venerdì 27 gennaio 2012

Class, Gender and Italian bourgeois women between the metropole and colonial Libya (1900-1940)

In attesa degli atti pubblichiamo l'abstract di uno degli interventi presentati al convegno internazionale Femmes et genre en contexte colonial, che come vi avevamo segnalato si è svolto a Parigila scorsa settimana. Si tratta della relazione di Barbara Spadaro (grazie!), The very enjoyment of Whiteness. Class, Gender and Italian bourgeois women between the metropole and colonial Libya (1900-1940), che non traduciamo in italiano per mancanza di tempo (ma, a differenza del francese, sembra che oramai l'inglese lo parlino tutte/i ... o no?) Buona lettura!
"This paper investigates how representations and self-representations of Italian bourgeois women were implicated in the construction of Whiteness in colonial Libya. I will focus on the urban middle and upper class that moved between Italy and Libya, analyzing how this colony entered in the redeployment of gender and class identities. I argue that the concept of Whiteness and its class connotations describes these new identities better than the one of national identity.The possession of this specific colony liberated Italian élites from the anxieties of being confusedwith other Southern European and Mediterranean populations fault of the backwardness of most of nationals. The Italian bourgeoisie could finally perform its white and European identity studying, patronizing and civilizing Italy’s new colonial subjects as it did with southern and rural domestic populations.At the same moment, colonial setting also contributed in shaping Italian gender roles and identities. Images of bourgeois women were extensively used in the official visual representation of the colony, such as in the documentation of Ladies’ charity towards Libyan subjects and poor Italian families in the 1910s and in the fascist press report of the Young colonial fascist’s (Giovani fasciste coloniali) camp in Libya in 1938. Examples of self-representations in travel writing, photography and memories reveal how many bourgeois women actively participated in the construction of difference from colonial subjects and poor whites. They imagined the colonial space as one of freedom and self-expression. However, these aspects were only articulated by stereotyping Libyan and lower-class women, with no discussion of actual Italian female roles and models. These materials show an enjoyment of the status of “modern” and cosmopolitan bourgeoisie, and particularly its forms of consumerism of the exotic. Women’s representations also reveal changes in the colonial rule from liberal Italy’s paternalism to Fascism’s mass-inclusive strategies, and the interplay between bourgeois search for distinction and fascist racial and totalitarian politics (B. Spadaro)".

mercoledì 25 gennaio 2012

Dalla rivoluzione tunisina alla Fortezza Europa: storie di migranti e di gendarmi

Domani a Milano, in Cox18, proiezione del film documentario di Matteo Calore e Stefano Collizzolli – Zalab, in cui alcuni migranti tunisini, giunti in Italia dopo la rivoluzione e la fine del regime di Ben Alì, raccontano in prima persona la loro storia, I nostri anni migliori. Durante la serata - alla quale parteciperanno Matteo Calore, Fethi Oueslati, Federica Sossi, Oujedane Mejri e Omeyya Seddik -, verrà anche (ri)presentato l’appello per i migranti tunisini dispersi ((نداء من أجل التونسيين المهاجرين المفقودين/Appel pour les migrants tunisiens disparus/Petition for missing Tunisian migrants),promosso da Storie Migranti e sostenuto attivamente in questi mesi dal collettivo Venticinqueundici e dall'associazione Pontes con la campagna Da una sponda all'altra: vite che contano. Sulle ragioni dell'appello - che anche Marginalia ha sottoscritto  e pubblicato lo scorso novembre -, rinviamo alla recente trasmissione di approfondimento del Mfla e all'articolo di Annamaria Rivera pubblicato qualche giorno fa su Il  Manifesto, I migranti scomparsi e il silenzio delle istituzioni.

lunedì 23 gennaio 2012

Donne in movimento. Il femminismo a Genova negli anni Settanta

Da Archivagando. Donne, archivi, femminismo l'annuncio dell'uscita del film-documentario Donne in movimento. Il femminismo a Genova negli anni Settanta, girato da Gianfranco Pancrazio e sceneggiato a partire dalle ricerche storiche di Anna Frisone. Basato su interviste a militanti attive in quegli anni e materiali documentari dell'epoca, Donne in movimento sarà presentato giovedì prossimo a Genova. Per chi non potrà esserci è per intanto disponibile un trailer del documentario e la possibilità di acquistare copia del Dvd richiedendolo all'Archivimovi (archiviomovimenti at archiviomovimenti.org).

giovedì 19 gennaio 2012

Marginalia non Omsa


Con questa immagine tratta dal film Ieri, oggi e domani di Vittorio De Sica - un fotogramma dell'ironico e tenero striptease di Sofia Loren - Marginalia solidarizza con le operaie Omsa licenziate e aderisce alla campagna di boicottaggio del gruppo Golden Lady Company (che detiene i marchi Omsa, Golden Lady, Sisi', Philippe Matignon, Serenella, Hue, Filodoro e Saltallegro). Del resto Omsa meritava un boicottaggio già dai tempi del famoso Carosello con Don Lurio sbavante dietro le gambe delle gemelle Kessler.

