domenica 17 luglio 2011

Lo stupro Strauss-Kahn ? Solo "un troussage de domestique"

Mentre, sostenuti da stampa ed élites politiche, gli avvocati della difesa dello stupratore di classe Dominique Strauss Kahn, tentano di distruggere la credibilità della vittima, è di imminente uscita (settembre), un libro dal titolo Un troussage de domestique. Pubblicato dalle Editions Syllepse e curato da Christine Delphy ((che ringraziamo per l'anticipazione), il volume raccoglie alcuni dei saggi scritti da femministe in Francia nelle settimane immediatamente seguenti l'annuncio dello stupro commesso da Strauss-Kahn in un albergo di New York. Il titolo, Un troussage de domestique, riprende l'espressione usata in una trasmissione radio da Jean-François Kahn, ex direttore del settimanale Marianne . Intervistato da France Culture il giorno seguente l'arresto di Strauss-Kahn negli Stati Uniti, aveva infatti affermato che non si poteva parlare di stupro ma semmai "di una piccola imprudenza", di "un troussage de domestique". L'uso di questa espressione racchiude tutta la violenza sessista, razzista e di classe espressa dalla vicenda Strauss-Kahn. Troussage de domestique fa riferimento infatti ad una pratica in uso, perlomeno fino al secolo scorso, tra le classi cosiddette "agiate": era considerato "normale" e lecito che il "padrone" abusasse sessualmente della "servitù", anche perché le "cameriere" erano considerate in quanto plebaglia donne dai cosiddetti facili costumi. Usando questa espressione come titolo, Christine Delphy, sintetizza efficacemente quello che è lo scopo del volume: non un libro sulla vicenda giudiziaria di Strauss-Khan, sulla sua innocenza o colpevolezza, ma una spietata critica dei propositi profondamente sessisti e dell'arroganza di classe di un mondo che, ergendosi a difesa dell'ex direttore del Fondo monetario internazionale, difende con denti e unghie anche i propri "privilegi".

1 commenti:

Marisa ha detto...

La verità è che la donna non è mai uscita dal suo ruolo di subordinata all'uomo, essa non è mai stata capace di appropriarsi di una identità autonoma che la metta in pari condizione di predatore come continua ad affermarsi l'uomo.
Gli anni dell'amore libero ha concesso alla donna solo l'illusione di poter disporre del proprio corpo a suo piacere, ma in verità i giudizi morali di oggi sono implacabili come quelli di ieri a qualsiasi livello sociale.