Come già è accaduto in Ungheria con la resistenza dei Rom contro le milizie fasciste di Jobbik, ora anche in Grecia un gruppo di africani residenti ad Atene si organizza per rispondere alle ronde xenofobe dei neonazisti di Alba dorata. È un movimento di autodifesa che prende lo stesso nome adottato dal movimento afro-americano negli Stati Uniti d’America negli anni ’60 e ’70: «Black Panthers». Un po’ dappertutto non si vuole più subire senza dir nulla le continue istigazioni all’odio razzista della destra xenofoba. Fosse anche un partito in via d’estinzione come la Lega Nord che ogni sabato mattina fa il suo banchetto in via Orefici contro l’«invasione straniera» e raccoglie ogni volta lo sdegno dei passanti (da Staffetta)
domenica 9 giugno 2013
Black Panthers ad Atene
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venerdì 7 giugno 2013
La maschera di Dalì
Un'altra foto di Carl Van Vechten, un ritratto di Salvator Dalì del 1939 con la stessa "black head" utilizzata nel ritratto di Bessie Smith // La fotografia, con il titolo di Portrait of Salvador Dali with carved black head adjacent to his face, è conservata presso la Library of Congress, Prints and Photographs Division, Washington, D.C. 20540 Usa
Italiani brava gente / Adrian Cosmin
Chi si ricorda ancora di Adrian Cosmin, migrante rumeno, che il 7 giugno di qualche anno fa i suoi datori di lavoro (una coppia di "italiani brava gente") narcotizzarono, cosparsero di benzina e poi lasciarono morire carbonizzato, per incassarne la polizza sulla vita?
Mascolinità egemoniche
Les masculinités au prisme de l’hégémonie è un convegno internazionale che si terrà all'Ehess di Parigi (programma completo qui) il 13-14 giugno prossimi e che si propone, a partire dal concetto di mascolinità egemonica elaborato a metà degli anni Ottanta dalla sociologa australiana Raewyn Connell, di analizzare i processi di gerarchizzazione, normalizzazione e marginalizzazione delle mascolinità, cercando nello stesso tempo di problematizzare questa categoria facendo dialogare l'approccio proposto da Connell con altri metodi di analisi delle forme di dominazione (basate su diversi assi di differenziazione, quali la classe e la "razza") e che fanno riferimento anche alla concettualizzazione di egemonia in Antonio Gramsci. Grazie a Valeria Ribeiro Corossacz per la segnalazione
mercoledì 5 giugno 2013
Gezi Park canta Bella Ciao
Internazionalismo: via Staffetta, il blog curato dal Nodo Sociale Antifascista, un video dalle rivolte in Turchia, in cui le/i manifestanti al Gezi Park di Istanbul cantano Bella Ciao
Veli e trasgressioni
Dopo Vicky Lane, Nina Simone e Marilyn Monroe la scelta di questa immagine (via PlanetBarberella), ha qualcosa di inquietante ...
Sylvia Pankhurst / Ex-Italian Somaliland
All'interno del ciclo di incontri intorno alla storia e attualità della Somalia (e di cui vi avevamo già segnalato Haween, Percorsi e volti di donne nella storia della Somalia con Suad Omar)domani - giovedì 6 giugno 2013, ore 17,30 - a Torino (Sala Gandhi – Centro Studi Sereno Regis - Via Garibaldi 13), Vanessa Maher, antropologa,presenta e discute il libro di E. Sylvia Pankhurst, Ex-Italian Somaliland (1951). Il libro documenta con grande rigore un tentativo di influire sui destini della Somalia che nel 1950 le Nazioni Unite avrebbero dovuto decidere di affidare a un paese straniero (Italia o Gran Bretagna) per raggiungere l’indipendenza nel 1960. La Pankhurst argomenta contro l’affidamento ad uno dei due Paesi candidati con l’ausilio di una gran mole di testimonianze e documenti ufficiali sulla storia del colonialismo italiano e dell’amministrazione britannica nel Corno d’Africa, proponendo una terza soluzione. Sull'impegno anti-coloniale di Sylvia Pankhurst, in particolare in Etiopia, rinvio al saggio di Rita Pankhurst, Sylvia Pankhurst and Ethiopia .