martedì 10 gennaio 2012

Sotto il velo dei media. Semiotica dell’hijab tra Oriente e Occidente

Segnaliamo l'uscita del venticinquesimo Quaderno di Donne e Ricerca, Sotto il velo dei media. Semiotica dell’hijab tra Oriente e Occidente di Simona Stano. Con una prefazione di Massimo Leone, il Quaderno - dopo una contestualizzazione storico-politica dell'argomento trattato - offre un'interessante rilettura delle retoriche dell'alterità (A. Rivera, 2005) messe in campo dai media a proposito del cosiddetto "velo islamico", con una puntuale ricerca su alcune testate giornalistiche (quali l'inserto settimanale di Repubblica D La Repubblica delle donne e la rivista di moda Vogue Italia), dalla quale emerge come le  rappresentazioni della "dona velata" che queste riviste offrono sono per la maggior parte costruite intornoal velo come sofferenza e sottomissione. Sotto il velo dei media. Semiotica dell’hijab tra Oriente e Occidente è consultabile sul sito web del CIRSDe e sulla piattaforma AperTo.

(Alcuni) articoli correlati in Marginalia:

In nome del burqa: cronache di ordinario razzismo e sessismo
Ma sottomessa a chi?
Avvistato burqa, Ufo postcoloniale?
Daniela Santanché e le nuove cerimonie di svelamento
Burqa Laptop
Veli svelati. Soggettività del velo islamico

Il burqa e le pseudo-femministe

lunedì 9 gennaio 2012

Questions Féministes : sosteniamo la memoria storica dei femminismi

Mentre NQF - indubbiamente le più prestigiosa rivista femminista in lingua francese -, festeggia i suoi trent'anni con l'uscita di un numero speciale (Amies), per il mese di marzo è prevista la pubblicazione di un volume che non può mancare nelle nostre biblioteche. Ci riferiamo a Questions Féministes (1977-1980), un testo che raccoglie i primi otto numeri, pubblicati tra il 1977 e il 1980, di Questions Fèministes, la rivista diretta da Simone De Beauvoir dalle cui ceneri nascerà poi Nouvelles Questions Féministes. Questi numeri, che raccolgono (tra gli altri) articoli di Christine Delphy, Colette Guillaumin, Monique Wittig, hanno giocato un ruolo precursore in quelli che oggi definiamo "studi femministi" o "di genere" ma, disgraziatamente, sono attualmente di difficilissima consultazione: in Francia sono reperibili solo nella Biblioteca Marguerite Durand e alla Bnf (entrambe a Parigi), in Italia (a quanto ci risulta) solo a Roma, ma in forma lacunosa. Ben venga dunque questa pubblicazione che mette finalmente a disposizione di tutte e tutti questo materiale prezioso, non solo dal punto di vista storico. Vi invitiamo pertanto a sostenere questa pubblicazione, acquistando in anticipo il volume presso l'editore, le insostituibili Editions Syllepse.

sabato 7 gennaio 2012

Da una sponda all'altra : vite che contano

Dalle Venticinqueundici segnalazione di un'iniziativa che prosegue la campagna /appello che vi avevamo segnalato mesi fa per i migranti tunisini dispersi (نداء من أجل التونسيين المهاجرين المفقودين/Appel pour les migrants tunisiens disparus/Petition for missing Tunisian migrants), Da una sponda all'altra: vite che contano.

domenica 1 gennaio 2012

Donne e genere nel contesto coloniale / Femmes et genre en contexte colonial / Women and gender in a colonial context


Il convegno internazionale Femmes et genre en contexte colonial che si svolgerà a Parigi dal 19 al 21 gennaio (per il programma dettagliato rinviamo al sito del Centre d’histoire de Sciences Po), presenterà le relazioni di circa settanta ricercatrici/ricercatori provenienti da 17 differenti paesi che cercheranno di restituire la ricchezza delle interazioni tra storia delle donne, genere e colonialismo, per far emergere tratti comuni e specificità delle vicende coloniali europee, così come le ambivalenze, le contraddizioni, le tensioni, le fratture inerenti questo processo.

venerdì 23 dicembre 2011

CasaPound Superstar e Marginalia

Una lettrice ci segnala una pagina di vivamafarka (il forum di CasaPound che prende il nome dal romanzo di Marinetti Mafarka il futurista, romanzo dove, tra l'altro, si esalta lo "stupro delle negre"). La pagina è effettivamente dedicata a questo blog, ma è roba piuttosto vecchiotta, risale al 2009 quando CasaPound era già abbastanza superstar ma in tanti/e faticavano ancora ad accorgersene (in questo paese ci si sveglia veramente solo con i morti, cosa che troviamo alquanto "triste"). Comunque è una pagina che avevamo già visto all'epoca ma poi smemorizzato. Del resto altre pagine, di tenore molto più pesante, erano poi state cancellate dai mafarkiani (ma da qualche parte ne conserviamo copia). Comunque grazie della segnalazione, magari sarà utile, sparita finalmente questa feccia e tutto il contorno, per ricostruire frammenti di memoria storica.

