venerdì 10 febbraio 2012

Femminismo occidentale e medioorientale a confronto

Nel sito di Jura Gentium.Rivista di filosofia del diritto internazionale e della politica globale, una interessante sezione - a cura di Nicola Fiorita, Orsetta Giolo e Renata Pepicelli - è dedicata ai Femminismi nell'Islam. Da questa sezione, ricca di interventi, materiali e bibliografie, mettiamo per intanto in evidenza - come contributo al dibattito - l'articolo di Sandra Rossetti, Femminismo occidentale e mediorientale a confronto. Buona lettura!
L'immagine è un'opera di Shirin Neshat
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giovedì 9 febbraio 2012

La guerra spiegata alle donne. L'impresa di Libia nella stampa femminile

"Cento anni fa l'Italia mandava le sue truppe alla conquisto della Libia, allora provincia dell'Impero ottomano. In che modo, con quali parole e frasi o silenzi, quella guerra venne presentata alle donne italiane? Molti periodici femminili, che trattavano di moda, abbigliamento e cucina, ma anche di letteratura e arte, pubblicarono notizie dal fronte, esortazioni all'amor di patria, divagazioni storico-letterarie su quel paese mediterraneo che gli italiani stavano invadendo. Quali sentimenti si volevano suscitare nelle lettrici? Quali azioni proporre o incoraggiare?". Così viene presentato sul sito dell'editore il volume (che ci è stato segnalato da Catia Papa, che ringraziamo) di Annalucia Forti Messina, La guerra spiegata alle donne. L'impresa di Libia nella stampa femminile, edito nella Collana di studi della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, volume . In attesa di leggerlo e poterne dunque parlare più diffusamente, vi segnaliamo che nel sito di Biblink, potete leggerne/scaricarne in formato pdf  l'indice, la prefazione e l'elenco dei periodici consultati, oltre che visionare alcune delle illustrazioni che corredano il volume, tratte da periodici conservati nelle collezioni della Biblioteca di storia moderna e contemporanea. Buona lettura.
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martedì 7 febbraio 2012

Di Cie in Cie / Fantasmi si aggirano per la "Fortezza Europa"

