sabato 19 luglio 2014

ZapruderWorld / Online il primo numero!

Online il primo numero di ZapruderWorldThe Whole World is Our Homeland: Italian Anarchist Networks in Global Context 1870-1939, la nuova rivista legata al progetto Storie in Movimento di cui qui in Marginalia si è già parlato più volte (qui, quo, qua). Di seguito una breve presentazione a cura della redazione, da far circolare per mari e monti, thanks //Zapruder World, a digital, open source, thematic, international journal dedicated entirely to the history of social conflct is now online (www.zapruderworld.org/) with its inaugural issue on "Italian Anarchist Networks in Global Context:1870-1939." The second issue, entitled "Transformations without Revolutions? How Feminist and Lgbtqi Movements Changed the World" is under way. Upcoming themes and calls for publications will be announced regularly. Everyone is invited to not only contribute but also to participate actively in this project. Zapruder World is the brainchild of the now international network of activists and scholars called Storie in Movimento (SIM). We imagine Zapruder World to be a digital journal and a network of historians and social activists spread through different places, countries and continents, which will explore the many forms of social conflict and reconsider the notion of social conflict itself. In so doing, our aim is simultaneously to transform the way we look at history, the way historical research is organized, and the way historical knowledge is transmitted from one generation to another. Please circulate widely! ZapruderWorld editorial board
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giovedì 3 luglio 2014

lunedì 30 giugno 2014

Paola Tabet / Le dita tagliate

Sarà in libreria il 9 luglio, nella collana sessismoerazzismo di Ediesse il nuovo libro di Paola Tabet, Le dita tagliate. Dalla scheda dell'editore: "Perché Le dita tagliate? Il titolo si riferisce a un dato: se le dita delle bambine dei Dugum Dani della Nuova Guinea si possono tagliare come donazione nelle cerimonie funebri – tranne il pollice e uno o due dita che basteranno loro per svolgere i lavori destinati alle donne – possiamo metaforicamente dire che tutte le donne hanno le dita tagliate? Sì, perché esiste ancora e largamente un gap tecnologico tra uomini e donne, un gap che appare chiaramente fin dalle società di caccia e raccolta, e che con l’evoluzione tecnica si è allargato a forbice e continua in varie forme nelle società industrializzate. Bisogna allora ricercare i fattori oggettivi, le costanti della divisione sessuale del lavoro e del rapporto di classe tra donne e uomini. Un rapporto di classe costitutivo nel cui ambito si pone lo scambio sessuo-economico che caratterizza l’insieme delle relazio ni sessuali tra uomini e donne. La transazione economica infatti non riguarda la sola prostituzione: la prostituzione non è un fenomeno separato, ma vi è un continuum di scambio sessuo-economico che va dai rapporti matrimoniali fino alle forme più comuni di prostituzione. E questo non solo nelle società africane o extraeuropee, ma anche in Europa e Nord America. Le attuali trasformazioni sociali nel rapporto tra i sessi rimettono in causa la dominazione maschile o piuttosto si tratta di una nuova configurazione di questa dominazione? Chi porta il peso di questa trasformazione e chi ne trae profitto? Paola Tabet ne discute nell’intervista (fattale da Mathieu Trachman) che conclude il libro: quale sarà la possibilità di una sessualità egualitaria, fuori cioè da ogni condizione di oppressione, senza costrizioni, una sessualità libera di esprimersi, di sperimentare, non legata alla divisione tra i sessi e alle relazioni di potere? Una possibilità difficile e complessa finché permane in qualche modo un dominio maschile"
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martedì 17 giugno 2014

Habemus gender!

Sul sito di Intersexioni (tra l'altro impegnat@ nella campagna di autofinaziamento per The Interface Project), alcuni degli interventi presentati al convegno internazionale Habemus gender! Deconstruction of a Religious Conunter-Attacck, e tra questi la traduzione di una versione abbreviata dell'intervento di Sara Garbagnoli (già anche in Euronomade), Performace e performatività de "la teoria-del-genere" tra Francia e Italia. Buona lettura e riflessioni
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venerdì 13 giugno 2014

La razza al lavoro / Una recensione

Sull'ultimo numero di Zapruder, Movimenti nel Mediterraneo, è stata pubblicata anche la mia recensione al volume La razza al lavoro, curato da Anna Curcio e Miguel Mellino. Per chi fosse interessat@ ho caricato il pdf nella mia pagina in Academia.edu
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venerdì 30 maggio 2014

