mercoledì 11 marzo 2009

Memoria e rappresentazioni del colonialismo

Sabato prossimo (14 marzo), si terrà a Roma, presso il circolo Gianni Bosio. Casa della memoria e della storia (via San Francesco di Sales n. 5, I piano, dalle ore 15.00 alle ore 19.00) il primo incontro seminariale di un percorso di ricerca su Memoria, rappresentazioni e uso pubblico della storia del colonialismo. Contesto italiano e aspetti comparativi. Proposto da Elena Petricola e Andrea Tappi durante l'ultima assemblea di Storie in Movimento/Zapruder (Bologna, 7 dicembre 2008), il progetto si prefigge di costruire un lavoro di ricerca comune con incontri seminariali, finalizzati anche alla preparazione del numero 23 della rivista Zapruder/Storie in movimento (www.storieinmovimento.org), che sarà dedicato al tema Memoria e rappresentazioni del colonialismo. Tutt@ sono invitati a partecipare e ad inviare un abstract con eventuali proposte (scrivere a atappi at yahoo.it e/o epetricola at hotmail.com), relative a un percorso di ricerca in sintonia o in alternativa ai temi presentati nel progetto di ricerca (che trovate qui di seguito). Per chi invece questo we è a Bologna segnalo l'iniziativa che si terrà al Centro Interculturale Zonarelli con film e dibattiti contro il cosiddetto "pacchetto sicurezza" (programma e dettagli nel blog di Interconnessi). Buon fine settimana a tutt*!

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Memoria, rappresentazioni e uso pubblico della storia del colonialismo. Contesto italiano e aspetti comparativi (Elena Petricola e Andrea Tappi)

Ipotesi per un lavoro di ricerca comune


A partire da alcune esperienze di ricerca e lavoro comune svolti all’interno di Storie in movimento, pensiamo a quelli legati al film Il leone del deserto (Lion of the Desert, Moustapha Akkad, 1981) declinati anche nel dialogo tenuto all’ultimo Simposio (luglio 2008), il numero di «Zapruder» dedicato ai colonialismi, numerosi altri articoli sullo stesso tema e su alcuni aspetti che riguardano la costruzione della memoria di quell’esperienza - sia in Italia che in altri contesti – e più in generale l’interesse per quei temi che riguardano confini e sconfinamenti, razzismo e
culture, migrazioni, (altre)narrazioni, aspetti comparativi tra l’Italia e altri contesti, dimensione transnazionale della conflittualità sociale, approccio degli studi postcoloniali, abbiamo immaginato un lavoro di ricerca comune da proporre a Storie in movimento e a quant@, attiv@ al di fuori dell’associazione, desiderano avviare uno scambio e un percorso comune, il cui esito sarà la pubblicazione dei contributi di ricerca nel numero 23 di «Zapruder», che uscirà nel settembre 2010.
Le domande che ci siamo post@ riguardano da un lato le numerose sollecitazioni che ci vengono dai fatti di attualità e dall’altro lato dal modo in cui la ricerca storiografica si è concentrata sullo studio del colonialismo. A oggi, sono ancora numerose le domande che ruotano intorno all’esperienza coloniale, in particolare quella italiana. È di questi anni la volontà di analizzare e decostruire il mito degli «italiani brava gente», di andare a fondo nell’analisi delle responsabilità italiane nei confronti dei contesti coloniali, di comprendere quali persistenze e quali profonde rimozioni hanno riguardato quell’esperienza, tanto che a più riprese si è sottolineato come ancora oggi si ripresentino nella cultura italiana.Crediamo che a queste domande possa essere utile e importante dedicare le nostre energie, e un lavoro di ricerca comune che pur partendo dal caso italiano ponga i presupposti per un’analisi comparativa che chiami in causa, nelle sue anche grandi differenze e molteplici articolazioni, il periodo successivo al processo di decolonizzazione.
Per quanto concerne l’Italia, ciò significa fare riferimento al periodo repubblicano, per avviare una decostruzione della neutralizzazione, almeno così ci è parsa, alla quale l’esperienza coloniale è stata apparentemente consegnata nel dopoguerra. Gli ambiti nei quali immaginare una prima indagine, che potrebbe per il momento limitarsi a una prima mappatura ragionata delle fonti, sono molteplici: ipotizziamo a livello istituzionale, nei dibattiti parlamentari, nei modi in cui sono stati valutati e decisi programmi e curricula per la scuola e l’università, nella toponomastica e nei luoghi e monumenti dove si è deciso di ricordare quegli eventi. Nella presenza/assenza di riferimenti al colonialismo nelle culture politiche del dopoguerra (tanto a destra quanto a sinistra), nel modo in cui è stato eventualmente rielaborato, nel modo in cui è stato declinato l’ internazionalismo, solo per fare alcuni esempi. E immaginiamo anche sul piano più ampiamente culturale, dove l’indagine si può rivolgere a riferimenti che riguardino il cinema, la televisione, la fotografia, e tutte le altre forme espressive dando spazio in generale alle rappresentazioni, così come per quel che concerne la letteratura, che sia nelle narrazioni di nativi italiani ed europei che sia nelle autonarrazioni di migranti/immigrati di diverse generazioni provenienti dai contesti coloniali.

