lunedì 30 settembre 2013

Libreria digitale femminista

Da poco attiva la libreria digitale femminista ebook@women nata da un progetto avviato per valorizzare il patrimonio storico-documentario della Biblioteca Italiana delle Donne e dell’Archivio di Storia delle Donne e sostenere studiose e ricercatrici nel processo di consultazione/diffusione di materiale documentario spesso di difficile e/o scarso reperimento. La prima rivista a disposizione nella sua intera collezione (1987 – 1996) è il periodico Lapis, diretto da Lea Melandri, a mia conoscenza una delle primissime riviste in Italia a pubblicare (tra gli altri) saggi di femministe africane-americane come bell hooks e Toni Morrison. Nell'attesa che gli scaffali della libreria si colmino di nuovi materiali e documenti buon lavoro (e grazie!) al gruppo di ebook@women
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Ain't Got No, I Got Life

 
A chi condivide con me vite faticose ma piene di forza: via youtube, Ain't Got No, I Got Life di Nina Simone da Nuff Said! registrato quasi interamente durante un concerto al Westbury Music Fair di NY il 7 aprile 1968, tre giorni dopo l'assassinio del suo grande amico e leader dell’African-American Civil Rights Movement, Martin Luther King // Qui il testo
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venerdì 27 settembre 2013

Il nemico principale / Un incontro con Christine Delphy

Per chi domani ha la fortuna di essere parigina/o incontro con Christine Delphy in occasione dell'uscita della nuova edizione dei due tomi de L'Ennemi principal (Economie politique du patriarcat e Penser le genre). Per maggiori info rinvio al blog di Christine Delphy, mentre per le/i italofoni ricordo che uno dei saggi contenuti in Penser le genre è stato recentemente tradotto in italiano nel volume Non si nasce donna (si vedano le recensioni di Silvia Nugara su Iaph Italia e di Alessandra Pigliaru su Il Manifesto)
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mercoledì 25 settembre 2013

Judith Butler / Coabitazione? Solo quando finirà il dominio coloniale

Con un’intervista a Judith Butler (già pubblicata in italiano su L'Indice, maggio 2013), si apre una nuova rubrica del sito del Cirsde, Dialogues/Dialoguen/Diálogos/Dialoghi, che ospiterà interviste e dialoghi rilevanti per la storia e la teoria del genere. I dialoghi saranno presentati in varie lingue, rispettandone l’espressione originaria, con l’intento di continuare ed estendere la pratica multiculturale e multilinguistica del Cirsde. L’intervista a Judith Butler è il frutto della collaborazione di Anna Chiarloni e Luisa Passerini. Judith Butler, dalle sue prime riflessioni sulla filosofia hegeliana attraverso le sue analisi sul femminismo, il movimento e il pensiero queer e la sessualità, ha contribuito in modo determinante a costituire una teoria politica del genere e a mantenerne aperta la problematicità. L’intervista si riferisce alla recente polemica seguita alla attribuzione a Butler del premio Adorno. Per consultare la rubrica clicca sul seguente link: http://www.cirsde.unito.it/PUBBLICAZI/Dialoghi/default.aspx
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lunedì 23 settembre 2013

Talebani del politicamente corretto

Una notiziola per la quale vale la pena sfidare la tenosinovite: "Talebani del politicamente corretto", così il Secolo d'Italia definisce le/i firmatarie/i della lettera scritta da un gruppo di studiose/i per denunciare "il lessico impreciso e i contenuti stigmatizzanti" di alcune delle voci (transgender, omosessualità, lesbismo, intersessualità, gender) presenti nell’Enciclopedia Treccani. Maggiori dettagli sulla vicenda e aggiornamenti sul sito di Intersexioni.
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domenica 15 settembre 2013

Desideri di bianchezza. Immagini degli Italiani in Libia

Il gruppo bolognese di Storie in Movimento / Zapruder invita ad un incontro sulle rappresentazioni pubbliche e private degli Italiani in Libia. Un viaggio tra album di famiglia, rappresentazioni ufficiali e commerciali, per esplorare diversi livelli nella costruzione di asimmetrie di genere e razza a partire dal volume di Barbara Spadaro, Una colonia italiana. Incontri, memorie rappresentazioni tra Italia e Libia (Le Monnier, 2013). Ne discuteranno con l'autrice Gaia Giuliani e Vincenza Perilli, venerdì 20 settembre 2013 ore 21.00 presso la libreria ModoInfoShop (via Mascarella 24/b - Bologna)
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venerdì 13 settembre 2013

