lunedì 19 maggio 2008

Contro ogni fascismo



Verona, 17 maggio 2008*

______________________________

Rinvio a :

Squadrismo a Verona
Un omicidio terribilmente politico
Enciclopedia della neolingua: Ideologie
Verona 17 maggio
Memoria per dimenticare
Forza Nuova e gli assassini di Verona
Report e foto

* Grazie a Martina Guerrini per avermi inviato questa foto della manifestazione antifascista di sabato, alla quale mi è stato impossibile essere fisicamente. E grazie per averla scattata nel quartiere Veronetta, quartiere "migrante" della città. Il quartiere che il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, vorrebbe "ripulire".
Le sue strade sabato sono state attraversate da due cortei, quello antifascista indetto dall'Assemblea cittadina e quello promosso dal Coordinamento migranti di Verona.
Mi dicono che, dalle finestre, la gente applaudiva.
.

giovedì 15 maggio 2008

L'estraneo tra noi. La figura dello zingaro nell'immaginario italiano

Oggi a Napoli una manifestazione delle reti antirazziste ha denunciato gli assalti di questi giorni ai danni di vari campi nomadi nella periferia orientale della città innescati dal presunto tentativo di rapimento di una bambina da parte di una "zingara".
Ed è l'immagine del rapimento di un bambino da parte di una carovana di zingari - un'illustrazione di Achille Beltrame per un numero del 1909 de La Domenica del Corriere - che campeggia nel manifesto della mostra curata dal Centro Furio Jesi dal titolo “L’estraneo fra noi. La figura dello zingaro nell’immaginario italiano”.
La mostra, che ripercorre l’antigitanismo nella società italiana tra Ottocento e Novecento attraverso pagine di giornali, copertine di riviste, romanzi e libri per l'infanzia, fotografie, documenti scientifici e altro materiale, verrà inaugurata domani pomeriggio alle 18 a Bologna, all’Archiginnasio di piazza Galvani 1, con la partecipazione - tra gli altri - del curatore Mauro Raspanti.
Nella nota introduttiva al catalogo della mostra si sottolinea come " A lato di quelle figure concrete, con le loro abitudini e i loro comportamenti, con i loro pregi e i loro difetti, che oggi chiamiamo Rom e che almeno dal 1422 fanno parte a tutti gli effetti della storia italiana, esiste un'altra figura che si affianca loro e che spesso si sovrappone alla realtà: l'immagine dello "zingaro". Termine ancor oggi dall'etimologia controversa, ma che indubbiamente nel corso del tempo ha condensato in sé una seria di stereotipi, quasi sempre negativi [...]. Questo termine è qui utilizzato consapevolmente nella sua carica straripante di pregiudizi, e che in questo contesto riteniamo pienamente legittimo. Lungi dal definire un'essenza della cultura Rom, rimanda piuttosto a un rapporto fra due entità egualmente costruite: il buon cittadino italiano e la sua controparte negativa, il nomade zingaro senza patria. In questo complesso gioco relazionale, i Rom diventano l'emblema del non cittadino, dello straniero interno, di cui non ci si può fidare, la cui sola presenza genera insofferenza e inquietudine e diventa essa stessa ingombrante e da eliminare".
Ed è questa figura dello "zingaro" che la mostra indaga, attraverso i vari "sguardi" che dall'Ottocento a oggi l'hanno "costruita" e definita come "estranea": dallo sguardo della stampa popolare (di cui l'illustrazione di Beltrame è un esempio), dallo sguardo scientifico (tra gli altri Cesare Lombroso in L'uomo delinquente), lo sguardo razzista (con, ad esempio, diversi articoli tratti da La difesa della razza), allo sguardo letterario (il romanzo Zingari di Mario Almirante, padre del più noto Giorgio) allo sguardo dei media. E di questi ultimi (da La Padania passando per La Repubblica a Il Secolo d'Italia) viene seguito il filo rosso di quello che sembra essere uno dei più tenaci stereotipi riguardanti gli "zingari" come "ladri di bambini". "E' come un fantasma in sonno, periodicamente destato da "notizie" che, opportunamente diffuse dai mass media, diventano leggenda metropolitana, passaparola linguacciuto, senso comune. Durante l'estate dello scorso anno si è consumato l'ultimo episodio di isteria collettiva. Su una spiaggia di Isola delle Femmine, alle porte di Palermo, un gruppetto di nomadi "invade" uno stabilimento balneare per chiedere l'elemosina. E' sabato pomeriggio, e la spiaggia è piena di bambini. Uno di questi si avvicina incautamente a Maria Feraru, 45enne cittadina romena residente nel trapanese. Una donna inizia a urlare, attirando l'attenzione dei presenti. Sarà lei a sostenere che la "zingara" aveva nascosto il bambino sotto la gonna. Dopo una breve fuga, l'accusata viene catturata dai carabinieri e tradotta in carcere". Qualche giorno dopo il caso si smonta, la donna viene rilasciata ma se "il caso è chiuso [...] i giornali ne avevano già spolpato la carcassa, mentre il veleno correva anche sulla rete". E se "la diceria che gli zingari rubino i bambini non trova riscontro nella giurisprudenza italiana [...] la credenza permane nell'immaginario collettivo, e il comportamento della stampa non aiuta a sradicare questo luogo collettivo".
Un titolo de La Padania (31 Luglio 2007): Emergenza nomadi. Ladri di bambini sulle nostre spiagge ...



