mercoledì 27 maggio 2009

Migranti al Gay Pride di Torino (e Giorgia Meloni & Co a quello di Genova)

Tra le iniziative in occasione del Genova Pride 2009 (che si terrà il 27 giugno), lo scorso 6 maggio Giorgia Meloni ha partecipato, insieme con Aurelio Mancuso ed altri/e, ad un convegno curato da Arcigay su I giovani e il disagio della diversità. Vabbè, probabilmente mi sono persa qualcosa (confesso che dopo la vicenda Italo ho seguito con poca passione l'evolversi dei vari Gay Pride) eppure di Giorgia Meloni, Ministro alla Gioventù e già presidente di Azione Giovani, ricordo un po' di cosette terrificanti. Ma non è Giorgia Meloni che si è schierata, in più occasioni, per il Family Day contro il Gay Pride? Non è lei che ha rivendicato la "famiglia tradizionale" e il fare figli come contributo alla Patria? Non è lei che ha affermato che "il vero anticonformismo oggi è fare un bambino"? E non è sempre lei che nel 2007, quando scoppiò il caso del cosidetto eteropride organizzato da Azione Giovani a Biella, si limitò a condannare il manifesto (violentemente machista: un sedere femminile in primo piano con la scritta Questione di pelo) ma non l'iniziativa, scagliandosi anzi contro "l'orgia in cammino del Gay Pride"? E non è sempre lei che si è schierata, da subito, per l'introduzione del reato di immigrazione clandestina che ben sappiamo quali conseguenze ha sulla vita di migliaia di persone comprese/i bambine e bambini? E non è sempre lei, di cui sono note le simpatie per certa destra etrema, ad aver raccolto il plauso di Gianuca Iannone, leader di CasaPound, per l'idea dei cosiddetti Villaggi della Gioventù?
Ma tutte queste cosette terrificanti le ricordo solo io? Qualcuna/o dia un segno, batta un colpo, dica qualcosa ...
Intanto mi consolo con un documento molto bello (che vi copio-incollo sotto), scritto da un gruppo di migranti in occasione del Gay Pride di Torino (che si è tenuto il 16 maggio), che avrei dovuto pubblicare subito appena ricevuto da una cara amica ma è notorio che i miei tempi sono tutto fuorché tempestivi e continuo a credere che l'importante non è stare sulla notizia ma fare circolare frammenti capaci di far pensare e che possibilmente rompano qualche schema. Questo documento lo fa. Grazie.

Siamo un gruppo di immigrati di Torino...

Siamo immigrati in Italia e particolarmente a Torino per dirigere le nostre barche verso un mondo di nuove esperienze, speranze e realizzazioni e ci aspettiamo di poter convivere insieme agli altri immigrati ed ai cittadini italiani in una quotidianità ed in un futuro fatto di uguaglianza di fronte alla legge, parità di diritti e doveri, rispetto.

Accettiamo che ognuno di noi sia diverso nel suo modo di pensare, credere e vivere e nelle sue scelte personali e sessuali. L'essere diverso dalla “maggioranza” in questo mondo e in questo Paese non deve impedirci di avere accesso a diritti, libertà ed una vita dignitosa.

Non vogliamo la “tolleranza” per chi è diverso per colore, cultura o orientamento sessuale. È di uguaglianza e parità che parliamo. Non accettiamo un'Italia che diventa ogni giorno istituzionalmente e culturalmente più razzista , xenofoba, sessista ed omofoba.

Non accettiamo di essere considerati una minaccia, il demonio anti-sicurezza da sventolare per vincere le elezioni, né una “risorsa” da sfruttare a volontà. Non accettiamo che si nascondano invece le aggressioni e gli omicidi sempre più numerosi di cui sono vittime migranti, senza tetto, disabili, gay, lesbiche, bisessuali e transgender in questo Paese.

Non accettiamo di non poter pronunciare i nostri nomi, parlare la nostra lingua, praticare la nostra fede religiosa ed esprimere il nostro parere su qualsiasi tema, come non accettiamo l'esclusione di atei, agnostici, di persone con diverse fedi politiche e ditutto quello che non è “maggioranza” in questo Paese.

Non accettiamo né la politica né l'informazione che si fonda sullaricerca di un capro espiratorio additando il “diverso” per coprirei problemi reali. L'immigrazione non ha né inventato né peggiorato la violenza sulle donne. Dovrebbero sentirsi responsabili i divulgatori dell'immagine della donna oggetto strumentalizzata nei media e, da tempo, anche nelle aule della politica. La realtà dei fatti è che in Italia la maggior parte degli atti di violenza contro le donne è fatta e subita all'interno della famiglia.

Vogliamo chiedervi oggi di mettervi nei nostri panni come ci stiamo provando noi... rendetevi conto che stiamo entrando in un era in cui il razzismo, la xenofobia, il sessismo e l'omofobia stanno cercando di radicarsi nell'oggi e nel nostro futuro comune facendoci sentire ogni giorno più invisibili ed esclusi dal restodella società italiana.

No al pacchetto di “sicurezza”, no alla Bossi-Fini, no alle politiche discriminatorie di ogni genere.
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4 commenti:

28millimetri ha detto...

Lo fa e alla grande! Grazie per averlo pubblicato.

Paolo Borrello ha detto...

Non ti sorprendere. Oggi ci si dimentica spesso di quanto avvenuto nel passato e di Giorgia Meloni ci si ricorda solo il presente, il suo essere ministro. Io credo che da parte dell'Arci gay ci vorrebbe una maggiore prudenza.
Ciao

carmen ha detto...

stavo ri-pensando ad una "pubblicità progresso" (e per quanta "buona fede" ci fosse, molte volte queste pubblicità non aiutavano il progreso, quanto, invece, la conservazione)
quella cui faccio riferimento è del 1990, e il monito era "no al razzismo. si alla tolleranza"...
non penso siano necessarie spiegazioni circa il significato dalla parola "tolleranza"...
è abominevole e pericolosissima l'idea che ci sia qualcun* che debba SOPPORTARE qualcnunaltr*..
vorrei solo riflettere su quella grossa parte di "italiani-brav-gente" che crede di dover SOPPORTARE le differenze (come fosse il dovere morale di ogni buon cristiano)...e non li trovo meno pericolosi di quelli che dichiarano apertamente la loro discriminazione, il loro imperdonabile odio verso ogni differenza, non solo razziale.
c.

marginalia ha detto...

Per 28millimetri: beh, mi fa piacere ;-)

Per Paolo: maggiore prudenza e un briciolo di memoria

Per Carmen:sono in perfetta sintonia con quanto scrivi e mi fa anche piacere sentirti qui, di tanto in tanto ...