Zapruder a Firenze

Questo week-end (sabato 14 settembre e domenica 15 settembre) si terrà a Firenze, chez Roberto e Justine, la riunione redazionale di Zapruder. Nel ricordare che la riunione di redazione è aperta a tutte/i le socie e i soci di Storie in Movimento (il diritto di voto è ovviamente riservato alla sola redazione), rinvio al sito di Sim per maggiori informazioni (orari, suddivisione dei tempi di lavoro, ordine del giorno ...), à tout à l'heure!
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mercoledì 11 settembre 2013

Capire le migrazioni a partire da neocolonialismo e postcolonialismo

Interventi di: Thierry A. Avi (autore del libro La Francia in Costa d'Avorio: guerra e neocolonialismo ), Vincenza Perilli (studiosa di femminismi postcoloniali), Alessandro Massacesi (autore del libro Tra cielo e sabbia: storia e cultura del popolo Tuareg), Giovanni Marchionna (Presidente Osservatorio Mediterraneo onlus). Modera: Valentina Sammartino (Le Mafalde Associazione Interculturale). Al termine dell’incontro verrà offerto un buffet a base di piatti tipici del Camerun e ci sarà uno spettacolo di percussioni e danza africana del gruppo Afro Beat. Per ulteriori informazioni Le Mafalde.org
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martedì 10 settembre 2013

Sesso e genere: una corrispondenza incerta

Anche in relazione al convegno di cui parlavo nel post precedente, da Il paese delle donne segnalo la lectio magistralis di Nicla Vassallo, Sesso e genere: una corrispondenza incerta, che si terrà il 15 settembre all'interno della programmazione del Festival della filosofia. Purtroppo non potrò esserci perché già a Firenze per la riunione redazionale di Zapruder, ma spero in una registrazione ...
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lunedì 9 settembre 2013

Integralisti cattolici contro le teorie del genere

Dal  sito Intersexioni, che Marginalia aveva già segnalato qualche tempo fa, apprendiamo di un convegno in odor di integralismo cattolico promosso dal Movimento europeo difesa della vita e dall’associazione Famiglia Domani e patrocinato dalla Provincia e dal Comune di Verona, dal titolo significativo di La teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo? Sul sito di Intersexioni anche l'appello (diffusione gradita) promosso da vari gruppi e associazioni lgbtqe, che da anni lavorano sul territorio veronese, come il Circolo Pink. Buona lettura e diffusione
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Trickster online

L'archivio di Trickster. Rivista online di studi Interculturali  che era scomparso dalla rete in seguito alla soppressione del vecchio dominio della ex Facoltà' di Lettere e Filosofia dell'università' di Padova, e' disponibile per il momento a questo indirizzo: http://masterintercultura.dissgea.unipd.it/trickster/doku.php?id=generale:archivio. Grazie a Andrea Celli per la segnalazione
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giovedì 5 settembre 2013

Bang Bang

Marginalia chiude per un'altra piccola pausa, intanto ascoltatevi via YouTube la versione di Bang Bang (My Baby Shot Me Down) cantata da Nancy Sinatra (1967) e usata poi da Quentin Tarantino in Kill Bill, à bientôt!
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Neocolonialismo e postcolonialismo per capire le migrazioni

Capire le migrazioni dall'Africa a  partire da Neocolonialismo e Postcolonialismo è il titolo del convegno organizzato da Le Mafalde in collaborazione con l'associazione A.C.S Camerun che si terrà il prossimo 14 settembre a Prato e al quale sono molto contenta di essere stata invitata a partecipare. Qui il programma dettagliato (con preghiera di diffusione!), mentre qui un video-documentario che mette in luce le pesanti responsabilità della Francia nella drammatica vicenda ivoriana, questione al centro del volume La Francia in Costa d'Avorio: guerra e neocolonialismo di Thierry A. Avi, che sarà tra i/le partecipanti all'incontro
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martedì 3 settembre 2013

La violenza femminile nella letteratura italiana degli anni settanta

Dalla newsletter del CIRSDe: è stato da poco pubblicato il nuovo Quaderno di Donne e Ricerca, scritto da Elena Fammartino e con prefazione di Beatrice Manetti, dal titolo: La violenza femminile nella letteratura degli anni settanta. Dacia Maraini e Angela Carter. Il Quaderno è consultabile sul sito web del CIRSDe cliccando sul seguente link: http://www.cirsde.unito.it/PUBBLICAZI/Pubblicazione-donne-e-ricerca/2009/default.aspx
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domenica 1 settembre 2013