Una delegazione si aggira per l´Italia. Viene dalla Tunisia e a differenza di uno spettro ben più famoso, quello che si aggirava tempo fa per l´Europa, è lei a cercare fantasmi. Sono due mamme e quattro papà che cercano i loro figli diventati fantasmi da mesi nel loro viaggio verso l´Europa. 680 è il numero che viene dato da questa delegazione: 680 ragazzi che dopo aver preso una barca nei mesi subito successivi alla rivoluzione tunisina non si sa che fine abbiano fatto. Sono morti? Vivi? Catturati in un sistema detentivo dalle politiche europee di controllo e governo delle migrazioni? Diciamolo pure: sono fantasmi, resi tali da queste politiche. Cercati da una delegazione di genitori che da qualche giorno è a Palermo e ha iniziato un giro per i Centri di identificazione ed espulsione italiani, mentre in un video,dopo la visita al Cie di Trapani, dice a tutte e a tutti noi lo shock che ha provato nel vedere come si trattano gli esseri umani. "Un uomo mi ha raccontato che un poliziotto italiano gli ha rotto la bocca con un calcio. Perché fai così? Spiegacelo? Perché? Se noi non siamo uomini, allora moriamo tutti e lasciamo l´Europa, sola, libera. Il governo italiano non ci dà la possibilità di cercare i miei ragazzi. Tutte le possibilità sono bloccate. Il perché non lo so. Se un uomo italiano ha un incidente in Tunisia, la Tunisia lo dichiara, si espone. Noi qui in Italia siamo diecimila e sembriamo dei cani, delle vacche".Cie per Cie è quello che questa delegazione vuole fare, mentre cercherà ad Agrigento di confrontare con la questura le impronte dei propri figli. E mentre loro cercano fantasmi e ci dicono il loro sconcerto nel trovare ragazzi tunisini ridotti a "cani e vacche", le istituzioni italiane, abituate a scambiarsi impronte con tutti i consolati dei cosiddetti "paesi terzi" quando si tratta di espellere, continuano a non rispondere alla domanda di collaborazione che tutte le famiglie dei "fantasmi" avevano rivolto loro già mesi fa, prima di mandare in Italia questa delegazione: un confronto delle impronte. Ritrovare i fantasmi, e ridargli vita o morte, come solitamente si fa con gli esseri umani. Certo, non c´è alcuno stupore nel vedere che le istituzioni italiane ed europee abituate a trattare come "cani e vacche" i migranti o a renderli fantasmi - che siano vivi o morti, al lavoro regolare o irregolare, con o senza permesso di soggiorno - rimangano mute dinanzi a una richiesta così sconcertante.Lo stupore, invece, ha a che fare proprio con questa richiesta: per la prima volta dei genitori organizzati vengono qui e pretendono che si riconoscano come loro figli dei fantasmi. Li segue, a ruota, la lettera che il sottosegretario del ministero per le Migrazioni tunisino indirizza al governo italiano per proporgli "di intraprendere un´esperienza che porti alla costruzione di un prototipo di rapporti virtuosi sulle migrazioni ", iniziando proprio dalla questione dei dispersi, diventata prioritaria per la Tunisia "perché dobbiamo stabilire che la loro vita conta quanto quella di tutti gli altri, e che non possiamo essere una democrazia senza mettere a disposizione tutti i nostri mezzi per stabilirlo".Uno stupore, perché è un´assoluta novità. Non più la voce di denuncia di alcuni antirazzisti collocati da questa parte della sponda, sempre più isolati e comunque inascoltati, ma parole che dall´altra sponda arrivano qui, chiare nella loro risolutezza a farla finita con le politiche dei fantasmi. E mentre la delegazione continuerà a aggirarsi per l´Italia, forse tutte noi e tutti noi dovremmo lasciarci risvegliare da quello stupore (da Le Venticinqueundici / Articolo all'interno della campagna Da una sponda all'altra: vite che contano).
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domenica 5 febbraio 2012

Il velo nell'Islam. Storia, politica, estetica

Tra qualche giorno sarà in libreria, nella collana Quality Paperbacks di Carocci, Il velo nell'Islam. Storia, politica, estetica, il nuovo volume di Renata Pepicelli, già autrice di Femminismo islamico. Corano, diritti, riforme, pubblicato nel 2010 dallo stesso editore. Con il consenso dell'autrice, che ringraziamo, ne anticipiamo l'indice. Buona lettura.

Introduzione. La questione del velo
Tra Oriente e Occidente: dopo l'11 settembre
Una pluralità di veli
Musulmane non velate

I. Il velo e il Corano
I riferimenti al velo nel Corano
Hijab: la separazione tra dentro/fuori, pubblico/privato
Il versetto della discesa dell'hijab
Le mogli del Profeta
Cenni storici sull'uso del velo fuori dal mondo islamico

II. Veli coloniali. Nord Africa e Medio Oriente tra XVIII e XX secolo
Fantasie coloniali
Gli harem
Il Novecento, il secolo dello svelamento
Il velo anticoloniale delle algerine

III. La rivoluzione velata
Le islamiste: dagli anni settanta a d oggi
Dal Cairo a New York: un velo, tanti significati
XXI secolo: il ritorno delle religioni
Discorsi contro
Discorsi a favore
La prospettiva femminista islamica

IV. Veli postcoloniali. L'Europa del XXI secolo
Islam d'Europa
L'affaire du voile. Il caso francese
La guerra dei simboli
Il caso italiano
L'Italia e la proposta di legge contro il velo integrale
Cosa c'è sotto il niqab?

