giovedì 17 settembre 2009

Stranieri ovunque

Stranieri ovunque è il titolo dell'ultimo numero di Zapruder. Rivista di storia della conflittualità sociale, da poco in libreria.
Gitanos, gypsies, kalé, manouches, rom, romanichels, sinti, ma anche caminanti, travellers e viaggiatori: popolazioni, gruppi e persone diverse che in Italia (a differenza della maggioranza degli altri paesi europei) sono comunemente designate come «nomadi», anche dalla stampa progressista che lo ritiene un gesto di particolare sensibilità umana e politica rispetto al più connotato «zingari» (che invece rivela solo quello che «nomadi» cerca maldestramente di nascondere). A partire dalla questione del nome «Storie in movimento» ha aperto un cantiere di ricerca secondo le modalità di lavoro che lo contraddistinguono come laboratorio storiografico atipico. Tenendo insieme alto e basso, analisi delle fonti e registro divulgativo, attraversando entrambe i territori (spesso reciprocamente ostili) della storiografia universitaria e di pratiche di ricerca meno distanti dalla storia nel suo farsi, questo numero di «Zapruder» si propone come un’indagine – parziale, frammentaria e non sempre consensuale – di una realtà complessa quanto misconosciuta. A fronte delle grida scomposte contro il «pericolo zingaro» e allarmati dal conseguente manifestarsi di una gamma di fenomeni che va dal micro-fascismo al pogrom (pensato, declamato, desiderato e in qualche caso agito), «Storie in movimento» si è sforzata di capire, di adoperare gli strumenti che le sono propri, quelli della critica storica, per cercare di vedere le cose più da vicino (ma anche più da lontano). Si discuterà di questo percorso domani, a partire dalle 16.30, con gli abitanti di uno dei più grandi “campi rom” d’Europa, il Casilino 900 (Roma - via Casilina, 900), insieme al collettivo Stalker/Osservatorio nomade e alle/agli autrici/autori di Stranieri ovunque. E a seguire musica e cucina romanì ...

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