Non si nasce donna / Una recensione su Iaph Italia

Di seguito la recensione all'ultimo volume dei Quaderni Viola sul femminismo materialista francese, Non si nasce donna, scritta da Silvia Nugara, che ringraziamo, per Iaph Italia. Buona lettura! // La nuova serie della collana Quaderni Viola edita da Alegre si propone di mettere a disposizione “delle donne che desiderano fare politica per le donne” - così in quarta - materiali per conoscere la storia e l’attualità delle riflessioni femministe attraverso dossier monotematici. Dopo aver riflettuto su lavoro (Lavorare stanca, 2008), razzismo e sessismo (La Straniera, 2009), lesbismo (Orgoglio e pregiudizio, 2010) e lotta sindacale nella crisi (Sebben che siamo donne, 2011), questo quinto volume è dedicato non a un tema ma a un filone di pensiero: il femminismo materialista francese. Con questa denominazione si fa riferimento a un gruppo di teoriche il cui lavoro, al di là dei diversi problemi esplorati e degli apparati concettuali elaborati da ciascuna, si è impegnato a restituire la dimensione culturale, storica e ideologica delle divisioni dicotomiche e gerarchiche attraverso cui sono organizzati sesso (uomo/donna), sessualità (etero/omo) e razza (bianchi/neri; noi/loro). Come testimonia il titolo del libro, tale impresa anti-essenzialista si staglia sullo sfondo dell’“affermazione più sovversiva e liberatoria dei discorsi femministi” (Introduzione, p. 6) enunciata da Simone de Beauvoir ne Il secondo sesso: “non si nasce donna”. Dopo un’articolata ma sintetica sezione introduttiva, il volume è strutturato in cinque parti, ognuna dedicata a una figura di rilievo del gruppo raccoltosi attorno alla rivista Questions féministes a partire dal 1977: Christine Delphy, Colette Guillaumin, Nicole-Claude Mathieu, Paola Tabet e Monique Wittig. Le curatrici hanno scelto di dare voce alle stesse autrici pubblicando di ognuna un articolo rappresentativo (inedito in italiano) preceduto da un saggio di inquadramento teorico (di Perilli su Delphy; di Renate Siebert su Guillaumin; di Valeria Ribero Corossacz su Mathieu; di Gabriella Da Re su Tabet e di Garbagnoli su Wittig) e seguito da una breve scheda bio-bibliografica. Come spiegano Garbagnoli e Perilli nell’apertura intitolata Non si nasce (donna). La denaturalizzazione come “questione femminista (pp. 8-11), il materialismo di queste pensatrici va ben oltre l’accezione marxiana e prende a oggetto dell’analisi la compenetrazione tra rapporti materiali e di senso nelle relazioni di dominio che fa sì che la loro naturalizzazione, operante attraverso l’iscrizione nei corpi, nel linguaggio, nelle categorie mentali e istituzionali delle gerarchie sociali, sia tanto efficace. Il materialismo di queste femministe produce, in tal modo, la comprensione del rovesciamento da causa a effetto attraverso cui operano le diverse forme di oppressione. Ciò che è socialmente appreso come origine dell’oppressione (la forma di un sesso, il colore della pelle, e così via) ne è, in realtà, l’effetto: il “sesso” (la “razza”) non è un dato, un’essenza, una proprietà inerente ai soggetti che ne esprimerebbe la natura, ma un marchio – feticcio marxiano – socialmente pertinente ed efficace perché cristallizza, nascondendoli, presistenti [sic] rapporti di dominazione e sfruttamento (p. 9). Questo libro costituisce quindi un importante invito alla lettura di pensatrici francesi da noi ancora poco tradotte e studiate (per esempio, tra tutte solo Monique Wittig figura nell’antologia Le filosofie femministe di Cavarero e Restaino). In Italia, infatti, il ruolo di maggior rilievo è stato giocato dal femminismo della differenza e, per quanto riguarda il pensiero transalpino, tanto da Psychanalyse et Politique con cui le materialiste erano in polemica, quanto dalla triade Kristeva-Irigaray-Cixous tramite una triangolazione con gli Stati Uniti e quel French Feminism di cui Paola Di Cori ricostruisce in modo avvincente la parabola intellettuale nel saggio French Feminism: tra Christine Delphy e Gayatri Spivak. Appunti (pp. 13-20). La riflessione materialista si