Dal 16 maggio al 21 giugno.
Info: Scuola di Pace 051 491953

_____________________________

Articoli correlati in Marginalia:

Disimparare il razzismo
Il delirio razzista
La pelle giusta
.

domenica 11 maggio 2008

Lastregadabruciare

Ieri pomeriggio le amiche e compagne di a/matrix hanno voluto ricordare, con un incontro alla Casa Internazionale delle donne, Ornella Serpa, morta improvvisamente venerdì scorso in un pronto soccorso romano. E in questi giorni l'hanno ricordata in tant*, tutt* coloro che avevano condiviso con lei - magari anche senza conoscerla personalmente -, un pezzetto della sua vita, delle sue battaglie: donna non-biologica, attivista sex worker, femminista ...
Frammenti che ricompongono un'esistenza: qualcun* la ricorda tra le prime militanti di Facciamo Breccia, altre alla manifestazione romana del 24 novembre scorso quando con altre impedisce la presa del palco da parte delle "ministre" [1], altr* ancora per gli articoli non scontati scritti su Liberazione. Dalle foto guarda (ancora) curiosa. Interroga.
Come ci ricordava qualcuna ieri sera via mail, Ornella era anche iscritta con un nick "inconfondibile" nella mailing list del gruppo di lavoro sul razzismo nato da Flat : lastregadabruciare.
Un altro pezzetto. A colmare (un poco) il vuoto.


[1] Del resto Ornella era stata tra le firmatarie dell'appello che aveva portato alla manifestazione del 24 novembre.

________________________________


Giovedì 15 maggio dalle ore 19.30 a Bologna da Betty&Books (Via Rialto 23/a ), Sexyshock, Mit, Comitato per i diritti civili delle prostitute, Fuoricampo Lesbian Group e Antagonismo gay invitano tutt* a una serata per ricordare Ornella: proiezioni, letture e chiacchiere.

Un'occasione speciale per ricordare Ornella, una donna coraggiosa che non c'e' piu'.
Non una commemorazione, ma la voglia e l'esigenza di fare un piccolo di gesto, come molt@ in Italia hanno fatto e faranno, per rendere visibile e pubblico un percorso individuale e le tante imprese collettive ricche, importanti, conflittuali, articolate che lei ha attraversato.

Ornella, insieme a tant@ altr@, si e' battuta per inventare nuovi diritti: esponente importante del movimento trans, attivista per i diritti delle sex workers, femminista, occupante di case, e molto altro.