Movimenti nel Mediterraneo

Con molta gioia annuncio l'uscita del 33esimo numero di Zapruder, a cura di Andrea Brazzoduro e Liliana Ellena, Movimenti nel Mediterraneo. Relazioni, scambi, conflitti. Di seguito trovate indice , mentre sul sito di Sim tutte le info per sostenere questo progetto che,val la pena ricordarlo, è frutto del lavoro di un gran numero di persone, interamente autofinanziato e dal quale nessun@ trae alcun profitto se non quello dell'esistenza di uno spazio di espressione autonoma. Buona lettura // EDITORIALE: Andrea Brazzoduro e Liliana Ellena, Rovesciare la carta. Giochi di scale / ZOOM: Ilham Khuri-Makdisi, Migranti, lavoratori, anarchici. La costruzione della sinistra in Egitto, 1870-1914 / Emmanuel Blanchard, Massacro coloniale alla Nazione. Parigi, 14 luglio 1953 / Natalya Vince, «È la Rivoluzione che le proteggerà». Movimenti delle donne e “questione femminile” in Algeria e Tunisia / IMMAGINI: Giacomo Mirancola, Il Mediterraneo dalla soglia siciliana (a cura di Ilaria La Fata) / Patrick Altes, Una storia di rivoluzioni / SCHEGGE: Stéphane Dufoix, Diaspora. Metamorfosi di una parola globale / Vanessa Maher, «New Times and Ethiopians News». L’antifascismo e l’anticolonialismo di Sylvia Pankhurst e Silvio Corio / Renata Pepicelli, Le donne nei media arabi a due anni dalle rivolte. Pluralità di modelli e molteplicità di sfere pubbliche / Nicoletta Poidimani, Ius sanguinis. Una sintesi di dominio maschile e dominio razziale / LUOGHI / Enrico Grammaroli e Omerita Ranalli, Il Circolo Gianni Bosio di Roma / ALTRE NARRAZIONI: Davide Oberto, L’immagine latente. Rappresentazione e memoria nel lavoro di Joana Hadjithomas e Khalil Joreige / Jolanda Insana  , Giufà chi? / VOCI: Elisa A.G. Arfini, Paola Di Cori e Cristian Lo Iacono, Dialogo su questi strani tempi (a cura di Marco Pustianaz) / INTERVENTI : Vincenza Perilli, Desiring Arabs. L’occidente, gli arabi, l’omosessualità / Lia Viola, Utopie in movimento. Riflessioni sull’attivismo lgbti in Africa orientale / RECENSIONI: Fabrizio Billi (Margherita Becchetti, L’utopia della concretezza. Vita di Giovanni Faraboli, socialista e cooperatore), Salvatore Cingari (Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, Altri dovrebbero aver paura. Lettere e testimonianze inedite), Vincenza Perilli (Anna Curcio e Miguel Mellino, a cura di, La razza al lavoro) Renate Siebert (Quinn Slobodian, Foreign Front. Third World Politics in Sixties)
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domenica 25 maggio 2014

L'amore ai tempi dello tsunami

L'amore ai tempi dello Tsunami. Affetti, sessualità e modelli di genere in mutamento, a cura di Gaia Giuliani, Manuela Galetto e Chiara Martucci (Ombre corte, 2014), e con saggi di Porpora Marcasciano, Laura Fantone, Alessia Acquistapace, Elisa A.G Arfini, Giulia Selmi, Krizia Nardini, Chiara Bassetti, Daniela Crocetti, Laura Schettini, Cristian Lo Iacono, Mino Degli Atti, Liana Borghi. Dalla quarta di copertina: " Da tempo è in atto uno tsunami che travolge i modelli tradizionali di coppia, sessualità e ruoli di genere. Anziché attendere la quiete per contare le vittime, le autrici e gli autori di questo volume ne cavalcano le onde, restituendo racconti di esperienze eccentriche, fluide, molteplici e in continuo mutamento. pur diversi per collocazione disciplinare e forma narrativa, i contributi qui raccolti sono tuttavia accomunati da un esplicito posizionamento autoriflessivo, sullo sfondo delle grandi contraddizioni e trasformazioni del nostro tempo. Ne risulta ina polifonia di voci che restituisce una visione originale e articolata degli affetti, del desiderio e dei modelli di genere e sessualità vissuti in un contesto di precarietà, non solo economica e lavorativa ma fondamentalmente esistenziale. Riflessioni e ricerche di un lavoro corale che non si limita a fotografare e analizzare l'esistente, ma indica le strategie necessarie per mettere in discussione l'ordine delle cose, evocando una dimensione del pensare e dell'agire che da individuale diventa collettiva, assumendo così rilevanza sociale e politica".  // L'immagine è un particolare di Seven in Bed di Louise Bourgeois (2001) 
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martedì 20 maggio 2014

Dall'abolizione all'azione affermativa: 126 anni di relazioni e gerarchie razziali in Brasile