Bianco e nero al Modo InfoShop
Venerdì 7 giugno al Modo InfoShop (clicca per maggiori info) presentazione del volume di Gaia Giuliani e Cristina Lombardi-Diop Bianco e nero. Storia dell’identità razziale degli italiani, organizzata dal gruppo locale di Storie in movimento. Il volume che ricostruisce la storia culturale e politica dell’identità razziale degli italiani dal periodo unitario al boom economico, passando per il fascismo e il dopoguerra. Esso unisce la ricerca e le competenze di due studiose italiane di formazione diversa e complementare: muovendo entrambe dagli studi culturali, dagli studi critici su razza e bianchezza e dagli studi di genere, Gaia Giuliani esamina le teorie scientifiche e politiche sulla razza al fine di tracciare i processi di identificazione razziale in atto nel discorso pubblico dall’Unità al 1936; Cristina Lombardi-Diop prende in considerazione le pratiche discorsive medico-scientifiche, la letteratura coloniale e l’iconografia legata ai consumi e alle pratiche del quotidiano allo scopo di mappare i processi di razzizzazione che dal 1936 al 1965 si affermano nella cultura diffusa e di massa. L’obiettivo del volume è quello di fornire uno strumento interpretativo fondamentale per la comprensione delle radici storiche e culturali e delle forme attuali del razzismo in Italia
lunedì 3 giugno 2013
Judith Butler / Questione di genere
In occasione dell'uscita della nuova edizione italiana di Gender Trouble di Judith Butler (Questione di genere. Il femminismo e la sovversione dell’identità, traduzione e cura di Sergia Adamo, Laterza 2013), sul sito Le parole e le cose è stata pubblicata una lunga conversazione inedita - che ha avuto luogo nel 2006 alla Cornell University - tra la traduttrice/curatrice del volume e la stessa Butler che illustra e discute alcuni dei temi fondamentali della sua opera: Genere, identità, violenza. Una conversazione con Judith Butler
Istanbul d'autore
Mentre la protesta contro Erdogan dilaga e da Istanbul ci arrivano immagini e notizie sempre più drammatiche, a Bologna - dopo la manifestazione di sabato scorso con la comunità turca - di Istanbul se ne parla anche così ... Segni dei tempi? (Foto via Photographium, Istanbul 1860-1890)
La Calabria e la provincia afghana
Ovviamente anche la storia della quindicenne pugnalata e poi bruciata viva dal "fidanzato" la scorsa settimana ha seguito i tempi classici del "fare informazione" e alla sovraesposizione mediatica dei primi giorni - in quel coacervo ributtante di vuoyerismo, sessismo e razzismo di cui ha parlato anche Sonia Sabelli - è seguito il silenzio della stampa mainstream e non. Semplicemente questa morte non fa più "notizia" e finirà presto nel dimenticatoio insieme a tutti quegli articoli che hanno contribuito alla costruzione e (ri) produzione di un discorso pubblico/mediatico inficiato da stereotipi e pregiudizi violentemente razzisti/sessisti quali la presunta "specificità calabrese" dell'omicidio. Tra questi articoli mi sembra che valga la pena ricordare, a futura memoria, quello pubblicato su Donne di fatto, la pagina "rosa" de Il Fatto Quotidiano, dal titolo Calabria, la donna non vale nulla. L'autore - che utilizza una formula retorica consolidata, ovvero quella di dichiarare il suo "essere calabrese" come prova dell'autenticità/verità di quanto afferma - si lancia in una sorta di indagine sociologica/antropologica sulla "condizione delle donne calabresi". Dopo un fiume di commenti che contestano quanto scrive, il giornalista pubblica qualche giorno dopo un altro articolo per spiegare e giustificare, punto per punto, quanto scritto in precedenza, ma le sue spiegazioni e giustificazioni non fanno che confermare la fitta ragnatela di immaginari razzisti e sessisti in cui l'autore si dibatte
sabato 1 giugno 2013
Storie in movimento / SIMposio 2013
