martedì 29 settembre 2009

Anna Paola Concia è conciata male ...

Così scriveva qualcuna/o a commento di un mio post sulla "fiaccolata" romana contro "l'intolleranza e i razzismi" della scorsa settimana. Non soddisfatta del teatrino allestito con il sindaco Alemanno e Imma Battaglia (due cuori e una celtica) nel post-fiaccolata, Anna Paola Concia ha accettato l'invito di CasaPound a partecipare ad un tavolo di confronto sui cosiddetti "diritti civili''. Cosa ne posso pensare si può dedurre da quello che ho scritto e ri-scritto qui e altrove (e non mi prendo neanche la briga di cercare tutti i link, troppi). Ma del resto non sono minimamente sorpresa. Lo "sdoganamento" di CasaPound a "sinistra" è cominciato da un po' (Italo docet). Del resto dialogare con la destra, anche quella estrema, è un vezzo (presumo giudicato trendy o trasgressivo) di parecchia gente (politicanti, artistucoli e intellettualoidi in cerca di un po' di notorietà o desiderosi di vendere qualche copia in più della loro mercanzia) e va avanti da un pezzo (anni 90?). Comunque, per tornare a Concia, non credo ci si potesse aspettare maggiore discernimento da una che mette la sua faccia (e anche qualcosa di più, come aveva celiato l'onorevole Jean Leonard Tuadì, suo compagno di avventura) in una campagna pubblicitaria che, amalgamando diversi e complessi rapporti (sociali, politici ed economici) di dominazione, discriminazione e sfruttamento, finiva per annullarne la specificità: la Lesbica (bianca) e l'Uomo di colore, vittime di un indistinto pregiudizio chiamato razzismo. Di qui al generico e vacuo rifiuto dell'intolleranza, vessillo della fiaccolata romana, il passo è stato breve. E il passo successivo, è stato facile: decidere di sedersi al tavolo di CasaPound in nome della condanna indeterminata di ogni forma di "intolleranza" e della "non-discriminazione". L'antifascismo - sconvenientemente dedémodé, se non nei proclami di circostanza - appare in quest'ottica il vero intollerante, colpevole di rifiutare quattro chiacchiere con i cosiddetti "fascisti del terzo millennio".
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7 commenti:

Alessandro Paesano ha detto...

Premetto che sono d'accordo con te sulla decisione di Concia di interloquire con casa Pound, discutibilissima non solo per quello che dici tu ma anche per la figura istituzionale che Concia rappresenta e per l'incostituzionalità di Casa Pound.

Mi sorprende però, e non ne condivido nemmeno i toni, la tua valutazione sulla campagna fatta dall'Arci. Il manifesto mi sembra chiarissimo. Non vuole fondere in un indistinto pregiudizio chiamato razzismo l'omofobia e la xenofobia, ma sottolineare la comune radice a queste due forme distinte (ma omologhe) di fascismo. In molti mie interventi qui e sul mio blog, sin dai tempi di Italo facevo notare questa sostanziale equipollenza, e tu concordavi. Perché per Concia sarebbe diverso?

In ogni caso mi sorprende il tono paternalistico (gli inglesi usano patronize che mi sembra più preciso) e di sufficienza con cui valuti la visione politica che, secondo te, scaturisce da quel poster, basandoti sull'agire politico (su altre questioni) di una delle due persone che hanno contribuito a quel poster Jean Leonard Tuadì che contributo ha nel poster? nella tua valutazione sparisce.
Ho capito che non ti piace Concia ma perché sparare a zero su un poster (poster che è uscito diversi mesi fa e che guarda caso critico solo dopo i fatti di Casa Puond) solo per dimostrare che concia sbaglia in tutto? Non ci vedo, mutatis mutandis, molta differenza da chi attacca Salacone per precisi motivi politici nascondendosi dietro considerazioni generali di opportunità e liceità.

Mi hai sempre sorpreso per l'onestà intellettuale dei tuoi interventi che non confondevano mai i fatti dalle opinioni politiche.
Dove sbaglio stavolta? Cos'è che non ho capito del tuo intervento?

marginalia ha detto...

Carissimo Alessandro, no hai sbagliato nulla e se qualcosa no hai capito può dipendere anche da me, dalla forma "post" che talvolta costringe (anche per la sua immediatezza di scrittura) a schematizzare e semplificare discorsi ben più complessi.
Quello che ho scritto non voleva essere uno "sparare a zero" sull'Arci e sulla sua campagna contro il razzismo nel suo insieme (del resto attaccata dai neofascisti, penso alle scritte vergognose contro Ascanio Celestini, http://incidenze.blogspot.com/2009/09/ascanio-celestini-lanciano-il-sasso-e.html), ma criticare un manifesto che a mio giudizio non è assolutamente chiaro, e diluisce le differenze tra il razzismo subito da neri, migranti, rom eccetera con il sessismo (nelle sue diverse forme: lesbofobia, transfobia eccetera. Se non ne ho parlato prima e ne parlo solo ora, non è per farne un uso "strumentale" contro Concia o chi per lei, ma solo perché solo ora (alla luce di altre vicende) riesco a cogliere il ruolo che anche quel manifesto ha avuto in un certo processo di riduzione di determinati fenomeni a generica "intolleranza".
In sé questo manifesto (come altri "piccoli" episodi, Il quotidiano L'Altro che ospita interviste al leader di CasaPound ad esempio)potrebbero non "significare" nulla, ma significano qualcosa se li metti in relazione con altre cose,fatti, dichiarazioni ... Perché il progressivo slittamento verso una cultura bi-partisan, fautrice del dialogo con la destra (perché in nome della lotta alla discriminazione non possiamo "discriminare" neanche i fascisti di CasaPound) si è costruita (e continua a costruirsi) anche attraverso cose di questo tipo.
Per venire a razzismo e sessismo non ricordo (e no sono riuscita a trovare tra i tanti commenti quelli ai quali ti riferisci) di aver mai affermato che sono processi omologhi. Anzi per me non lo sono affatto(anche se alcuni meccanismi di costruzione dei processi di dominazione, sfruttamento, stigmatizzazione possono essere simili) e ho scritto lunghi saggi (forse noiosissimi e non condivisibili) per sostenere i danni (nell'ottica di una lotta politica che sia antirazzista e antisessista) che questa amalgama può produrre ...
Se adesso sono io a non aver compreso qualcosa del tuo commento, dimmi dove/cosa

