giovedì 20 ottobre 2011

A Muammar Gheddafi, 7 giugno 1942 - 20 ottobre 2011

Ci è appena giunta notizia dell'uccisione (avvenuta a Sirte, sua città natale) di Muammar Gheddafi. In questi anni non gli abbiamo certo fatto sconti, pur ricordando quello che comunque è stato, ha fatto, ha rappresentato. Ora la sua morte - atto finale di una guerra neocoloniale feroce e ipocrita che un'altra ne ricorda -, così come il compiacimento meschino di chi in tempi utili gli baciava la mano, ci fa vomitare.

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1 commenti:

Pier ha detto...

La morte di un essere umano, di un uomo che ha fatto la storia, di un avversario viene festeggiata con lo stesso frastuono chiassoso con cui si festeggia uno scudetto o una vittoria elettorale. Ci stiamo privando del senso delle cose, della misura della Storia, della nostra capacità di esprimere dignità e compassione. Una prima pagina oggi (c'è la foto di un cadavere? ma è venuta bene, almeno?), domani si torna a discutere di veline...