Presso il Dipartimento di Filosofia, sociologia, Pedagogia e Psicologia dell'Università di Padova (Fisppa - Aula 1 - via Cesarotti 11 - Padova), giovedì 22 maggio alle ore 10.30 seminario con il prof. Livio Sansone (Universidade Federal da Bahia, Brazil), Dall'abolizione all'azione affermativa: 126 anni di relazioni e gerarchie razziali in Brasile. Dalle ore 14.00 alle ore 17.00, Livio Sansone incontra InteRGRace (con Annalisa Frisina, Gaia Giuliani,Vincenza Perilli e Tatiana Petrovich Njegosh). More info: http://www.intergrace.it/?page_id=127
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giovedì 15 maggio 2014

InteRGRace / La sottile linea bianca. Intersezioni tra razza, genere e classe nell’Italia postcoloniale

Rinviando al sito di InteRGRace per il programma di appuntamenti e iniziative dei prossimi mesi, per intanto segnalo che mercoledì 21 maggio 2014, presso il Dipartimento di Filosofia e Comunicazione (Aula Rossa, terzo piano - via Azzo Gardino 23 - Bologna) dalle 16 alle 19, InteRGRace organizza discussione intorno alla tavola rotonda, a cura di Gaia Giuliani pubblicata in  Studi Culturali (n. 2, 2013) con il titolo La sottile linea bianca. Intersezioni tra razza, genere e classe nell’Italia postcoloniale . Introducono: Patrizia Violi (TraMe, Università di Bologna), Cristina Demaria (Co-direttrice “Studi Culturali”, Università di Bologna) Modera: Gaia Giuliani (Università di Bologna, InteRGRace). Intervengono: Sonia Sabelli ( Quale razza? Genere, classe e colore in Timira e L’ottava vibrazione) Tatiana Petrovich Njegosh (La linea del colore nella cultura di massa), Devi Sachetto (La gestione e la produzione delle differenze: razza e razzismo nei processi lavorativi italiani). Discutono: Vincenza Perilli (InteRGRace) e Gaia Giuiani
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domenica 11 maggio 2014

Zapruder / Riunione di redazione a Torino

Sabato e domenica prossimi (17 - 18 maggio 2014) riunione di redazione di Zapruder, presso l' Ardp (Archivio delle donne in Piemonte - via Palazzo di Città, 20). Ricordiamo che le riunioni redazionali di Zapruder sono aperte a tutt* i/le soci/socie di Storie in movimento (anche se ovviamente il diritto di voto spetta solo ai membri della redazione). Per maggiori info su orari e ordine del giorno consultare il programma dettagliato nel sito di Sim. Ci vediamo ;-)
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mercoledì 7 maggio 2014

Noi che amiamo bell hooks

Via Sud De-genere, la traduzione di un'interessante intervista di Stephanie Troutman a bell hooks, pubblicata originariamente in thefeministwire il 14 marzo scorso. Buona lettura // Articoli correlati in Marginalia QUI Continua...

