, quindi scriverò anche a lui/lei. Se qualcun* vuole farlo l'indirizzo è lettori@ilbologna.com

________________________________

Sessismo e razzismo: informazione e deformazione è anche in Kilombo, Indymedia, Reset, Fainformazione e diversi aggregatori di notizie quali Wikio. Grazie anche a Hamilton's Blog.

11 commenti:

filomeno ha detto...

concordo.

in questo periodo si assiste ad un modo di fare preoccupante

1)i media proclamano che la popolazione ha paura (della criminalità)

2)la criminalità viene indicata come "manifestazione inevitabile" della presenza immigrata.


3) nelle notizie sui crimini commessi da italini si esalta la vittima (in maniera morbosa) , nei crimini commessi da extracomunitari si esalta il criminale(privandola quasi sempre di individualità e categorizzandolo come : marocchino, cinese....)

4) i dati ci descrivono una situazione davvero preoccupante ed in aumento "solo" per i reati di violenza di genere (quasi sempre commessi da familiari maschi) e quelli legati allo sfilacciamento della società (madri infanticidi, incidenti sotto effetto alcol) anch'essi commessi quasi sempre da italiani


praticamente se esiste un "mostro" siamo noi! soprattutto se si è maschi. chiaramente farebbe meno audience/vendite puntare il dito contro i propri lettori/telespettator , invece è facile puntarlo contro gli immigrati.


mah , speriamo che questa legislatura ci regali almeno la legge contro la violenza di genere(che se fatta, insieme ai DICO, sarebbe valsa il voto a Prodi)

vi ha detto...

Mah, essere "ripagati" del voto a Prodi&Co è dura :-)

Insieme alla legge contro la violenza di genere (che dovrebbe comprendere anche quella motivata dall'orientamento sessuale e d'identità di genere), ci metterei l'eliminazione della Bossi-Fini e la trasformazione dei Cpt in asili nido, biblioteche, lavanderie e mense comuni, ludoteche, centri di cultura laica ...

Per il resto concordo abbastanza, mi lascia un po' perplessa il tuo accostamento tra le infanticide e gli ubriachi al violante, oltre ovviamente all'uso disinvolto del termine extracomunitari ...

Per l'altro nostro discorso in sospeso - ovvero il mio commento sul tuo post sul femminismo - è veramente lungo e articolato, impossibile farlo adesso, quindi lo rimando.
E vista la lunghezza accetto la tua proposta di continuare la discussione sotto il post Femminismi e nazismo, anzichè venire - magari a tarda notte - all'Osteria del Porto :-)

Anonimo ha detto...

Grandiosa la cronaca dello scambio di mail. Prima o poi faccio copia e incolla e la piazzo sul mio blog :)

La questione che hai posto come ti ho già scritto è assolutamente reale. Intanto è cosa buona dire ai giornalisti che hanno una responsabilità educativa e divulgativa e che ogni volta che scrivo volente o nolente veicolano cultura. in questo caso si tratta di cultura razzista. l'altro aspetto che rilevo è proprio il fatto di considerare lo stupro come un fatto accessorio della rapina. come dire: non avendo trovato altro da rubare si sono presi il corpo della donna che di fatto era una "proprietà" della famiglia ospite. Quindi il reato di stupro viene messo in secondo piano rispetto al danno alla proprietà. Come dicevo in un mio vecchio post il fatto è che il reato di stupro da reato contro la morale è diventato reato contro la proprietà (intesa come proprietà di soggetti). Il reato contro la persona non è mai forse stato contemplato.
ottima la tua iniziativa. Ciao

FikaSicula
Femminismo a Sud

Alexander Hamilton ha detto...