V: L'estetica del corpo tra sacro e moda
La politica del corpo e la funzione dell'abito
La bellezza nell'Islam
Moda islamica
Veli e islamic fashion
Il mercato online: dagli abiti casual a quelli sportivi
Make-up e prodotti halal

A mò di conclusione
Note / Bibliografia / Indice dei nomi
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giovedì 2 febbraio 2012

Ritratti del conflitto / XYZ. Dieci anni di Zapruder


Dieci anni fa, il 2 febbraio 2002 veniva lanciato in Rete l'appello da cui sorsero l'associazione Storie in movimento (Sim) e la rivista di storia della conflittualità sociale «Zapruder». Da oggi fino al maggio 2013 saranno messe in cantiere una serie di iniziative per festeggiare il decennale. Per cominciare, Sim e «Zapruder» bandiscono il concorso fotografico Ritratti del conflitto. Persone, luoghi e simboli del conflitto sociale dall'antichità ai giorni nostri. Gli/le interessati/e a partecipare possono inviare una fotografia in formato digitale al seguente indirizzo e.mail: concorsofoto@storieinmovimento.org. Ogni fotografia dovrà essere accompagnata da una didascalia in cui siano indicati il titolo, il luogo e la data dello scatto, oltre al nome o allo pseudonimo dell'autore o autrice. I/le partecipanti al concorso possono inviare una sola fotografia a testa. Tutte le fotografie saranno esaminate da una commissione nominata da Sim, che si incaricherà di valutare la resa del tema del conflitto sociale (inteso in senso lato) in immagine. La data di scadenza per inviare le fotografie è il 25 aprile 2012. I/le vincitori/vincitrici saranno avvisati/e entro il 15 maggio e saranno premiati/e durante la grande festa organizzata da Sim sabato 9 giugno 2012 a Roma. La fotografia vincitrice sarà pubblicata su «Zapruder» e sono previsti altri premi targati Sim per altri Ritratti del conflitto ritenuti particolarmente belli e degni di segnalazione. In occasione della festa di Sim saranno esposti alcuni degli scatti selezionati, mentre tutte le fotografie inviate saranno esposte nella mostra allestita nel suggestivo paesaggio che ospiterà l'ottava edizione del Simposio estivo di storia della conflittualità sociale (Monte del Lago, 26-29 luglio 2012).
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martedì 31 gennaio 2012

La vendetta del burqa ( ovvero come la "madam post - coloniale" Daniela Santanchè è stata infine rinviata a giudizio per diffamazione)

Daniela Santanchè è stata rinviata a giudizio per diffamazione dal gup di Milano per aver offeso "la reputazione e l'onore" (così si legge nel decreto che ne dispone il giudizio) di una donna italiana convertita all'Islam nel corso della trasmissione televisiva Iceberg, il 21 settembre del 2009. Il giorno prima, la stessa Santanchè aveva messo in scena una vera e propria cerimonia di svelamento post-coloniale, quando a Milano aveva tentato di strappare il velo ad alcune donne musulmane che si recavano ad una festa per i festeggiamenti di fine Ramadan, dichiarando poi di essere stata vittima di un'aggressione da parte dei "fondamentalisti islamici", notizia che, seppur smentita da un video, aveva generato titoli deliranti su molti quotidiani, come l'indimenticabile Per festeggiare il Ramadan picchiano la Santanchè (Il Giornale). Ora arriva questo rinvio a giudizio per diffamazione, che sebbene non annulli il pericolo enorme rappresentato dalla circolazione a piede libero di un simile personaggio, ci fa comunque piacere. In tempi di crisi bisogna sapersi accontentare.
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lunedì 30 gennaio 2012

Angela Davis / Forever


Così, semplicemente perché qualche giorno fa è stato il suo compleanno. Happy Birthday, Angela Davis! Continua...

venerdì 27 gennaio 2012

Class, Gender and Italian bourgeois women between the metropole and colonial Libya (1900-1940)