Proiezione:
la voce di Ornella in Ni Coupable, Ni Victime, un video box realizzato durante le conferenza europea per i diritti delle sex worker in Europa.
.

martedì 29 aprile 2008

"Volevate braccia, arrivano persone": no ai confini, no alla precarietà, no alle nuove ineguaglianze


Questa foto [1] dello striscione - che ho trovato bello - dello spezzone migrante di Brescia alla manifestazione del 25 aprile a Verona, mi è sembrata l'immagine giusta per rinviare al MayDay, la manifestazione transnazionale di migranti e precari che si terrà anche questo primo maggio in varie città europee, e tra queste Milano [2].
Una giornata per mettere al centro la lotta contro la diffusa precarizzazione dei/delle "giovani" (termine che ha oramai poco a che fare con l'effettiva età anagrafica, si è giovani, in quanto precari, anche a 40anni) e la discriminazione contro i/le migranti in tutta Europa e non solo. Quest'anno saranno, significativamente, i/le migranti ad aprire la manifestazione.
Una bella occasione per continuare a stabilire relazioni e momenti di lotta comuni tra precari e precarie, nativi/e e migranti ... [3].
Io stavolta non ci sarò fisicamente, perché già da tempo mi ero impegnata a partecipare ad un'altra interessante (e credo utile) esperienza e cioè il laboratorio di genere e intercultura Incontrar/si: etica, politica a poetica dell'incontro, che si terrà a Prato dall'1 al 4 maggio 2008 (a Villa Fiorelli, Parco di Galceti).
Qui di seguito il programma se, dopo la manifestazione di Milano, qualcun* vuole raggiungerci:


Giovedì 1 maggio
Sistemi di rappresentazione
Ore 9,30-10,45
Renato Busarello: “Violenza e costruzione del maschile”
Anna Passarini: “Mi vedo in Televisione e dunque Sono: Rappresentazione e identità”
Ore 10,45-11,15
pausa caffè
formazione di 2 gruppi di discussione
Ore 11-13
1° gruppo con Renato Busarello e Lorenzo Bernini
2° gruppo con Anna Passarini, Elisa Coco, Francesca Manieri
Ore 13 pranzo
Ore 15-17
Continuazione dei workshop
Ore 17,30-18,30
Federica Frabetti: "Spettri del queer. La queer theory tra performatività e disorientamento"
Ore 20 CENA
Ore 21,30
La quarta via. Incontro con la scrittrice Kaha Mohamed Aden

Venerdì 2 maggio
Narrative dell’alterità
Ore 9,30-10,45
Anna Maria Crispino: “Trasposizioni di Rosi Braidotti”
Ambra Pirri: “Perché Mahasweta Devi”
Ore 10,45-11,15
pausa caffè
formazione di 2 gruppi di discussione
Ore 11-13
1° gruppo “Al cuore di un’agenda etica” con Anna Maria Crispino
2° gruppo “11°: Non addomesticare l’altro” con Ambra Pirri, Alessandra Marino,Vincenza Perilli
Ore 13 pranzo
Ore 15-17
Continuazione dei workshop
Ore 17,30-18,30
Fabrizia Di Stefano: "L’in-contro e l'oggetto. Il molteplice della differenza sessuale alla prova delle relazioni"
Ore 20 CENA
Ore 21,30
Incontri ravvicinati di altro tipo. Festa organizzata dalle Fiorelle Acrobate

Sabato 3 maggio
Ore 9,30-12,30
Discussione sui temi dell’incontro
con Clotilde Barbarulli e Liana Borghi
Ore 13 pranzo
Ore 15-17,30
Sarah Ahmed: "Multiculturalism and the Promise of Happiness/Multiculturalismo e la promessa della felicità
Ore 18-19,30
Stesura delle mappe concettuali sugli argomenti trattati
Ore 20 CENA
Ore 21,30
Incontro con la scrittrice Igiaba Scego

