sabato 29 agosto 2009

Istantenee di fine agosto tra Berlusconi, bikini e burkini

Lì per lì non ho pensato di farne una fotografia, quindi niente immagine, ma mi sono imbattuta in uno sconcertante cartello all'entrata di un bar-pasticceria in quel di Policastro, località marina del Cilento. A pochi km da qui perle di rara bellezza (le calette raggiungibili solo in barca da Scario, le bellissime spiagge di sabbia e sassi di Camerota, le grotte di Palinuro) e mare azzurro-smeraldo (anche se dopo i liquami a Capri e Ischia chi ci crede più), ma Policastro è decisamente bruttina, acqua opaca e spiaggia coperta di immondizia (gli autoctoni imputano la monnezza ai "napoletani" che emigrano qui in massa durante i mesi estivi, ma si sa, lo stereotipo è più convincente della realtà anche da queste parti). Comunque ero di passaggio e la pasticceria Alba merita sicuramente una visita, sfogliate, cannoli e cornetti al cioccolato sono deliziosi, un po' meno il cartello che campeggia in vetrina : si prega di entrare vestiti. Paradossale (o forse no) che proprio in questa estate dominata da gossip e foto delle feste berlusconiane con fanciulle senza veli e maturi signori con portafogli gonfi (e dopo anni di sculettamenti in tivù, concorsi di Miss Italia e manifesti pubblicitari giganti con tutto in mostra di cui nessuno/a sembrava indignarsi più di tanto ....), l'Italia di Berlusconi riscopra il gusto spinto per l'abbigliarsi decoroso. Anche durante il G8 a L'Aquila erano state diramate precise norme alla cittadinanza, proibiti tra l'altro infradito, canottiere e abiti succinti (rinvio a Mapps per una puntuale analisi). Insomma, i divieti fioccano un po' dappertutto, una vera ondata moralizzatrice si abbatte anche in remote località marittime dove non si può girare per strada o entrare in un bar a pochi metri dalla spiaggia in bikini ... Che ne dite? Forse una soluzione comoda (?) sarebbe quella di acquistare uno di quei costumi super tecnologici e piuttosto castigati usati tra l'altro dalla medaglia d'oro Federica Pellegrini, si eviterebbe perlomeno la scocciatura, durante una giornata in spiaggia, di doversi vestire tutte le volte che si ha voglia di andare a bere una limonata al bar (dove quasi sempre campeggia un manifesto che pubblicizza la comparsata molto poco vestita di una velina o escort famosa in una discoteca della zona). Certo si potrebbe correre il rischio di essere scambiata per una donna musulmana in burkini, come quella alla quale è stato impedito di fare un tuffo in piscina nella Verona del leghista Tosi. Ma forse, caldo permettendo, il giorno che mi decido, potrei scrivere sul davanti (e per sicurezza anche sul didietro) del mio costumino fasciante un magrittiano "questo non è un burkini" ...
Sfinita da 35 gradi all'ombra e dalla disgraziata congiuntura storica che stiamo vivendo, tento di imbastire pratiche di resistenza contro un sistema profondamente razzista e sessista, che denuda (o vorrebbe denudare) alcune mentre copre (o vorrebbe coprire) altre, per rinchiuderci tutte in un nuovo serraglio. Dal quale tirarci fuori quando (e come) "serve" ...
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