Ciao Vi , a parte una notazioen preliminare , a me piace molto osservare il nick che le persone si scelgono , quindi Vi appunto denota una personalità determinata , schietta e che va sempre al nocciolo, FikaSicula, un tuo visitatore , denota fantasia,sottolinea l'approccio maschilista che non guarda quasi mai all'intelletto ma a qualcos'altro e anche orgoglio e difesa dei valori regionali.
Comunque , la situazione è evidentissima , tu giustamente fai delle distinzioni e vedi , al contrario , un elefante entrare in un negozio di cristalli.
Ho il massimo rispetto per il giornale ed il redattore che ha scritto l'articolo. Ma , "bande di slavi " mi ricorda una volta in cui mi trovavo alla stazione e , come si sa alla stazione si annuncia il treno in arrivo , da dove viene , l'orario e il binario , sentii annunciare dagli altoèparlanti " Al binario XX è in arrivo treno dal sud " . Punto. Se poi era il sud italia , il sud america , o chissà quale sud , fa niente.
Bande di slavi appunto.
E poi , dobbiamo ammettere la semplice e pura verità.Come giustamente dice il redattore , la notizia era la rapina , il resto che importa ?
Più chiaro di così, ti ha risposto no ?
Alex

filomeno ha detto...

si in effetti l'accostamento infanticide ed ubriachi al volanti seppur indicato come sfilacciamento della società, è forzato: l'infanticidio è decisamente peggiore :-p

(caschi male: sono uno di quelli contrari a scrivere trattati di psicologia in tribunale; per me un omicidio è un omicidio senza se e senza ma)

non capisco dove io abbia usato disinvoltamente il termine extracomunatario (citato una sola volta se non erro)

saluti
il pignolissimo Filomeno Viscido
(nato a Caracas, Venezuela)

Cristina Papa ha detto...

Il modo in cui la stampa affronta i casi di violenza contro le donne (ed in particolare contro le donne migranti) non si discosta molto da quello in cui l'affrontano i politici e, ahime', spesso anche le politiche.
Nonostante tutti i dati statistici mostrino infatti che la maggior parte delle violenze contro le donne (native e migranti) avviene nell'ambito famigliare, politici e mass media continuano a ricondurre gli stupri all'ambito della "sicurezza",,, e' successo lo stesso nel caso della donna uccisa dal marito nel tribunale di Reggio Emilia .
Lo scandalo, che traspariva dalle pagine di tutti i giornali era dovuto al fatto che un uomo (con l'aggravante di essere albanese!!) aveva potuto introdurre un'arma nel tribunale, non al fatto che ancora una volta lo Stato non ha saputo tutelare le donne contro mariti, amanti, figli, ecc. e che da mesi la legge sullo stalkern non riesce ad esser approvata.
Finché stampa e televisione si ostineranno a non voler nominare il conflitto che c'è dietro uno stupro (ovvero continueranno a nascondere che siamo in presenza di una vera e propria guerra portata avanti da un sesso contro un altro) lo stupro passerà sempre in secondo piano, e sarà comodo per tutti sviare l'attenzione verso un altro reato o peggio ancora sul fatto che lo/gli stupratore/i non è italiano,
Ps. il fatto che lo stupro sia stato "inventato" per timore delle reazioni familiari davanti ad una gravidanza "non giustificabile" e che la ragazza lavorasse in nero e senza permesso, la rende meno vittima?

Pps. Ogni volta che succede uno stupro da piu' parti si leva la domanda: dove sono le femministe? la risposta e' semplice: nei centri antiviolenza, nei giornali che cercano di dare una informazione diversa, nei collettivi, ecc. io le vedo tutti i giorni e se i giornalisti (e anche le giornaliste) le vedono così poco in giro non sarà che non escono ma dalle loro belle redazioni e che preferiscono lavorare con le agenzie invece che fare il loro mestiere?

vi ha detto...

Grazie a tutt* dei commenti.