Domenica 4 maggio
Ore 9,30-13,00
Incontrarsi. Discussione sui temi dell’incontro e sulle mappe, coordinano le Fiorelle Acrobate

Per prenotazioni (è possibile anche pernottare il 30 aprile)
e informazioni:
Liana Borghi, e-mail liborg@unifi.it
cell. 338 6237094
oppure Clotilde Barbarulli,
CNR 055/452841; 055/486152
Materiali di studio e costi di partecipazione reperibili su http://xoomer.alice.it/raccontarsi

______________________

[1] Per la foto (e non solo ...) grazie a Martina Guerrini
[2] Concentramento in piazza Ticinese, ore 15
[3] La lunga lista delle auspicabili alleanze continua ...
.

venerdì 25 aprile 2008

Staffetta antifascista

Posted by Picasa

Bologna, Piazza dell'Unità, 25 aprile 2008

_______________________

Articoli correlati in Marginalia:

Eredità partigiane
Il delirio razzista
La Battaglia della Bolognina sessantatre anni dopo



Eredità partigiane



Vincenza Perilli, L'eredità dei partigiani, in Portici, n . 4/5 2006 [1]

A compimento di una lunga, complessa e travagliata genesi, che rimonta alla volontà espressa dai partigiani all’indomani della Liberazione, è stato finalmente istituito il Museo della Resistenza di Bologna che, dopo una cerimonia d’apertura il 21 aprile di quest’anno, vedrà concluso il suo allestimento in autunno con un’inaugurazione prevista per il 7 novembre. Collocato negli spazi attigui all’Istituto Storico Parri che ha trovato nuova sistemazione per i suoi archivi, biblioteca e mediateca nei locali recentemente ristrutturati dell’ex convento di San Mattia in via S. Isaia 20, il Museo si propone come luogo non solo di conservazione museale, ma anche – e soprattutto – di ricerca e attività didattica e divulgativa. Non è casuale, infatti, che nei depliant informativi quattro delle cinque sale che costituiscono gli spazi espositivi del museo, siano denominate “aule”. Come spiega Stefania Vellani, coordinatrice del progetto, i referenti privilegiati del Museo sono, nelle intenzioni, i giovani e soprattutto gli studenti: nei primi due mesi di apertura, il Museo ha visto la presenza di circa 600 visitatori, tra i quali molti giovani e quattro classi, di cui tre superiori e una media inferiore. Ed è stata proprio la scelta di privilegiare questo tipo di utenza, che spesso fatica ad avvicinarsi a questi temi rendendo difficoltosa la trasmissione della memoria storica, che ha determinato precise scelte nel tipo di allestimento prevalentemente virtuale, solo in parte determinate dall’oggettiva difficoltà di reperimento di tracce “materiali” di quell'esperienza.

La prima aula “L’antifascismo prima della Resistenza”, propone il tema nei suoi aspetti nazionali ed internazionali, in particolare per quanto riguarda la Guerra Civile spagnola, che funzionò come vera e propria “palestra” per molti volontari italiani – tra i quali molti bolognesi – che svolsero poi un ruolo fondamentale nella lotta partigiana. Questo tema è illustrato da materiale documentario, di cui solo una piccola parte in originale, da foto e da videomantaggi di filmati dell’epoca che il pubblico può visionare attraverso due postazioni, dalle quali si può accedere anche alla banca data sulla guerra civile spagnola, realizzata dall’IBC e dall’Istituto Storico Parri.

L’aula “La Resistenza dopo la Resistenza”, propone la proiezione, a ciclo continuo, del filmato Ora e sempre … Resistenza in Emilia-Romagna 1945-2005. Realizzato da Luisa Cicognetti, Lorenza Servetti e Pierre Sorlin in occasione del Sessantesimo anniversario della Resistenza e della Liberazione, il filmato è una videoinstallazione che, su tre schermi distinti (“Il contesto 11945-2005”, “In Emilia-Romagna”, “I percorsi della memoria”), ricostruisce la persistenza e le trasformazioni del riferimento alla Resistenza nella successiva storia d’Italia, attraverso materiali visivi della più diversa provenienza: spezzoni di programmi televisivi, documentari come La donna nella Resistenza di Liliana Cavani e il primo documentario sulla Resistenza Lettere di condannati a morte, materiali filmici, frammenti delle prime interviste a partigiani raccolte da Luciano Bergonzini.

