mercoledì 27 luglio 2011

Attivismo femminista nel web : Feminist Blog Camp

Il 28/29/30 ottobre si terrà a Torino, presso l’Askatasuna, una tre giorni di condivisione, seminari, workshop, proiezioni, arte e quant'altro: il Feminist Blog Camp. Nato dall’idea di blogger femministe e blogger disertori (del patriarcato), che già da tempo hanno costituito una rete di attivismo antisessista nel web, il Feminist Blog Camp non solo è aperto alla partecipazione di tutte e tutti ma si propone anche di costruire l'evento in maniera partecipata e condivisa. Se dunque volete saperne di più e partecipare alla costruzione del Feminist Blog Camp, non avete che da cliccare con il ditino sui link qui segnalati, leggere i materiali e poi iscrivervi alla mailing-list di discussione per esprimere le vostre impressioni, fare le vostre proposte o critiche. Pur temendo di non poterci essere fisicamente (seguiranno presto delucidazioni), Marginalia cercherà di inventarsi un modo per partecipare, a partire dalla sua posizione indubbiamente "anomala".
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lunedì 25 luglio 2011

LasciateCIEntrare

Vi avevamo nuovamente ri-segnalato, non molto tempo fa, l'appello Lasciateci entrare nei Cie, nato in opposizione alla circolare del Ministero dell'Interno n. 1305 del 1 aprile che vieta l'ingresso a giornalisti/e (e non solo) in Cie e Cara, appello promosso tra gli altri da Gabriele Del Grande di Fortress Europe. Oggi, 25 luglio 2011, davanti ai Cie e ai Cara di diverse città (da Roma a Porto Empedocle, da Bologna a Lampedusa, da Torino a Trapani ...), si svolgerà un'iniziativa di protesta, LasciateCIEntrare (rinviamo, per tutte le info del caso, al sito Cronache di ordinario razzismo). Intanto, mentre scriviamo, ci giunge notizia via Redattore Sociale, dell'ennesimo sopruso all'interno di un Cie, quello di Ponte Galeria, dove vittima è questa volta una giovane donna tunisina.
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sabato 23 luglio 2011

Rappresentazioni visuali razziste e sessiste in un vademecum della polizia urbana

L'immagine, che "rubiamo" ad Antennaparabolica, è la pagina 11 del vademecum del regolamento di polizia urbana, presentato dai Sindaci dell'Assemblea dei Comuni del Distretto di Polizia Locale PD1A. Si riferisce ad una tra le tante cose "non consentite" al fine di "garantire qualità e sicurezza nell'ambiente urbano". La didascalia recita: "Fermarsi temporaneamente ed intrattenersi a concordare e contrattare prestazioni sessuali con soggetti che esercitano l'attività di meretricio su strada o aree pubbliche o aperte al pubblico". Ma certo, l'immagine dice molto più del testo sulla pervasività di un certo immaginario razzista e sessista ben radicato nel nostro paese e che bell hooks aveva così chiaramente individuato, durante un suo viaggio in Italia, semplicemente passeggiando per la strada. E sicuramente quest'immagine meriterebbe ben più di una segnalazione. Le piste di riflessione potrebbero essere tante, dalla relazione che intercorre tra un documento di questo tipo e le rappresentazioni visuali dei corpi femminili ad esempio, o ancora sul tipo di (in)sicurezza che riflette (e genera) un vademecum di questo tipo. Ma lasciamo eventuali approfondimenti a chi in questo momento ha più tempo. Da parte nostra ci limitiamo, come già tante altre volte, a dare semplicemente degli "imput", di cui ci piacerebbe poi ci tornassero indietro almeno dei feedback. Questi darebbero un senso non solo alle energie che spendiamo in questo blog, ma anche a parole (come "condivisione" e "riconoscimento del lavoro dell'altra/o") che sembra siano purtroppo, al di là dei frequenti proclami, ancora lontane dal farsi poi reale pratica, nel web come altrove (ma questo è un altro discorso).

PS: e per restare in argomento si veda il vademecum del Comune di Roma, Vivere sicuri si può
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Strage di Oslo: ritratto di un fondamentalista. Bianco, cristiano e di destra

Dopo aver blaterato di presunti attentatori fondamentalisti islamici i media sono stati costretti oggi a confermare la notizia che il responsabile della duplice strage avvenuta ieri in Norvegia (attentato nel centro di Oslo e sparatoria sull'isola di Utoya, nel corso del meeting dei giovani laburisti, più di novanta morti in tutto), è Anders Behring Breivik, norvegese, bianco, cristiano, legato ad ambienti di estrema destra, ultra-nazionalista, ferocemente anti-islamico e autore di testi, pubblicati in rete, che non lasciano dubbi sulle sue motivazioni di tipo politico. Ma ora diranno probabilmente che era uno "squilibrato".
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Lesbian, Sexuality and Islam / Call for papers