In attesa degli atti pubblichiamo l'abstract di uno degli interventi presentati al convegno internazionale Femmes et genre en contexte colonial, che come vi avevamo segnalato si è svolto a Parigila scorsa settimana. Si tratta della relazione di Barbara Spadaro (grazie!), The very enjoyment of Whiteness. Class, Gender and Italian bourgeois women between the metropole and colonial Libya (1900-1940), che non traduciamo in italiano per mancanza di tempo (ma, a differenza del francese, sembra che oramai l'inglese lo parlino tutte/i ... o no?) Buona lettura!
"This paper investigates how representations and self-representations of Italian bourgeois women were implicated in the construction of Whiteness in colonial Libya. I will focus on the urban middle and upper class that moved between Italy and Libya, analyzing how this colony entered in the redeployment of gender and class identities. I argue that the concept of Whiteness and its class connotations describes these new identities better than the one of national identity.The possession of this specific colony liberated Italian élites from the anxieties of being confusedwith other Southern European and Mediterranean populations fault of the backwardness of most of nationals. The Italian bourgeoisie could finally perform its white and European identity studying, patronizing and civilizing Italy’s new colonial subjects as it did with southern and rural domestic populations.At the same moment, colonial setting also contributed in shaping Italian gender roles and identities. Images of bourgeois women were extensively used in the official visual representation of the colony, such as in the documentation of Ladies’ charity towards Libyan subjects and poor Italian families in the 1910s and in the fascist press report of the Young colonial fascist’s (Giovani fasciste coloniali) camp in Libya in 1938. Examples of self-representations in travel writing, photography and memories reveal how many bourgeois women actively participated in the construction of difference from colonial subjects and poor whites. They imagined the colonial space as one of freedom and self-expression. However, these aspects were only articulated by stereotyping Libyan and lower-class women, with no discussion of actual Italian female roles and models. These materials show an enjoyment of the status of “modern” and cosmopolitan bourgeoisie, and particularly its forms of consumerism of the exotic. Women’s representations also reveal changes in the colonial rule from liberal Italy’s paternalism to Fascism’s mass-inclusive strategies, and the interplay between bourgeois search for distinction and fascist racial and totalitarian politics (B. Spadaro)".
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mercoledì 25 gennaio 2012

Dalla rivoluzione tunisina alla Fortezza Europa: storie di migranti e di gendarmi

Domani a Milano, in Cox18, proiezione del film documentario di Matteo Calore e Stefano Collizzolli – Zalab, in cui alcuni migranti tunisini, giunti in Italia dopo la rivoluzione e la fine del regime di Ben Alì, raccontano in prima persona la loro storia, I nostri anni migliori. Durante la serata - alla quale parteciperanno Matteo Calore, Fethi Oueslati, Federica Sossi, Oujedane Mejri e Omeyya Seddik -, verrà anche (ri)presentato l’appello per i migranti tunisini dispersi ((نداء من أجل التونسيين المهاجرين المفقودين/Appel pour les migrants tunisiens disparus/Petition for missing Tunisian migrants),promosso da Storie Migranti e sostenuto attivamente in questi mesi dal collettivo Venticinqueundici e dall'associazione Pontes con la campagna Da una sponda all'altra: vite che contano. Sulle ragioni dell'appello - che anche Marginalia ha sottoscritto  e pubblicato lo scorso novembre -, rinviamo alla recente trasmissione di approfondimento del Mfla e all'articolo di Annamaria Rivera pubblicato qualche giorno fa su Il  Manifesto, I migranti scomparsi e il silenzio delle istituzioni.
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lunedì 23 gennaio 2012

Donne in movimento. Il femminismo a Genova negli anni Settanta

Da Archivagando. Donne, archivi, femminismo l'annuncio dell'uscita del film-documentario Donne in movimento. Il femminismo a Genova negli anni Settanta, girato da Gianfranco Pancrazio e sceneggiato a partire dalle ricerche storiche di Anna Frisone. Basato su interviste a militanti attive in quegli anni e materiali documentari dell'epoca, Donne in movimento sarà presentato giovedì prossimo a Genova. Per chi non potrà esserci è per intanto disponibile un trailer del documentario e la possibilità di acquistare copia del Dvd richiedendolo all'Archivimovi (archiviomovimenti at archiviomovimenti.org).
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giovedì 19 gennaio 2012