Nella terza aula, un’istallazione permette al visitatore di navigare nei modelli virtuali di due tra i più significativi monumenti dedicati ai partigiani e alle vittime antifasciste bolognesi, ovvero il Monumento-Ossario dedicato ai partigiani alla Certosa di Bologna e il sacrario di piazza Nettuno. Questi modelli, che costituiscono le prime applicazioni messe a punto dal Museo Virtuale della Certosa, permettono non solo di percorrere le biografie dei caduti, ma di accedere a un gran numero di documenti, conservati in originale negli archivi dell’Istituto storico Parri, e qui elaborati e resi disponibili alla visione e alla lettura.

Nell’ultima aula, ancora in fase d’allestimento, è ripercorsa attraverso le interviste ad alcuni protagonisti della Resistenza bolognese, i filmati delle forze armate e le più significative immagini dell’archivio dell’Istituto Storico Parri, la vita a Bologna durante i mesi che vanno dall’otto settembre 1943 alla Liberazione avvenuta il 21 aprile del 1945. Alcune postazioni individuali permettono inoltre di consultare vari materiali, come l’intera raccolta di video interviste, alcuni dei più importanti fondi fotografici che illustrano la situazione di Bologna in guerra e il filmato Bound for glory, realizzato nel 1946 dall’Aviazione statunitense per ricostruire l’avanzata delle truppe alleate nel territorio bolognese e che è stato donato dall’Esercito statunitense all’Anpi e all’Istituto Storico Parri.

Infine, la Sala dell'ex Refettorio di San Mattia, è dedicata agli allestimenti temporanei. Dall'autunno questa sala ospiterà anche un programma di iniziative, tra cui una serie di incontri ceh si svolgeranno il mercoledì sera su temi inerenti alla Resistenza, anche in colaborazione co altri musei cittadini.

Il museo, ade ingresso gratuito, è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16 al 19 e il sabato e domenica dalle 10 alle 13. Tel. 051 3397220

________________________


[1] Oramai mi arrendo alla "mancanza di tempo" nonostante i miei continui tentativi di recuperarne un po' facendo tutto quello che altrimenti non riuscirei a fare (soprattutto qui ...) con la mia personale ricetta: sostituire il "fare a tempo perso" con "fare a sonno perso" ...
Mi arrendo e "reciclo" questo mio vecchio articoletto sul Museo della Resistenza per lasciare "traccia" di questa giornata qui in Marginalia, rinviando ai tanti bei post scritti in questa occasione dai/dalle blogger aderenti all'iniziativa lanciata da Mondine.it
Anche perché vorrei raggiungere la "staffetta partigiana" che stamattina porterà per le strade, in bicicletta, attraverso i luoghi della Resistenza, partigiane/i di ieri e militanti antifascisti/e di oggi. Una delle lapidi è nella via dove abito, un'altra poco lontana ricorda Amos Facchini, e poi la Battaglia della Bolognina, Caserme Rosse, Porta Lame...
La giornata si concluderà in Piazza dell'Unità, anche (ma non solo) con canti e danze.
E a proposito di musica vi lascio all'ascolto di Oltre il ponte, scritta nel 1957 da Italo Calvino, nella bellissima versione dei Modena City Ramblers contenuta in "Appunti partigiani". La voce è di Moni Ovadia.
Buona resistenza a tutti/e.



lunedì 21 aprile 2008

Il delirio razzista


Il Delirio Razzista
Giornata di studi
Mercoledì 23 Aprile, ore 21
sala dello Zodiaco, via Zamboni 13, Bologna

