giovedì 19 maggio 2011

Orientalismi italiani

Vi segnaliamo il call for paper per una nuova pubblicazione, a cura di Gabriele Proglio,  Orientalismi italiani. Le ricerche sulla costruzione dell’immaginario europeo dell’Oriente si sono moltiplicate dal 1978, anno di uscita di Orientalism di Edward Said. La traduzione italiana fu data alle stampe dai tipi di Bollati Boringhieri solo nel 1991: un ritardo importante che, probabilmente, è indicativo della mancata recezione di questo tipo di studi. Molti studiosi dopo il lavoro di Said posero attenzione alle geografie immaginarie o, per riprendere una felice definizione di Vico, al “mondo delle narrazioni”. Ciononostante ci pare che le fonti in questo ambito di ricerca siano ancora poco indagate. Come fu raccontato l’Oriente? Quale la relazione tra narratore e narrazione orientalista? Quali i progetti sottesi a questi testi? L’intento di questo volume è di raccogliere contributi sugli orientalismi italiani, cioè su come viaggiatori, missionari, avventurieri, esploratori, militari e mercanti raccontarono l’Oriente. In quale epoca? In epoca moderna e contemporanea. La pubblicazione è però aperta a scritti che si riferiscano ad epoche precedenti: l’intento è di non porre dei confini temporali, ma di scorgere le continuità-discontinuità di narrazioni tra passato e presente. Ciò significa parlare di ‘italiani’ ante-litteram, non solo nel senso della formazione dell’Unità nazionale, ma anche di processi che, nati ben prima del 1861, furono ereditati e riutilizzati nella formazione dell’immaginario soggettivo e intersoggettivo. Inoltre, viene utilizzato il plurale – orientalismi italiani – proprio per indicare la multiforme presenza di soggetti che, con differenti progetti, narrarono in modi molteplici gli Orienti ad est, ma anche a sud, della penisola. Se nominare – cioè definire tramite il racconto, con la scrittura – significa descrivere, l’intento dei viaggiatori è di organizzare quanto scoperto secondo una gerarchia conosciuta, quella eurocentrica. In tal senso tutto, tanto gli usi e le abitudini legati alla ‘razza’ e al genere, quanto la ricostruzione del passato dei popoli orientali, serve ad imporre vincoli di soggezione, di dipendenza. Nulla viene lasciato al caso: non ci si dimentica di classificare l’invisibile sia nel senso del non-visibile in Europa (animali, piante, luoghi…), sia del non percepibile in Oriente. Le pagine, percorrendo questa seconda declinazione, si riempiono di mostri e di magia; si cercano spiegazioni sopranaturali di eventi climatici e ambientali non conosciuti in Europa. Dunque la conoscenza di nuovi territori e il relativo racconto non hanno solamente il compito di scoprire, ma anche di classificare, cioè di porre un ordine, di creare nuove categorie: passo imprescindibile per far attecchire progetti coloniali, economici, politici e religiosi. Sono benvenuti interventi che affrontano una o più delle seguenti tematiche: Relazioni fra biografia del viaggiatore, racconto e motivazioni politiche, religiose, economiche; ‘Razza’ e/o genere: la narrazione come forma di potere; Cibo e alimentazione; Memoria e passato: cercare le origini delle civiltà per proporre una gerarchia eurocentrica; La donna orientale; L’invisibile: mostri, spiritismo, incantesimi e magia, ma anche eventi sopranaturali. Gli abstract (massimo 300 battute + un breve cv)devono essere inviati entro e non oltre il 15 giugno 2011 all’indirizzo gabriele.proglio/at/unito.it. La comunicazione di accettazione dell'abstract è prevista per il 30 giugno, mentre la data ultima per l'invio dei saggi (di max 40 mila battute) è prevista per il 30 settembre. L'uscita del volume, presso la casa editrice Antares, è prevista per fine ottobre - metà novembre 2011.

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