martedì 15 settembre 2009

Terrone sinonimo di maleducato ... Riflessioni solitarie a partire dal manuale di bon ton di un gay-friendly leghista

Credo che i fatti, dopo i tanti articoli, comunicati e prese di posizione, siano noti. Riassumo: la settimana scorsa, a Bologna, dopo una festa gay ai Giardini Margherita, un gruppo di almeno quattro persone aggredisce fisicamente un giovane omosessuale. Nel clima attuale, caratterizzato da una preoccupante escalation di aggressioni contro soggetti lgbt (pestaggi, accoltellamenti, locali dati a fuoco, bombe carta, minacce sui muri ...) l'episodio non poteva che destare legittima preoccupazione. Ma sulla stampa, dopo una dichiarazione della vittima (che avrebbe affermato di "fare fatica a definire omofobica l'aggressione, perché non sono state pronunciate parole di quel segno, ma è convinto che gli aggressori fossero eterosessuali"), l'aggressione viene presto derubricata come un banale litigio per futili motivi, sembra per una sigaretta negata. Inutile dire che nè la dichiarazione della vittima, nè il cosiddetto "futile motivo" (come dimenticare che anche Nicola Tommasoli è stato ammazzato per una sigaretta negata ?) sono parsi a molte/i motivi sufficienti per ritenere quanto accaduto "banale". Ma oggi sulla stampa mainstream la vicenda viene arricchita di un altro particolare: sembra che all'origine dell'aggressione non ci sia una sigaretta rifiutata ma un insulto che un amico dell'aggredito ha urlato agli aggressori, un gruppo di giovani napoletani. L'insulto è di quelli che ben conosco, terrone. E si da anche il caso che colui che l'ha proferito sia un militante della Lega Nord, un attivista "strutturato" del partito di Bossi e Salvini (quello di "Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani”... ma ne hanno per tutti, migranti, islamici, meridionali in genere). Ci sarebbero tutti gli elementi per cogliere in questa vicenda la preoccupante e incrociata presenza di elementi sessisti e razzisti, ma la stampa riporta subito una dichiarazione del gay-friendly in camicia verde che rimette tutte le cose a posto. Giura "che quell'epiteto non è stato usato a scopo discriminatorio. Volevo solo dare del maleducato ad una persona ubriaca che mi aveva infastidito. Era solo un sinonimo, credo che nella cultura settentrionale quella parola venga usata spesso in questo modo. Nessuna discriminazione". E' alleggerisce anche le responsabilità degli aggressori: "Ho l'impressione che questa storia sia stata gonfiata ad arte. Nessuno di quei ragazzi ha pronunciato frasi anti-gay". Ma che bravi tutti, evviva! E probabilmente stupida io che sto qui a scrivere. Del resto non mi interessa (da tempo) chiedermi come si può essere gay e votare Lega o essere vittima di razzismo ed essere omofobo (ognuno si suicida come vuole), ma tornare a riflettere ancora una volta, e amaramente, sul fatto che essere "oppressi/e" non garantisce nulla, e per cominciare nessuna innocenza. Puoi essere gay ed essere razzista fino al buco del culo, essere un soggetto storicamente razzializzato (meridionale, nero, migrante ...) ed essere un omofobo o un sessista di merda. E , sia detto a scanso di equivoci, neanche essere donna preserva da simili derive. Donne lesbofobe. Donne lesbofobe e razziste nello stesso tempo. Solo razziste. Non lesbofobe, ma islamofobe . Una volta una si complimentò perché non avevo un "marcato accento meridionale" (ma questo non è razzismo! dicono). Ne ho conosciute fin troppe, molte delle quali si dichiarano anche femministe. O fanno finta di crederci. O hanno convinto qualcuna/o, non si sa bene come, di esserlo. Perché dichiararsi femministe, o antifasciste/i, antirazziste/i, antisessiste/i è un giochetto. "Esserlo" è un tantino più difficile, soprattutto è difficile essere tutte queste cose insieme. E così può accadere che sei gay ma strizzi l'occhio a CasaPound, che sei antisessista e antifascista ma poi fai il macho con la prima donna che ti capita a tiro, che sei femminista ma stigmatizzi altre donne perché portano la gonna troppo lunga e il velo (o la gonna troppo corta e le tette da fuori), che ti definisci antifascista e poi fai il quotidiano radical chic che ammicca ai fasciofuturisti ... E potrei continuare. Ma in questo modo quale mondo si spera di sovvertire?
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5 commenti:

Alessandro Paesano ha detto...

Cara V. condivido ogni singola parola di quel che scrivi.
Qui a Roma sto seguendo (partecipando mi sembra ancora un po' incerto) al movimento nato dal basso We Have a Dream dove, tra mille difficoltà, si sta cercando di fare qualcosa. Ma il nostro punto di vista (posso dire così?) stenta a trovare un nutrito gruppo di frequentatori... Che fare?

marginalia ha detto...

Pratiche di resistenza e insubordinazione quotidiana, non temere l'isolamento o la stigmatizzazione, dare forza e sostegno ha chi condivide quello che pensi e fai ... E poi non so, caro Alessandro. Il resto è tutto da inventare
a presto

Anonimo ha detto...

Ti vogliooooo beneee. Tu non sai quanto questo tuo scritto (è vero che le cose non succedono a caso) mi abbia risollevato il morale: proprio ora su Fb, c'è stata una storia di sessismo perpetrata dai "compagni" che io ho denunciato pubblicamente. Ovviamente il silenzio (più omertoso)o la ovvia minimalizzazione
E mò ti prendo e ti posto (e porto) di là

Grazie biedda(bella).

Floreana2

marginalia ha detto...

Beh cara, devo dire che anche il tuo commento giunge a proposito e mi fa bene al morale ;-)
Ho faccio un giro veloce in fb, ma non sono riuscita a leggere niente a proposito di questa ultima storiaccia sessista. Sarà che fb non mi piace e faccio fatica a muovermici dentro. Pubblichi anche sul tuo blog?
baci

socialista eretico ha detto...

quindi anche tu sei una terroncina... non l'avrei mai detto.