domenica 13 marzo 2011

No all'islamofobia in nome del femminismo / Islamophobie au nom du féminisme : non !

Marine Le Pen - alla quale lo scorso gennaio suo padre, Jean-Marie Le Pen, ha lasciato la presidenza del Front National, il partito di estrema destra francese -, sembra confermare in maniera sinistra il proverbio "buon sangue non mente" ed insieme la capacità della destra di modificarsi per meglio adattarsi ai tempi. La frase con la quale Marine Le Pen paragonava, in un discorso tenuto a Lyon il 10 dicembre 2010, la presenza di musulmani raccolti in preghiera sulle vie pubbliche in Francia all'occupazione nazista durante la II guerra mondiale, segnava una mutazione rispetto all'affermazione paterna di qualche anno prima in cui si giudicava l'occupazione nazista "pas si inhumaine que cela". La destra lepeniana sembra abbandonare l'eredità del collaborazionismo: il riferimento all'"occupazione" cambia di segno, se non per condannare l'occupazione nazista sicuramente per meglio stigmatizzare l'Islam. Rivelatrice un'altra frase pronunciata da Le Pen figlia nello stesso discorso: "Dans certains quartiers, il ne fait pas bon être femme, ni homosexuel, ni juif, ni même français ou blanc" ("In certi quartieri, non è bene essere donna, nè omosessuale, nè ebreo, come anche francese o bianco", dove per "certi quartieri" si intendono le banlieues, abitate per la maggior parte da una popolazione proletaria "non bianca"). In un articolo su Libération dal titolo Pourquoi Marine Le Pen défend les femmes, les gays, les juifs…, Eric Fassin inseriva la frase di Marine Le Pen in quella "nuova virtù democratica dei populisti di destra e d'estrema destra" che si scoprono femministi, filosemiti e gay-friendly per poter tracciare una frontiera razzializzata all'inerno della nazione tra "noi" e "loro" in nome dell'uguaglianza e della libertà dei sessi, dando un tocco di modernità alle retoriche tradizionali dei partiti di destra/estrema destra. Un tema questo, che abbiamo più volte dibattuto e che riteniamo cruciale. Per chi è attualmente parigina/a ed è interessata/o al tema segnaliamo che domenica prossima, 20 marzo, a Parigi (dalle 15 e 30 alla Maison des Associations du Xème, 206 quai de Valmy, métro Jaurès) Les Indivisibles, Les Mots Sont Importants, Les Panthères roses e Les TumulTueuses organizzano un dibattito dal titolo "Islamophobie au nom du féminisme : NON !", con la partecipazione, tra le/glia altre/i, di Jessica Dorrance dell’associazione LesMigraS di Berlino. Per chi non può essere a Parigi (e non è neanche francofona/o) traduciamo al volo il documento di indizione della giornata: "Noi, femministe, denunciamo l'utilizzazione delle lotte femministe e lgbt a fini razzisti e precisamente islamofobi. Marine Le Pen ha recentemente utilizzato la difesa degli omosessuali per meglio propagare il razzismo. E' ugualmente in nome delle donne che i nostri dirigenti e media mainstream hanno fino alla fine sostenuto un tiranno come Ben Ali, presentato come il protettore dei/delle tunisini/e contro un patriarcato necessariamente islamista. Infine l'indegno dibattito sul niqab, in occasione del quale dei parlamentari uomini, fino a quel momento completamente indifferenti alla causa femminista, si sono improvvisamente eretti in difensori dell'uguaglianza uomini/donne. Adesso basta! Condanniamo il razzismo e rifiutiamo che colpisca in nostro nome! Costruiamo degli strumenti, delle risposte femministe per disinnescare queste "evidenze" insopportabili - musulmano=islamista=estremista=minaccia per le donne e le minoranze sessuali - che già si annunciano come le vedette dei prossimi scambi elettorali. E' più che mai necessario ricordare che numerosiedonne straniere o francesi vivono il razzismo, il sessismo e un sessismo razzista. Decolonizziamo le lotte femministe e lgbt! Non lasciamo le femministe bianche dare lezioni alle altre! Fermiamo quelle e quelli che si alleano a delle iniziative politiche e dei discorsi razzisti, compresi quelli portati avanti sotto delle bandiere (pseudo)femministe e 'gay-friendly'!" (traduzione di Vincenza Perilli per Marginalia)

Per il testo in francese cliccare qui ;-)

1 commenti:

Anonimo ha detto...

..pensa che una tipa -una certa Chantal Brunel- che è deputata di un partito di destra (l'UMP) e ancor più paradossale: membro dell'Osservatorio della Parità (!!!)
è nota la sua dichiarazione circa gli immigrati provenienti dal mediterraneo, che bisognerebbe -secondo lei- rimettere "dans les bateaux" !
e succede poi che 14 dei 36 membri dell'Osservatorio, sospendono la loro partecipazione, tramite una lettera al primo ministro, nella quale dicono di non poter tollerare le proposte che testimoniano di un ovvio disprezzo dei diritti umani elementari..!
c*

http://www.lesnouvellesnews.fr/index.php/civilisation-articles-section/parite/979-brunel-immigres-rupture-observatoire-parite