Ipotesi per un piano di lavoro

Sapendo che gli studi storici si sono concentrati principalmente sul colonialismo e sul periodo coloniale, ma molto meno su ciò che è successo dopo e che riguarda, soprattutto, la costruzione e l’uso della memoria in relazione a quella esperienza, se non la sua rimozione, vogliamo invitarvi a
un lavoro che ci permetta di “dissodare il terreno”. La nostra ipotesi dunque è partire dalle fonti. Ci pare infatti sia nello spirito dell’associazione e della rivista saper coniugare rigore scientifico e intento divulgativo, tanto nella scelta dei temi quanto del linguaggio, con l’obiettivo di fornire utili strumenti di orientamento e approccio alla ricerca e ai temi che scegliamo, in sintonia con la veste di laboratorio storiografico che abbiamo dato a Storie in movimento. In questo senso vogliamo proporre un lavoro di prima mappatura, ragionata e critica, su una varietà di fonti che attraversi alcuni fra i temi che ci sono sembrati più rilevanti:

Il discorso della politica sull’esperienza coloniale;
toponomastica e luoghi della memoria;
il colonialismo nei manuali di storia scolastici e universitari;
le rappresentazioni e la memoria del colonialismo nel cinema e negli audiovisivi;
colonialismo e letteratura: autori e autrici;
memoria e autonarrazioni dei/delle colonizzat@.

Sappiamo però che questo elenco di percorsi non esaurisce la complessità di un lavoro di ricerca sull’argomento e speriamo dunque che altre proposte possano arrivare per meglio articolare questa esperienza. In questo senso abbiamo immaginato delle modalità di lavoro per le quali si
possano creare dei gruppi di interesse che, a prescindere dalla sola dimensione locale e dall’appartenenza all’associazione, possano sviluppare le ricerche sui temi scelti avviando un lavoro di rete. A questo proposito, abbiamo previsto un primo incontro seminariale durante il quale poter affrontare tutti gli aspetti metodologici che riterremo opportuni per delineare i percorsi di ricerca. Nella stessa occasione si potranno formare i gruppi di lavoro che seguiranno le ricerche fino alla stesura dei contributi per il numero 23 di «Zapruder». Altri seminari verranno organizzati nei prossimi mesi per avere ulteriori occasioni di confronto e di verifica del lavoro di ricerca. Il primo di questi seminari si terrà il 14 marzo a Roma. Complessivamente, i tempi di lavoro che abbiamo immaginato sono i seguenti:

14 marzo 2009: seminario di discussione dei temi e degli aspetti metodologici; definizione dei gruppi di ricerca; 15 settembre 2009: seminario di presentazione e discussione di un abstract sulla prima tranche di lavoro svolto (5 cartelle circa); 10 gennaio 2010: presentazione e condivisione della prima stesura dei contributi (30.000 battute circa); 20 gennaio 2010: seminario di discussione sui contributi e conclusione dei lavori; gennaio-settembre 2010 lavoro della redazione di «Zapruder» per l’ uscita del numero.

Ti aspettiamo a Roma il 14 marzo!
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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Una ricerca sul colonialismo italiano mi sembra più che opportuna. Molti oggi si dimenticano o non lo sanno proprio che anche l'Italia è stato un paese colonialista, e che ha determinato per questo grandi problemi alle popolazioni locali.
Anche in questo caso: per non dimenticare.
Ciao

Paolo Borrello

Anonimo ha detto...

C'è qualche possibilità che vengano coinvolte realtà locali attraverso appositi seminari in loco? Visto che di colonialismo si tratta, la Sicilia, potrebbe avere qualcosina da dire. D'altronde, nell'immediato dopoguerra, quanti avevano scommesso che sarebbe diventata la 50esima stelletta americana.Portella della Ginestra docet...

Prezioso blog il tuo.



(floreana2.splinder.com)

v. ha detto...

Per Paolo: grazie di condividere l'importanza di questo percorso

Per Floreana: attualmente nel gruppo che si è costituito non c'è nessun* residente in Sicilia, ma giro immediatamente il tuo commento a Elena ed Andrea che stanno preparando un report dell'incontro di sabato. Intanto ti anticipo che abbiamo ritenuto opportuno di ri-incontrarci prima del previsto, il prossimo appuntamento è previsto per il 23 maggio a Firenze. Non so se potrai esserci ma un tuo contributo, anche via mail, sarebbe graditissimo