La giornata di studi costituisce una tappa all'interno della “primavera antifascista”, insieme di iniziative, promosse dall'Assemblea Antifascista Permanente e da altri gruppi e realtà, che ruota intorno alla storia degli ultimi giorni di aprile e a un rinnovato antifascismo.
Essa vuole essere un momento di confronto e approfondimento su un tema, quello del razzismo, assai complesso e che si intreccia inevitabilmente con altri temi: il fascismo, il totalitarismo, il sessismo, l'autoritarismo. Un'analisi storica di questo tema può servire a una migliore comprensione dei meccanismi di costruzione di quel “delirio razzista” e della sua trasformazione in un progetto politico coerente e totalitario. Il razzismo quindi anche oggi pone ostacoli non facili da superare nella costruzione di un mondo in cui le relazioni tra donne e uomini si basino sulla libertà e la dignità e che consideri la “diversità” una fortuna, una ricchezza.
E' cosa nota, purtroppo, come “sentimenti di intolleranza” siano ben presenti all'interno dell'odierna società e a ogni latitudine. Meccanismi psicologici duri da estirpare trovano nuova linfa nelle scelleratezze di un sistema autoritario sempre in bilico tra Stato di diritto e Stato totalitario. Così accade oggi in Italia, dove leggi xenofobe si affiancano a uno sdoganamento crescente del fascismo, in un clima di paura alimentato ad arte dai mass media in cui anche la Chiesa trova la sua faccia più inquietante, cercando di influenzare ancora “la morale” e attaccando diritti acquisiti.
Le crociate cosiddette “legalitarie” provano così a cancellare l'elementare concetto di umanità, rafforzando uno stato autoritario, massima espressione del “migliore dei mondi possibili”, nonché -si coglie tra le righe- l'unico possibile.
Eppure vi sono sul territorio uomini e donne che non si piegano certo a questa visione degradata della società e portano avanti da soli, in gruppi o in coordinamenti forme di autorganizzazione che sono in grado di intervenire fattivamente e di gettare i semi necessari per invertire una rotta tutt'altro che segnata.
La giornata di studi prende le mosse dalle acute riflessioni sul fascismo e il razzismo di Camillo Berneri, militante anarchico, attivo organizzatore antifascista, morto nella Spagna rivoluzionaria per mano della reazione stalinista, per poi affrontare “il delirio razzista” in alcune delle sue molteplici espressioni.

Interventi di:

Luciano Nicolini – Berneri nel quadro del pensiero libertario
Massimo Varengo - Berneri e l'antifascismo
Mauro Raspanti - L'antigitanismo
Nadia Musolesi - Le leggi razziali del 1938
Vincenza Perilli – Razzismo: una “malattia” soltanto maschile?
Rudy Leonelli – “La razionalità dell’abominevole”: Foucault critico del razzismo

Seguiranno comunicazioni e interventi dell'Assemblea Antifascista Permanente di Bologna e del Coordinamento Migranti.

Promuovono:
Assemblea Antifascista Permanente, Centro Furio Jesi, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Bolognina, Unione Sindacale Italiana, Circolo anarchico Camillo Berneri, Archivio storico della Federazione Anarchica Italiana

_______________________________________

Tra le tante iniziative promosse in questi giorni in altre città segnalo la due giorni Uccisi dalla barbarie sepolti dal silenzio che si terrà a Verona il 25/26 aprile.
Ma invito ancora una volta tutt* a dare un'occhiata anche alle rubriche qui sulla destra. Ci sono tante cose che (per mancanza di tempo o per i miei tempi biblici nel fare nuovi post) trovate segnalate solo lì, da iniziative e appuntamenti (vedi "Bacheca"), a libri secondo me "imperdibili" (le "Letture di Marginalia"), agli appelli (in "Urgenze").
Fare un blog è molto bello ma anche incredibilmente faticoso, soprattutto per chi, come me, non è un/una blogger di "professione" e fa anche altro nella vita. Quindi fatemi contenta, almeno in questo caso andate un po' a destra ;-)
.