domenica 23 gennaio 2011

Schengenland. Immigrazione: politiche e culture in Europa

Con Schengenland. Immigrazione: politiche e culture in Europa, continuano le pubblicazioni della collana Sessismo&Razzismo edita da Ediesse e Crs e inaugurata con La bella, la bestia e l'umano di Annamaria Rivera. Questo nuovo volume, a cura di Isabella Peretti (e di cui nel sito dell'editore trovate una scheda particolareggiata), parte dalla constatazione che "il caso italiano, pur rappresentando uno dei peggiori nel quadro europeo delle politiche relative all'immigrazione, non è un caso isolato, ma rimanda in qualche modo alle più recenti politiche dell'Unione Europea e di alcuni tra i più importanti Stati membri". E il saggio introduttivo di Rita Sanlorenzo, Schengenland. una politica europea per l'immigrazione, offre un quadro allarmante delle politiche comunitarie messe i campo per contrastare l'immigrazione "clandestina", gestire quella "legale" (in base alle "esigenze" del mercato europee) e potenziare sia i controlli alle frontiere (attraverso strumenti come la oramai nota Agenzia Frontex) che i controlli all'interno dei singoli paesi (sicurizzazione del territorio, presenza sempre più massiccia di centri di detenzione per migranti ...). In questo quadro generale (e nei specifici casi nazionali analizzati nel volume - dall'Olanda, alla Francia, all'Inghilterra, all'Italia, alla Germania), emerge però "l'autonomia e un inedito protagonismo delle soggettività migranti, gli atteggiamenti pur diversificati delle nuove generazioni di origine migratoria, i movimenti antirazzisti" che stanno "dando vita a un terreno unitario di lotta e iniziativa politica, che può essere capace di contrastare le attuali misure di un diritto speciale e discriminatorio per i migranti - un novello apartheid - e di affermare un nuovo progetto di cittadinanza europea".

5 commenti:

Anonimo ha detto...

L'Europa va dall'Atlantico agli Urali, non dal capo Nord al fiume Senegal e oltre.

Il tuo mondo multiculturale, magma idiota quanto informe, brutto più di quel che già abbiamo, colmo d'arcaismi feodali, medievali giunti da dove le donne contano meno di un camello o di un mulo (parecchio meno di qua dove contano poco), senza testa ne coda non lo voglio. Né per me, ne per i miei figli, né per i mie discendenti. Tienitelo per te che figli non ne hai (ed è tuo diritto, abbiamo lottato perche tu possa non averne se non ne vuoi ), non cercare d'imporcelo,e vatelo a fare altrove.

rudy ha detto...

Che dire, Vincenza (e scusa la rima), ci vuole pazienza:
Solo il 20 per cento degli adulti italiani sa veramente leggere, scrivere...

sabrina ha detto...

Caro Anonimo (anche un po' codardo se non desideri si sappia neanche un tuo banale nickname),
la tristezza che provocano le tue parole in qualsiasi lettrice o lettore è sconfinata. Tienitela tu la tua Italietta dei bassi istinti, del perbenismo e delle paure.
A noi veramente non interessa. E quando noi, assieme ai nostri figli (includendo in questi anche i tuoi, perché son sicura che anche ai tuoi noi staremo molto simpatic*), stando a casa incontreremo il mondo, parleremo mille lingue e apriremo le nostre braccia assieme alle nostre menti, tu te ne starai solo solo nel tuo angolino buio. Buona fortuna.

Anonimo ha detto...

Sono una donna e quindi "Anonima" può anche fungere da banale nickname, se ce ne vuole per forza uno per esprimere un parere.
E non sono berlusconiana, né leghista, né ho mai votata a destra in vita mia. E ho sempre sostenuto le lotte femminista, tutte le campagne in favore del diritto alla contracezione e all'aborto.
Domenica 13 ci sarà una manifestazione di donne come raramente succede in Italia, e non ne dite neanche una parola.
No, in quel vostro blog è tutt'un parlare di migranti! Quasi che esistesserò solo quelle al mondo quando ben sappiamo cos'è la realtà delle donne italiane: sotto la media europea in quanto accesso al lavoro, tempo trascorso in lavoro domestico gratuito, contratti precari sotto pagati, etc,etc...
Ma per piacere! Non ha mica "colonizzato" mezzo mondo, l'Italia, che sappia. E la Svezia? O la Danimarca, che hanno problemi da non finire con branchi di maschi musulmani (ma guarda caso), cos'hanno mai "colonizzato" ?
Sarete anche delle brave tipe, ma siete idealiste e fuori della realtà. Il mondo l'ho girato abbastanza una volta per essermi resa conto dell'arcaismo e della condizione femminile fuori dell'Europa, che oggi viengono importati in Europa, quasi che non ne avessimo abbastanza, specilamente in Italia. E non vedo proprio cosa abbiamo da guadagnarci, né per noi, né per le nostre figlie.

marginalia ha detto...

Per donna anonima: anzitutto grazie per "il brave tipe", facciamo del nostro meglio.
E ti ringraziamo anche di aver sostenuto tutte le campagne femministe, quali il diritto all'autodeterminazione, sono lotte importanti.
Da parte nostra (anche se non è vero che parliamo solo di "migranti", crediamo che dovresti se hai tempo frequentare il blog un pochino più assiduamente), riteniamo cruciale in questa congiuntura storica essere femministe in un'ottica intersezionale. Da questo punto di vista per noi è fondamentale occuparci di tutti i sistemi di dominio e tra questi il razzismo occupa ai nostri occhi una posizione chiave.
Per quanto riguarda il colonialismo (in specie italiano) abbiamo scritto diversi articoli e pubblicato/segnalato diversi materiali interessanti.
Non ti facciamo una colpa di conoscere poco l'argomento (è lo standard in Italia dove questi temi sono stati poco dibattuti e ancor oggi molti materiali sono noti solo ai/alle "specialisti/e"), comunque dovresti cercare - se l'argomento ti interessa - di documentarti un po' di più.
Una sintesi sil colonialismo italiano (con bibliografia di approfondimento) puoi trovarla qui in Marguinalia in un articolo che si intitola Miti e smemoratezze del passato coloniale italiano. Per quanto riguarda la Danimarca hanno avuto un impero coloniale vastissimo (che in parte mantengono ancora), con possedimenti in Nord America (tipo Isole Vergini), Africa, Bengala, India e anche in Europa. Ma in effetti qui non abbiamo mai trattato il tema. Per al manifestazione di oggi come vedi non abbiamo aderito tant'è che siamo qui a scrivere, ma spieghiamo alcuni dei perché qui:

Femministe e rivolte in piazza

Grazie e torna pure a trovarci!