The Journal of Lesbian Studies will be devoting a special issue to the topic of Lesbians, sexuality and Islam. There has been very little published work on lesbians and Islam. Possible topics and methodsinclude, but are not limited to religion, Quran, Hadith, Sharia, personal experiences of Muslim women, ethnic and regional diversities, oral histories, feminist theory, research, fiction,and poetry. Authors may use a pseudonym if they prefer. Please send a one-page abstract of your proposed contribution to Huma Ahmed-Ghosh (ghosh at mail.sdsu.edu)by August 1, 2011. Proposals will be evaluated for originality and writing style, as well as how all the contributions fit together. Potential authors will be invited to write full articles in the range of 5,000 to 7,500 words. We hope you will consider writing about your scholarship or experiences, so that this important topic receives the attention it deserves (Huma Ahmed-Ghosh, Ph.D., San Diego State University).
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mercoledì 20 luglio 2011

Leonardo Tomasetta. Ad memoriam

Solo stanotte abbiamo appresso, da un mail, della morte - avvenuta il 21 giugno scorso -, di Leonardo Tomasetta. I ricordi si accavallano confusi e nitidi, ma non sono cose da blog. Restano suoni, libri e un frammento di scrittura comune.
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domenica 17 luglio 2011

Lo stupro Strauss-Kahn ? Solo "un troussage de domestique"

Mentre, sostenuti da stampa ed élites politiche, gli avvocati della difesa dello stupratore di classe Dominique Strauss Kahn, tentano di distruggere la credibilità della vittima, è di imminente uscita (settembre), un libro dal titolo Un troussage de domestique. Pubblicato dalle Editions Syllepse e curato da Christine Delphy ((che ringraziamo per l'anticipazione), il volume raccoglie alcuni dei saggi scritti da femministe in Francia nelle settimane immediatamente seguenti l'annuncio dello stupro commesso da Strauss-Kahn in un albergo di New York. Il titolo, Un troussage de domestique, riprende l'espressione usata in una trasmissione radio da Jean-François Kahn, ex direttore del settimanale Marianne . Intervistato da France Culture il giorno seguente l'arresto di Strauss-Kahn negli Stati Uniti, aveva infatti affermato che non si poteva parlare di stupro ma semmai "di una piccola imprudenza", di "un troussage de domestique". L'uso di questa espressione racchiude tutta la violenza sessista, razzista e di classe espressa dalla vicenda Strauss-Kahn. Troussage de domestique fa riferimento infatti ad una pratica in uso, perlomeno fino al secolo scorso, tra le classi cosiddette "agiate": era considerato "normale" e lecito che il "padrone" abusasse sessualmente della "servitù", anche perché le "cameriere" erano considerate in quanto plebaglia donne dai cosiddetti facili costumi. Usando questa espressione come titolo, Christine Delphy, sintetizza efficacemente quello che è lo scopo del volume: non un libro sulla vicenda giudiziaria di Strauss-Khan, sulla sua innocenza o colpevolezza, ma una spietata critica dei propositi profondamente sessisti e dell'arroganza di classe di un mondo che, ergendosi a difesa dell'ex direttore del Fondo monetario internazionale, difende con denti e unghie anche i propri "privilegi".
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Bianchezza / Whiteness : una video intervista a Rokhaya Diallo

Etre blanc, c'est faire partie de la majorité invisible, (Essere bianco/a, significa far parte della maggioranza invisibile) è il titolo di una video-intervista a Rokhaya Diallo, tra l'altro fondatrice del collettivo francese Les Indivisibles, di cui vi avevamo già parlato a proposito dei Y'a bon Awards che da alcuni anni vengono assegnati da Les Indivisibles a personaggi che si distinguono per i loro propositi razzisti. Nel 2010 il premio nella categoria Touche pas à mon pote raciste, era stato vinto da Fadela Amara, presidente di Ni Putes Ni Soumise, per aver difeso "l'humour" del ministro Brice Hortefeux. Presto caricheremo il video dell'ultima edizione, intanto vi lasciamo questa video-intervista crediamo utile per una riflessione su bianchezza / privilegio. Buona visione / ascolto.
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venerdì 15 luglio 2011

Citizenship after Orientalism / Call for Papers

The Oecumene project is pleased to announce its first Symposium Citizenship after Orientalism (6-11 February 2012, The Open University, Milton Keynes - UK).The Symposium will include: A Conference ‘Opening the Boundaries of Citizenship’, CFP now open (deadline 12 Sept 2011); An International PhD School ‘Tracing Colonialism and Orientalism in Social and Political Thought’, we are receiving applications until 12 Sept 2011;A series of workshops addressing specific topics on critical new ways of conceptualising citizenship (mainly by invitation, although there are some places available).Keynote speakers: Judith Butler (University of California, Berkeley), Paul Gilroy (LSE), Bryan Turner (CUNY), Engin Isin (The Open University). PhD School Conveners: Ian Almond (Georgia State University), Roberto Dainotto (Duke University).The first Symposium will explore what it means to open up the boundaries of citizenship. How can we give an account of other ways of being political? Which political practices have been rendered inarticulable as political by exclusionary ideas of citizenship? These questions seem most relevant today, in light of the contemporary re-articulation of orientalist and colonial projects, the increasing popular discontent towarhttp://www.blogger.com/img/blank.gifds renewed exclusionary logics, and the contested meanings of democratic politics across boundaries. The call for papers and applications are now open. For further details please visit our website: www.oecumene.eu
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mercoledì 13 luglio 2011