E visto che ci siamo: vecchi articoli su CasaPound in Marginalia

sabato 17 dicembre 2011

Per Mor Diop e Samb Modou e tutte le altre vittime del sistema razzista in Italia

Per Mor Diop e Samb Modou - assassinati a Firenze il 13 dicembre dal militante di estrema destra vicino a CasaPound Gianluca Casseri -, per le loro famiglie, per i loro amici, per Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike - feriti gravemente durante la stessa strage -, per la comunità senegalese, per tutte le altre comunità migranti e tutte le vittime del sistema razzista di questo paese alla deriva.

martedì 13 dicembre 2011

Femminismi nel mediterraneo

All'interno del seminario permanente sui femminismi globali - che intende "mettere al centro della riflessione i sistemi di pensiero, le pratiche e le reti di relazione dei femminismi nelle loro varie declinazioni storiche e geografiche" -, la Società Italiana delle Storiche in collaborazione con la Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea e l'Università degli Studi di Bologna, Facoltà di Scienze Politiche, organizza la giornata seminariale Femminismi nel mediterraneo, con interventi - tra le altre - di Raffaella Baritono, Renata Pepicelli, Leila El-Houssi e Anna Vanzan. Per maggiori info rinviamo al programma dettagliato nel sito della Sis.

domenica 11 dicembre 2011

Carla Lonzi e i suoi miracoli / Taci. Anzi parla

Ci voleva (santa) Carla Lonzi (sopra) e il Secondo manifesto di Rivolta Femminile (sotto), via Sud-Degenere, per far uscire momentaneamente Marginalia dal suo mutismo. Il titolo del post riprende il titolo di un'altra opera lonziana, quel Taci. Anzi parla. Diario di una femminista che già si era riaffacciato qui in altri momenti di "crisi".

"Chi ha detto che l’ideologia è anche la mia avventura?
Avventura e ideologia sono incompatibili
La mia avventura sono io
Un giorno di depressione un anno di depressione cento anni di depressione
Lascio l’ideologia e non so più niente
Lo smarrimento è la mia prova
Non avrò più un momento prestigioso a disposizione
Perdo attrattiva
Non avrai in me un punto fermo
Chi ha detto che l’emancipazione è stata smascherata?
Adesso mi corteggi perché temi che quell’interlocutrice con il mondo che non hai saputo essere lo sarò io
Aspetti da me l’identità e non ti decidi
Hai avuto dall’uomo l’identità e non la lasci
Riversi su di me il tuo conflitto e mi sei ostile
Attenti alla mia integrità
Vorresti mettermi sul piedistallo
Vorresti tenermi sotto tutela
Mi allontano e non me lo perdoni
Non sai chi sono e ti fai mia mediatrice
Quello che ho da dire lo dico da sola
Chi ha detto che hai giovato alla mia causa?
Io ho giovato alla tua carriera
Ma il mio apparire ti ha guastato la festa
La provocazione è un gesto di attaccamento
Mi fai assistere a penose rivalse in chiave di sfida
Celebri un mito che con me è caduto
Chi ha detto che la cultura è una meta sublime?
E’ la meta sublime dell’autodistruzione
Acculturandoti hai aderito senza riserve a una richiesta che ti esclude
Hai voluto partecipare senza esistere in proprio
Alla fine sei irriconoscibile
Durante soffri di inadeguatezza
Pretendi solidarietà per essere andata allo sbaraglio
Secondo me ti sei cacciata nei pasticci
Hai dato la vita per dimostrare che siamo mediocri
Sei rimasta in panne nella scalata al fallo
Sembrava questione di tempo e ce l’avresti fatta
Ti continuano a dire che la mediocrità è temporanea
Con te la vedo perenne
Arriverai a invidiare il mio niente
Chi ha detto che il potere non lo conosci?
"Occuparsi di" è arroganza intellettuale
Più ti occupi della donna e più mi sei estranea
Sai cos’è esporsi in prima persona?
Tu cerchi l’errore senza essere pronta a rischiare
Chi ha detto che l’autocoscienza è quella?
Quella è una pantomima per i fessi
Sarebbe finita prima di cominciare
E’ dilagata nei fraintendimenti
E’ diventata aria fritta
Non parlare con me se hai fatto "autocoscienza"
L’autocoscienza è altra
L’hai sentita quella della "doppia militanza"?
E quella del "privato è politico"?
E quella del "non state facendo abbastanza"?
Ho trovato la mia fonte di umorismo".

giovedì 1 dicembre 2011

Marginalia Closed

Mi prendo, anzi ci prendiamo (io e il blog), una pausa di "vacanza" e soprattutto riflessione. Magari "torniamo" già domani, o dopodomani. O forse mai. In questo momento non ci poniamo il problema, abbiamo troppo bisogno di tirare giù la saracinesca.