Dal 25 al 28 luglio a Monte del Lago (Magione - Perugia), si terrà il nono SIMposio estivo di storia della conflittualità sociale, organizzato da Storie in movimento (Sim) e da Zapruder. Il SIMposio nasce all’interno dell’associazione Storie in movimento come occasione di confronto e discussione che si affianca alla rivista Zapruder. Esperienza originale in un panorama sempre più asfittico, il SIMposio è pensato come un laboratorio che mira a rimettere in comunicazione luoghi e soggetti diversi attraverso cui si articola la produzione del sapere storico. Liberare e far circolare i saperi in uno spazio di discussione critica comune e orizzontale: questa è la nostra scommessa politica. Il SIMposio è immaginato in modo pluridimensionale. Durante quattro giornate affronteremo diversi snodi storiografici in una rara occasione di confronto interdisciplinare dove però l’elaborazione collettiva del sapere non è mai disgiunta dalla sua dimensione politica ma anche ludica: ci riuniremo infatti in un ambiente ideale, circondati dalla natura e con a disposizione una struttura ricettiva solitamente destinata allo svago. In questo senso, il SIMposio è un’opportunità per incontrarsi, discutere e divertirsi. Il SIMposio di quest’anno si apre con un dialogo di respiro internazionale giocato sulla tensione fra “trasformazione” e “rivoluzione” che attraversa la pratica teorica dei movimenti femministi e lgbtqi. La sera sarà invece il momento del “sogno e combattimento” con la musica di Marco Rovelli. Nella giornata di venerdì ci concentreremo sul Novecento in due diversi dialoghi: la mattina sul tema dell’immaginario e delle immagini che ne costituiscono il tessuto, mentre il pomeriggio tematizzeremo un confronto fra nazionalismi europei. La mattina del sabato sarà dedicata alla prima edizione di un laboratorio annuale sulle fonti che inizia quest’anno con una riflessione sull’uso delle interviste nella ricerca etnografica. Il
sabato si chiude con un dialogo che esplora il concetto della “classe” a partire da un recente libro di Andrea Cavalletti. La domenica, come ogni anno, ci saluteremo con un’assemblea fra tutte le persone che hanno preso parte a questa edizione del SIMposio. Programma // Giovedì 25 luglio: 13.30-15:00 Arrivo, registrazione e sistemazione dei/delle partecipanti. 15:00-15:30 Saluti e presentazione dei lavori del SIMposio
15:30-19.00 Primo dialogo Transformations without revolution? Come femminismi e movimenti lgbtqi hanno cambiato il mondo. Introducono: Elena Petricola e Vincenza Perilli. Dialogano: Valeria Ribeiro Corossacz, Elisabetta Donini, Cesare Di Feliceantonio, Sara Garbagnoli e Giulia Garofalo Geymonat. 20:00-24:00 Cena e recital musicale “Inattitudine di sogno e di combattimento” di Marco Rovelli // Venerdì 26 luglio:
08:00-09:30 Colazione. 09:30-13:00 Secondo dialogo Immagini/Immaginario. Per un’iconologia del presente. Introduce: Vanessa Roghi. Dialogano: Damiano Garofalo, Luca Peretti, Giorgio Vasta e Marco Rovelli. 13:30-14:30 Pranzo. 15:30-19:00 Terzo dialogo Nazionalismo e rivoluzione nel XX secolo. Autodeterminazione nazionale e conflitti sociali tra passato e futuro. Coordina: Paolo Perri. Dialogano: Fabio de Leonardis, Francesca Zantedeschi, Francesco Sedda, Andrea Geniola, Adriano Cirulli e Marco Laurenzano. 20:00-23:30 Cena // Sabato 27 luglio: 08:00-09.30 Colazione. 09:30-13:00 Laboratorio sulle fonti Etnografia. Coordina: Sabrina Marchetti. Dialogano: Silvia Cristofori, Paolo De Leo e Francesco Della Puppa. 13:30-14:30 Pranzo. 15:30-19:00 A partire da un libro “Classe” di Andrea Cavalletti (Boringhieri 2009). Coordina: Andrea Brazzoduro. Dialogano: Andrea Cavalletti, Christian De Vito, Rudy Leonelli e Franco Milanesi. 20:00-24.00 Grigliata (non solo carne) e a seguire festa di chiusura con musica // Domenica 28 luglio: 08:00-10.30 Colazione. 10:30-13:00 Assemblea finale Idee e proposte per il prossimo SIMposio. Coordina: Eros Francescangeli. Dialogano: i/le partecipanti alla nona edizione del SIMposio. 13:30-14:30 Pranzo e, a seguire, partenza dei/delle partecipanti // Per ulteriori info su modalità iscrizione, costi, borse di soggiorno ed altro rinviamo al sito si Storie in movimento. Vi aspettiamo!
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