Femminicidio senza fine

Per Fadma Assour uccisa a coltellate, probabilmente dal marito, tre giorni fa ad Alessandria. Senza commento, così, ad memoriam. Un post come una lapide, mentre sappiamo che il Bollettino di guerra (purtroppo) continua ...

(Alcuni) articoli correlati in Marginalia:

The Color of Violence Against Women
Stupratore di classe (e di razza)
Transgender Day of Remembrance
Meridionali e predisposizione genetica
Sarah e le pari opportunità
Per Faith, condannata a morte dallo stato italiano
Le femministe si uccidono mirando alla testa
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lunedì 11 luglio 2011

Saartjie Baartman, la Venus Noire


Sembra sia uscito (finalmente) anche nelle sale italiane Venus Noire, il film di Abdellatif Kechiche che ricostruisce la storia di Saartjie Baartman, la cosiddetta Venere ottentotta. Scrivo "sembra" perché qui (si legga: il luogo dove ci troviamo attualmente) il film non è ancora in programmazione e non avendolo ancora visto come le Dumbles, dobbiamo limitarci a qualche segnalazione / riflessione, sperando che esca al più presto, visto che lo aspettiamo (con molta curiosità) da quasi un anno, quando fu presentato a Venezia. All'epoca erano uscite recensioni contrastanti: si passava dall'entusiasmo incondizionato (per molti Kechiche è, dai tempi di L’esquive e poi con il successo di La Graine et le mulet - in Italia Cous Cous - un mito), alle "accuse" di compiacimento o voyeurismo e/o alla denuncia della "spiacevolezza" (quasi insostenibile e intollerabile) del film. Su quest'ultimo punto lo stesso regista ha affermato in un'intervista che la Venere nera "ne devait pas etre un film agreable" (e del resto, aggiungiamo noi, non poteva essere diversamente con una storia di questo tipo). Per le altre questioni aspettiamo di vederlo, anche se pensiamo che affrontare cinematograficamente la vicenda di Saartjie Baartman si presti a più di un rischio, compreso quello di appiattire la denuncia dei violenti rapporti di potere (di "razza"/"sesso"/classe) alla base del colonialismo, sulla storia di una "vittima", per quanto emblematica. Nell'attesa condividiamo per intanto una recensione (in francese) pubblicata sul sito di Rue89.

L'immagine è un'opera di Wangechi Mutu, Uterine Catarrh (2004)
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sabato 9 luglio 2011

Informazione di genere / Zeroviolenzadonne.it

Il sito Zeroviolenzadonne.it, che negli ultimi anni ha portato avanti un utilissimo progetto di informazione sulla questione di genere ("per dimostrare che la violenza sulle donne, i bambini e le bambine è una delle principali cause di disgregazione sociale"), rischia di chiudere e per scongiurare questa eventualità lancia una campagna di sostegno. Nonostante i tempi grami ci auguriamo che l'appello raggiunga il suo scopo e Zeroviolenzadonne (che tante volte ha anche ripreso cose pubblicate qui in Marginalia) possa continuare il suo lavoro di informazione, divulgazione e condivisione.
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venerdì 1 luglio 2011

Cie: la macchina delle espulsioni

Dal sito Fortress Europe la segnalazione del web-documentario di Julie Chansel e Michaël Mitz La machine à expulser, che racconta, attraverso le parole delle/dei recluse/i, la violenza istituzionale dei centri di identificazione ed espulsione francesi (i Cie d'oltralpe, detti Cra, che sta per Centre de rétention administrative, ovvero centri di detenzione amministrativa). Nei Cra sono trattenute ogni anno, in attesa di essere espulse dalla Francia, decine di migliaia di persone (anche bambini/e), persone il cui unico "delitto" è quello di non avere i documenti in regola. Questi luoghi di privazione della libertà, scrive Gabriele Del Grande nel suo sito, "sfuggono al nostro sguardo, sempre più militarizzato. Ma con questo webdoc se ne riesce finalmente a sapere di più". Il suo post si chiude con un provocatorio "A quando un lavoro simile sull'Italia?". Domanda provocatoria vista la circolare 1305 del 1 aprile che vieta l'ingresso a giornalisti/e (e non solo) in Cie e Cara (rinviamo all'appello Lasciateci entrare nei Cie!). Intanto possiamo vedere / scaricare il video sui Cra (in francese) La machine à expulser, riflettere, agire.
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