Concordo pienamente con te Cristina: il fatto che lo stupro sia stato inventato di sana pianta per giustificare con la famiglia una gravidanza, non rende questa donna meno "vittima". La mia solidarietà non viene meno, ho provato anche a mettermi in contatto ma ...
Ovviamente ieri anche sull'Unità (come già su Il Resto del Carlino sabato) si insisteva sulla "religione musulmana" della famiglia della ragazza, perdendo un'altra buona occasione per evitare di veicolare schemi da "scontro delle civiltà". Come se le famiglie di cultura cattolica e/o semplicemente "perbeniste" fossero esenti da pregiudizi e interdetti di questo tipo (gravidanza extra-matrimoniale ...). Ricordo a questo proposito una notizia di qualche mese fa, credo proprio qui nel bolognese: una ragazzina aveva denunciato un immigrato per stupro per nascondere alla famiglia "autoctona" di aver avuto rapporti sessuali con un coetaneo.
Si evita di dire che la questione è sempre quella del patriarcato (anche se in forme diverse, specifiche ...) e a questo proposito penso anche a un bell'articolo di Mariagrazia Rossilli pubblicato proprio su Il Paese delle donne. A partire da un fatto di cronaca (l'omicidio di Hina Salem) Mariagrazia ricordava, anche in base alla sua esperienza vissuta (con molto coraggio) quanto la nostra "tradizione" sia profondamente patriarcale e sessista.

Concordo pienamente anche con te Fika Sicula (mi fa strano usare il tuo nick ... ma semplicemente perché conosco il tuo nome "reale"). Anche per me, come per Alex, è molto carino, anche se non so se si possa parlare nel tuo caso di "orgoglio regionale", ricordo un certo post sul lanciafiamme :-)
La questione del corpo come "proprietà" è centrale in quella che - riprendendo il titolo del famoso libro di L. Russel -, possiamo chiamare la "politica dello stupro", e su questa questione sei ritornata spesso (e bene) in Femminismo a Sud. Sarebbe carino (e utile) riprendere il discorso ...

Alex, mi è piaciuto il tuo commento, anche perché complichi il
quadro, introducendo un altro elemento (che io definisco "interno") del razzismo italiano, ovvero il razzismo anti-meridionale. Sono passati molti anni - ero ancora una bimbetta - ma in me è ancora molto vivo (doloroso) il ricordo del giorno in cui ho appreso che "noi del sud" eravamo "altri", e altri non proprio "graditissimi".
Se un giorno vincerò le mie resistenze alle narrazioni (auto)biografiche, ti racconterò questa storia ...

Ed infine - last but no least, of course! -, grazie anche a te Filomeno, non prendertela se talvolta sono un po' acida (l'osservazione sul tuo uso del termine "extracomunitario"), ma su alcune questioni sono piuttosto intrasigente, con il rischio di diventare antipatica ai più (e alle più...). L'accostamento tra "infanticide" e "ubriachi" non mi stonava per una questione di "grado di gravità". Anche se per me non sempre un "omicidio è un omicidio" (lo è solo in linea di principio), non è questo che mi preme sottolineare a proposito delle infanticide. Alla base c'è proprio un altro tipo di "sfilacciamento" ...

E ora devo proprio lavorare ...

pm [x-novo] ha detto...

grazie per il tuo prezioso contributo che ho letto su reset di cui, insieme agli altri, sono fondatore e co-autore e, naturalmente, benvenuta tra noi vincenza.

trovo che l'argomento che proponi sia da porre all'ordine del giorno ben più delle solite polemiche pseudofemministe che si traducono in una sconfitta di fatto per la donna e più in generale per i soggetti esclusi dalla società 'che conta'.

mai sentito parlare di memetica? se ti è nuovo te la suggerisco, perchè all'interno di questa protoscienza (che per me è una scienza) potrai trovare utili strumenti per portare avanti le tue battaglie che, invero, sono di tanti, di molti, certamente della maggioranza che annega nella sua forzata ignoranza.

paolo margari

vi ha detto...

Paolo,
grazie del tuo commento e benvenuto anche a te in Marginalia.
Si, ho letto qualcosa sulla memetica, senza mai però fare letture approfondite (e in alcuni casi mi è capitato anche di leggere cose assolutamente improponibili). Comunque si, il discorso sul meme è interessante, ed hai ragione a sottolineare che potrebbe offrire una "spiegazione" della diffusione degli "stereotipi" razzisti e sessisti in opera nelle nostre attuali società e offrire uno strumento per combatterli.
Mi sembra non in conflitto con l'assunto (da me condiviso) che il sessismo e il razzismo sono dei "rapporti sociali", che non hanno cioè niente di "naturale", ma che vengono "appresi" e che dunque possono essere "disimparati" (penso a Paola Tabet, la conosci? Posterò in Reset nei prossimi giorni una mia recensione al suo "La pelle giusta").
Solo che i "pregiudizi" non sono solo "pregiudizi", sono dei veri e propri rapporti di potere, e su questo (che è un punto per me cruciale) non mi sembra che la memetica abbia molto da dire. O sbaglio?