sabato 3 maggio 2014

Vita materiale e parole che ti uccidono

Sull'ultimo numero di Letterate Magazine, la rivista online della Società Italiana delle Letterate, (n. 94, 2014) una recensione di Clotilde Barbarulli (che ringraziamo) a Non si nasce donna. Percorsi testi e contesti del femminismo materialista in Francia (a cura di Sara Garbagnoli e Vincenza Perilli, Alegre / Quaderni Viola, 2013). Prima di lasciarvi alla lettura vi ri-segnaliamo i link delle altre recensioni a Non si nasce pubblicate finora (rispettivamente di Silvia Nugara per Iaph Italia, di Alessandra Pigliaru per Il Manifesto e di Paola Guazzo per il Guazzington Post) che non sono poche  per un volume che non è per tutti i palati (anche femministi) ... Buona lettura! //Ai primi di marzo è morta Nicole-Claude Mathieu, femminista lesbica materialista che ha condotto fin dagli anni Settanta un’analisi radicale antinaturalista dell’eterosessualità intesa come regime politico fondato sulla gerarchia tra i sessi, tra le autrici raccolte nel volume Non si nasce donna.Il lavoro suo, come quello del gruppo, in Italia è poco conosciuto, soprattutto per la prevalenza del paradigma della differenza sessuale, perciò questa ricerca su teoriche che hanno segnato profondamente il femminismo francese e possono suscitare molti interrogativi, è importante. Il riferimento di partenza è la celebre frase di Simone de Beauvoir volta ad indicare che “la donnità è segnata da un ruolo a lungo subalterno e dal monopolio maschile della tradizione simbolica”. Le femministe del gruppo, impegnate in un radicale antiessenzialismo, si sono raccolte nel 1977 intorno alla rivista Questions Féministes che – contaminata da varie influenze, fra cui il  marxismo, la psicanalisi, le teorie anticoloniali e il movimento afroamericano – intende mantenere un forte legame fra teoria e “femminismo-movimento”, tra ”rivoluzione della conoscenza” ; “rivoluzione della realtà sociale” (Perilli). Colette  Guillaumin definisce le analisi delle pensatrici del gruppo (Christine Delphy, Nicole-Claude Mathieu, Paola Tabet e Monique Wittig ) come una “rimessa in questione delle ‘evidenze’, forma sacralizzata dell’ideologia” con riferimento al sesso e alla razza che dicotomizzano lo spazio sociale. Rivisitando il pensiero marxista, analizzano l’intreccio tra rapporti materiali e di senso nelle relazioni di dominio da cui nasce la naturalizzazione che s’iscrive efficacemente nei corpi, nel linguaggio, nelle categorie mentali e istituzionali. In realtà   il sesso e la razza non emergono come un dato, un’essenza, ma come un marchio (l’equivalente del feticcio marxiano) che nasconde e cristallizza i presistenti rapporti di dominio e sfruttamento. Le curatrici intendono con questo libro colmare il vuoto esistente in Italia su tali autrici,come evidenzia la bibliografia allegata,  e dar conto di un paradigma che da dieci anni dialoga con una nuova generazione di femministe, nell’intreccio con il Black Feminism, gli studi gay e lesbici, l’approccio queer e gli studi postcoloniali. Allo scopo offrono articoli inediti in italiano con brevi introduzioni: dal saggio di Di Cori sull’invenzione statunitense del French Feminism alla riflessione sul genere di Delphy, dall’antropologia materialista di Mathieu alla costruzione sociale della disuguaglianza tra i sessi di Tabet; fino al linguaggio fatto di “parole che ti uccidono”  in quanto veicola l’ordine straight (intreccio delle nozioni di normalità, rettitudine, ordine e eterosessualità) del pensiero per Wittig. Interessante in particolare appare Guillaumin per la sua critica al  concetto di differenza perché nasconde l’ideale secondo cui “tutti appartengono allo stesso universo, ma in termini di differenti forme dell’essere, per sempre fissate”, perciò mette in guardia di fronte alla sostanziale ambiguità del “diritto alla differenza culturale” (1980). Già nel 1972, come sottolinea Siebert,  anticipa sia alcune impostazioni postcoloniali considerando l’ideologia razzista “una organizzazione percettiva della individuazione del simile e del differente”, lo “stato cristallizzato di un immaginario”, sia altre tematiche cruciali, quali  i dibattiti tra posizioni femministe bianche/occidentali e posizioni postcoloniali, tra femminismo del privilegio e femminismo della “classe delle donne”: negli odierni processi le conquiste dell’emancipazioni femminile nei paesi ricchi sono state pagate con lo sfruttamento delle immigrate e Guillaumin può aiutare; a riflettere ulteriormente sull’uso politico del concetto di differenza nei movimenti delle donne, nella tensione fra liberazione individuale e liberazione collettiva per focalizzare la coscienza di classe. Mathieu, evidenzia Ribeiro Corossacz,; ha studiato le donne come una comunità di oppressione attraversata da altre forme di gerarchizzazione (la classe, l’etnia, la sessualità…) e socialmente percepita come “un gruppo naturale specifico”. Sottolinea, come Tabet, la vocazione comparativa dell’antropologa per allargare il senso delle possibilità umane illustrando modi diversi “per ciò che riguarda la categoria sociologica di sesso e i rapporti tra i sessi”. Fin dai primi anni Novanta ha criticato però le correnti queer del femminismo, in particolare Butler, per il rischio che nascondino le condizioni materiali oggettive dei rapporti di oppressione delle donne e  non  indaghino le possibilità di agire dei soggetti sessualmente minoritari. Verrebbe cioè lasciata in secondo piano l’organizzazione del sesso sociale che continua a poggiare sull’oppressione, privilegiando gli aspetti simbolici, discorsivi e periodici del genere a scapito della realtà materiale e storica. Se ogni rottura epistemologica richiede un vocabolario nuovo ,e, come invita Wittig, occorre passare al vaglio ciascuna parola, “scuotere il linguaggio nel caleidoscopio del mondo, e, nella misura in cui lo si scuote, operare rivoluzioni nella coscienza” (1992), questo libro stimola a riflettere anche oggi su teoria, parole, esperienze, contribuendo a creare “i germi” di una “rivoluzione cognitiva, ovvero politica”, per non dimenticare mai i rapporti materiali che sottendono qualsiasi problematica (Clotilde Barbarulli, LetterateMagazine, n. 94, 2014).
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