Marginalia non Omsa


Con questa immagine tratta dal film Ieri, oggi e domani di Vittorio De Sica - un fotogramma dell'ironico e tenero striptease di Sofia Loren - Marginalia solidarizza con le operaie Omsa licenziate e aderisce alla campagna di boicottaggio del gruppo Golden Lady Company (che detiene i marchi Omsa, Golden Lady, Sisi', Philippe Matignon, Serenella, Hue, Filodoro e Saltallegro). Del resto Omsa meritava un boicottaggio già dai tempi del famoso Carosello con Don Lurio sbavante dietro le gambe delle gemelle Kessler.
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martedì 10 gennaio 2012

Sotto il velo dei media. Semiotica dell’hijab tra Oriente e Occidente

Segnaliamo l'uscita del venticinquesimo Quaderno di Donne e Ricerca, Sotto il velo dei media. Semiotica dell’hijab tra Oriente e Occidente di Simona Stano. Con una prefazione di Massimo Leone, il Quaderno - dopo una contestualizzazione storico-politica dell'argomento trattato - offre un'interessante rilettura delle retoriche dell'alterità (A. Rivera, 2005) messe in campo dai media a proposito del cosiddetto "velo islamico", con una puntuale ricerca su alcune testate giornalistiche (quali l'inserto settimanale di Repubblica D La Repubblica delle donne e la rivista di moda Vogue Italia), dalla quale emerge come le  rappresentazioni della "dona velata" che queste riviste offrono sono per la maggior parte costruite intornoal velo come sofferenza e sottomissione. Sotto il velo dei media. Semiotica dell’hijab tra Oriente e Occidente è consultabile sul sito web del CIRSDe e sulla piattaforma AperTo.

(Alcuni) articoli correlati in Marginalia:

In nome del burqa: cronache di ordinario razzismo e sessismo
Ma sottomessa a chi?
Avvistato burqa, Ufo postcoloniale?
Daniela Santanché e le nuove cerimonie di svelamento
Burqa Laptop
Veli svelati. Soggettività del velo islamico

Il burqa e le pseudo-femministe

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lunedì 9 gennaio 2012

Questions Féministes : sosteniamo la memoria storica dei femminismi

Mentre NQF - indubbiamente le più prestigiosa rivista femminista in lingua francese -, festeggia i suoi trent'anni con l'uscita di un numero speciale (Amies), per il mese di marzo è prevista la pubblicazione di un volume che non può mancare nelle nostre biblioteche. Ci riferiamo a Questions Féministes (1977-1980), un testo che raccoglie i primi otto numeri, pubblicati tra il 1977 e il 1980, di Questions Fèministes, la rivista diretta da Simone De Beauvoir dalle cui ceneri nascerà poi Nouvelles Questions Féministes. Questi numeri, che raccolgono (tra gli altri) articoli di Christine Delphy, Colette Guillaumin, Monique Wittig, hanno giocato un ruolo precursore in quelli che oggi definiamo "studi femministi" o "di genere" ma, disgraziatamente, sono attualmente di difficilissima consultazione: in Francia sono reperibili solo nella Biblioteca Marguerite Durand e alla Bnf (entrambe a Parigi), in Italia (a quanto ci risulta) solo a Roma, ma in forma lacunosa. Ben venga dunque questa pubblicazione che mette finalmente a disposizione di tutte e tutti questo materiale prezioso, non solo dal punto di vista storico. Vi invitiamo pertanto a sostenere questa pubblicazione, acquistando in anticipo il volume presso l'editore, le insostituibili Editions Syllepse.
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