Alessandro Paesano ha detto...

Devi darmi tempo tanti argomenti tutti interessanti e stimoli come al solito da lasciar sedimentare.

A me il manifesto è piaciuto molto. E continua a piacermi nonostante il percorso che ha fatto diventare la manif contro l'omofobia un calderone pateracchio contro le intolleranze.

Devo solo trovare il tempo per raccogliere le idee e scriverti.

Un abbraccio.

beba ha detto...

Mi dispiace, non la capisco questa cattiveria contro qualcuno come la Concia che dopo tanto lavoro per far uscire dal ghetto le tematiche dei diritti omosessuali e finalmente farle diventare parte della vita "normale", trasversale di un paese viene così sbeffeggiata. Davvero, trovo infruttuoso provinciale e ingiusto questo atteggiamento. E' proprio questo tafazzismo che ha portato l'Italia ultima in Europa per i diritti omosessuali. Ma che sdoganamento. Se almeno uno di questi picchiafroci vedendo la Concia ha pensato anche solo per un attimo "To', sta lesbica non ha le antenne e i piedi di porco, non ha le squame, è una normale, potrebbe essere mia zia", allora Concia non è andata invano. In nessun paese europeo si bacchetterebbe qualcuno per aver provato a dialogare, a non far "ignorare" la realtà a dei giovani ignoranti e fascisti. E del resto, negli altri paesi sono i politici di destra e di sinistra insieme che approvano le leggi sulle unioni, e insieme che vanno ai Gay Pride. Sulle questioni omosessuali, in Italia chissà perché bisogna esibire le patenti giuste (e quelle autorizzate pochissime) altrimenti qualunque cosa si faccia per la causa non vale. Non piace. Non basta. Vabbé, continuiamo a farci del male. L'Utopia è un alibi perfetto, così tutto quello che si otterrà di diverso da essa sarà sempre un meno, un insuccesso, un passo falso di chi almeno ci prova. I Campioni dell'Utopia invece, sempre perfetti e immacolati nella loro intransigenza immobile: mai niente tranne l'Utopia merita di farli rimboccare le maniche.

incidenze ha detto...

Per farla breve, potrei dire: "io sto con Vincenza".
Ma cerco di spiegarmi.
Che ogni tanto qualcun* voglia provare a inserire le voci critiche in un improbabile "elenco dei/delle cattivi/e", è tanto prevedibile quanto vano.
Lo è, in particolare quando falsando i problemi in campo, si riduce a inscenare i vieti (e astratti) luoghi comuni del Realismo e dell'Utopia. Vecchia musica per un nuovo copione, non a caso dichiaratamente ispirato alla normalizzazione.
Ma questa filosofia spicciola del "meglio un uovo oggi che una gallina domani" mostra tutti i suoi limiti quando l'uovo è marcio.

Gendibal ha detto...

naturalmente sto con Paola Concia, che non ha paura del confronto; ovvero sto con chi in tali momenti non ha certezza, e non ha luogo comune.
@ incidenze:
se uno di destra, che si reputa 'fascista', può capire qualcosa in più e guardare il mondo attraverso 'altri' dato, io ne sono contento... Altro che normalizzazione, e vecchia musica per un nuovo copione.
@ marginalia:
non si tratta di non discriminare i fascisti, piuttosto di saperci fare i conti, e credo che un atteggiamento di muro contro muro non sia utile a nessuno

((i)) ha detto...

* onigli
* doppiogioco
* Italia

Incredibile come negli ultimi tempi i fascisti a braccetto con gli alleati in doppio petto, riescano mezzo stampa, a ribaltare qualsiasi evento ponendo l'accento su quanto cattivi siano gli "estremisti di sinistra" e quanto invece democratici siano loro, piu' comunemente chiamati carogne. Si perche' i piccoli poveri indifesi, coniglietti fascisti (PICF) hanno un arma potentissima, piu' potente dei banali manganelli: LA FACCIA DA CULO. Alcune volte questa tremenda arma la sfoggiano in modo subdolo e invisibile sfruttando l'oliata macchina parastatale nazionale e quasi non ce se ne accorge. In altri casi tutto e' cosi' palese che nemmeno l'organo chiamato "ministero della verita'"(cit.) riesce a cancellare/modificare ed insabbiare gli eventi...

Bè, per leggervelo tutto, basta cliccae sul mio nome.