mercoledì 9 giugno 2010

In nome del burqa: cronache di ordinario razzismo (e sessismo)

Mentre in Francia il Consiglio di Stato deve riconoscere che un divieto assoluto del cosiddetto burqa (velo integrale, niqab ...), non troverebbe "alcuna base giuridica incontestabile", altrove continuano le campagne mediatiche finalizzate alla propaganda dell'odio (come in Catalogna, dove partiti decisamente xenofobi agitano la questione del fondamentalismo islamico in vista delle prossime elezioni autunnali). Anche in Italia il burqa è sempre sula cresta dell'onda, e mentre a Cremona il centrodestra si spacca su come/quando/dove "migliorare" la legge proposta dal gruppo parlamentare della Lega Nord (che nella formulazione non è abbastanza chiara nel proclamare "l'illegalità del burqa"), a Udine un consigliere della Lega Nord, tal Luca Dordolo, dopo aver inutilmente intimato ad una donna a passeggio con figli e marito, di togliersi il niqab, l'ha fotografata con il telefonino e poi ha chiamato la Digos per farla identificare, poiché si stavano dirigendo verso il duomo "obiettivo sensibile". I quotidiani locali riferiscono dell'imbarazzo del consigliere quando è risultato che la donna era "moglie di un ingegnere della Danieli". E se fosse stata moglie di un qualsiasi migrante, operaio possibilmente in nero e senza documenti? La Lega avrebbe esultato insieme ai media, e non è certa la fine che avrebbe fatto lui (pericoloso terrorista) e lei (povera donna vittima del fondamentalismo). La notizia non è recentissima (25 maggio), mi è stata segnalata solo adesso (grazie a Naima) ma si presta a interessanti riflessioni su genere, "razza" e classe, come anche sulla "falsa emancipazione" che ci viene proposta (e di cui parla il volantino distribuito da antirazziste/i solidali con i/le recluse/i nei Cie, qualche giorno fa a Roma, durante l'interruzione della presentazione alla Sapienza del volume Womenomics: perché le donne sono il motore dell’economia, presenti, tra le altre, Isabella Rauti e Giorgia Meloni). Intanto Dordolo imperterrito dichiara di voler lanciare uno slogan: "Sono belle senza il velo, fotografiamole tutte".

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5 commenti:

arduino ha detto...

Militanti politici di gruppi e partiti assolutamente misogini, sessisti e difensori della tradizione patriarcale nazionale si scoprono improvvisamente difensori della libertà femminile quando si tratta delle donne "degli altri".

E come sempre la loro improbabile passione per l'emancipazione femminile si accende stranamente solo rispetto a questioni di abbigliamento.

Un po' di anni fa, ricordo una dichiarazione di Prodi, allora presidente del consiglio, che col suo solito tono conciliante e un po' pretesco "chiedeva" alle donne musulmane di coprirsi il capo, se credevano, ma di non coprire il volto, perchè "per noi è importante..."

Bè, per una volta, trovai che quella di Prodi una posizione davvero ammirevole perchè, invece di accampare il pretesto dell'ordine pubblico facendo leva sulla paranoia del terrorismo, o peggio ancora di ricorrere alla paradossale pretesa di rendere 'obbligatoria' la libertà femminile vietando un capo di abbigliamento, il buon Prodi ammetteva onestamente che si trattava di un NOSTRO bisogno, legato all'importanza che la NOSTRA cultura accorda al "guardarsi in faccia", e quindi chiedeva per favore alle donne musulmane di venire incontro a questa nostra esigenza.

Invece questa strana e rabbiosa passione che muove gli uomini e purtroppo adesso anche alcune donne occidentali in questa crociata contro il velo mi turba moltissimo.

Dico strana passione perchè spesso i promotori della crociata contro il velo si preoccupano solo di quello e non, per esempio, della protezione legale delle donne migranti che hanno subito violenze o dell'istruzione delle figlie dei migranti: ma non voglio con questo sminuire l'importanza dell'abbigliamento.

Anzi, i vestiti sono un elemento importante della libertà e dell'autodeterminazione, perchè hanno a che fare con il corpo e con la sessualità.

Ma se è qualcun altro a strapparti di dosso un capo d'abbigliamento, e non tu decidere autonomamente come e quanto vestirti per esprorre o no il tuo corpo all'aria, al sole e/o agli sguardi delle altre e degli altri, per dargli più o meno libertà di movimento... bè allora si tratta di un gesto che personalmente mi ricorda molto più la violenza sessuale che non la liberazione!

E' per questo che questa smania di "strappare il velo" mi sembra una violenza che in qualche modo offende anche me.

Una volta una donna italiana mi ha raccontato che le sue amiche sudamericane la consideravano una specie di suora per via del suo abbigliamento castigato... chissà come ci sentiremmo noi se per le strade di Rio un movimento politico promuovesse campagne per l'accorciamento delle nostre gonne e l'allargamento delle nostre scollature!!! O magari, come ha fatto la Santanchè, si appostassero di fronte ai luoghi di ritrovo degli italiani per strapparci di dosso a tradimento questi ignobili simboli di repressione sessuale!!

ciao
alessia

marco sbandi ha detto...

Le donne per la destra si dividono in due apparenti categorie : quelle da coprire prima e dopo lo sfruttamento casalingo, quelle da scoprire per i cataloghi dello sfruttamento sessuale e la pubblicita.
In entrambi i casi le donne sono oggetti da usare e gettare, come nella affermazione del precedente re vaticano
secondo la quale dovevano servire la famiglia e sacrificarsi per essa
(sottintendendo che la famiglia si identifica con il marito-padrino).
La legge contro il burqa è in palese
contraddizione con la violenza perpetrata da quella stessa destra (pd incluso) nei cpt oggi cie.
La logica è che l unico modello sociale
autorizzato è quello patriarcale capitalista bianco ai cui rappresentanti
è concesso stuprare impunemente
mentre le altre culture devono essere cancellate come esempi pericolosi di diversita.

marginalia ha detto...

Per Alessia e Marco Sbandi: potete perdonarmi? Difficile crederci ma ho visto realmente i vostri commenti solo ora. Sono stata all'estero da dove ho continuato a seguire il blog in modo più frammentario e veloce del solito. Ora sono praticamente rientrata in Italia da pochissimo e già in partenza. Mi dispiacerebbe rispondere frettolosamente ai vostri commenti (che toccano questioni importanti), mi date ancora un po' di tempo? Intanto vi ringrazio del contributo alla discussione
a presto

uniroma.tv ha detto...

Ciao, siamo la redazione di Uniroma.tv. Visto il tema del blog potrà interessarti il nostro servizio sulla presentazione del libro
"la bella,la bestia e l'umano" di Maria Rivera,tenutasi alla facoltà di scienze della formazione di Roma tre.
http://www.uniroma.tv/?id_video=18442
A presto!

Marginalia ha detto...

Grazie carissime della segnalazione, mi interessa molto il vostro video! Ora lo guardo, intanto ancora grazie della segnalazione ... che spero sia solo la prima di una lunga serie ;-)