articola in modo dinamico ed evolutivo lungo tutti gli assi portanti del femminismo dagli anni Settanta a oggi: il rapporto tra lotta di classe e lotta contro il patriarcato (si pensi alle analisi di Christine Delphy ne L’ennemi principal); le relazioni tra biologia, cultura e soggettività e quindi la diade sesso-genere; le relazioni razzismo-sessismo-classismo prima che emergesse il concetto di “intersezionalità” (si vedano in particolare i lavori di Colette Guillaumin a partire da L’Idéologie raciste del 1972 e di Paola Tabet); la violenza contro le donne (Delphy e Nicole-Claude Mathieu); il lesbismo (particolarmente creativi e pugnaci sono gli scritti letterari e teorici di Monique Wittig) e l’analisi politica dell’eterosessualità (su cui la redazione di QF si divise dando luogo nel 1981 a Nouvelles Questions Féministes); la riproduzione come lavoro nell’economia capitalista globale (l’antropologia di Paola Tabet); gli aspetti problematici delle pratiche politiche identitarie e della nozione di differenza ma anche di approcci post-identitari come il queer (Nicole-Claude Mathieu). L’impresa denaturalizzatrice di queste teoriche costituisce una rottura epistemologica che ha richiesto l’elaborazione di nuove griglie concettuali attraverso cui leggere – ma soprattutto immaginare (“spensare” dice Guillaumin) – la realtà perché, come spiega Delphy nel suo saggio del 2001, qui riproposto, Pensare il genere: problemi e resistenze: per conoscere la realtà, e dunque per eventualmente cambiarla, bisogna abbandonare le proprie certezze e accettare l’angoscia, temporanea, di una accresciuta incertezza sul mondo; […] il coraggio d’affrontare l’ignoto è la condizione dell’immaginazione e la capacità di immaginare un mondo altro è un elemento essenziale dell’approccio scientifico: essa è indispensabile all’analisi del presente (p. 29). Da ciò deriva l’elaborazione di ottiche d’analisi nuove. Per esempio, Maria Gabriella Da Re ricostruisce come Paola Tabet in Les mains, les outils, les armes, del 1979, analizzi la divisione sessuale del lavoro non domandandosi “chi fa che cosa” ma “chi fa con che cosa” mettendo perciò in luce non tanto le classiche “limitazioni naturali delle donne” quanto piuttosto il loro “sottoequipaggiamento”. Le rotture epistemologiche richiedono anche un vocabolario nuovo, ragione per cui il materialismo francese è anche una fucina di innovazioni terminologiche mai accessorie: Christine Delphy abbandona il concetto statico ed essenzialista di “condizione della donna” in favore della più esplicita nozione di “oppressione”; Colette Guillaumin elabora la distinzione tra ”razzismo autoreferenziale” e “razzismo eteroreferenziale”; Nicole-Claude Mathieu parla di “sesso sociale” e Guillaumin di “sexage”; Paola Tabet concepisce l’idea di “scambio sessuo-economico” e Monique Wittig fa del linguaggio un terreno di elezione per immaginare e costruire quell’utopia androgina per cui lavorò tutta la vita. Se la riflessione su natura e cultura, su sesso e genere, su genere e non genere attraversa tutti i testi qui raccolti, particolarmente interessante risulta la scelta delle curatrici di proporre in appendice il saggio della storica francesista americana Joan Scott intitolato Genere: usi e abusi (pp. 159-166) che insiste sulla dimensione evolutiva della nozione di genere e riprende in gran parte la lectio tenuta a Padova nel febbraio 2013 al VI congresso della Società Italiana delle Storiche. Per concludere, di questo Quaderno Viola non inganni l’agile formato: si tratta di un volume denso e ricchissimo, un compendio di cui si sentiva la necessità e forse per questo è stato tradotto un po’ troppo di corsa, corredato da una bibliografia indispensabile per l’approfondimento. I saggi introduttivi e gli articoli antologizzati lasciano infatti a chi legge la voglia di consultare analisi di più ampio respiro in cui trovi spazio non solo il pensiero ma anche l’esperienza, dimensione fondamentale proprio di quel Secondo Sesso sotto il cui segno questo lavoro si iscrive //
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