Anonimo ha detto...

leggo i tuoi commenti ora mentre mi concedo una domenica mattina di informazione attraverso le mie pagine preferite :)

è vero Vi più che orgoglio patriottico regionale c'e' il voler rivendicare una "differenza" crescere culturalmente in sicilia non è lo stesso che crescere a milano e spesso ho sofferto di certa colonizzazione militante e femminista - involontaria - e sono stata costretta a confrontarmi su modelli che poco, ma davvero poco avevano a che fare con il luogo in cui ho vissuto e ho realizzato le mie battaglie.

rispetto alla questione dei corpi di "proprietà" si bisogna tornarci su e lo farò presto. al momento mi pare urgente tornare anche a ragionare della legge sospesa (stralcio del ddl presentato in origine) che è composto di due articoli. quello in cui appunto si configura il reato di stalking e quello che allarga la legge mancini fino a far diventare perseguibili anche atti e aggressioni spinti da omofobia e odio di genere. io non so se il problema sia davvero, come dice cristina, che la legge non è approvata. non mi pare che il perno della questione stia liì anche perchè quei due articoli di per se' non aggiungono niente alle leggi esistenti tranne che un motivo di detenzione in più. sul piano culturale invece non rappresenta nulla (si lo so che una legge in qualche modo realizza un salto in avanti anche in termini di consapevolezza culturale). la restante parte della legge parlava di prevenzione, di registro dei centri antiviolenza e di finanziamenti in quelle direzioni. quello che invece è stato stralciato rientra in ogni caso in una logica securitaria che non farà diminuire lo stalking (che poi la questione è talmente vaga che vorrò vedere la praticabilità nei tribunali della trattazione di reati di questo tipo... come per il mobbing... troppo difficili da dimostrare) ne' i reati per omofobia.

ci vuole tanto e spingere la legge come fosse un palliativo, la panacea per tutti i mali, ottenuta appunto da uno stralcio fatto in emergenza, assieme alle cose dette sul pacchetto sicurezza, non fa altro - secondo me - che evitare di ragionare davvero sulle questioni che seriamente bisognerebbe trattare. personalmente preferirei che un governo più forte e che non deve stringere compromessi facesse una legge antiviolenza. altrimenti diventa come per la legge quaranta la occasione di fare una legge a metà per mettersi la coscienza a posto. una brutta legge non vale la pena che ci sia. meglio una legge buona preceduta da una discussione seria.

[oltretutto ancora la legge sta in commissione e altre che essere stata stralciata deve essere confrontata e rattoppata con gli articoli del ddl lussatto e altri che trattano la stessa cosa]

comunque ne parlerò presto in maniera approfondita sul mio blog perchè mi pare che su questo ci sia un po' di disinformazione.


baci

FikaSicula

Femminismo a Sud

vi ha detto...

Hai ragione a fare queste precisazioni.
C'è ancora della confusione/disinformazione intorno alla legge contro la violenza sulle donne ... e lo dico proprio a partire da me! Mi sono concentrata su aspetti più "teorici", trascurando l'aspetto propriamente "tecnico" e invece è proprio importante discuterne, se non vogliamo correre il rischio di ritrovarci dopo in una situazione magari ancora peggiore di quella attuale ... ed è tutto dire! Quindi se torni sull'argomento in Femminismo a Sud (ma come fai ad essere così "prolifica"? E pure brava!... che non è così scontato ...) sarò la prima a leggerti :-)

Sull'altro discorso che fai ... chissà se troveremo mai il tempo di sviscerarlo. E' molto prossimo a quello che vado (confusamente) riflettendo da dieci anni a questa parte ...

un bacio anch'io